Gattuso: “Milan vuol dire casa, via da Valencia per alcune scelte…”

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Gattuso svela i motivi dell’addio al Valencia: il Milan è sempre il Milan

Quando si nomina Gennaro Gattuso non può che venire in mente il Milan, le due storie sono strettamente legate e nonostante ora lui non faccia più parte di Milanello, il legame resta indissolubile. “Ringhio” ha solcato il prato di San Siro dal 1999 fino al 2012 come giocatore e successivamente dal 2017 al 2019 come allenatore. La sua anima si è sempre riconosciuta in campo ed è sempre stato l’incarnazione dei valori rossoneri. Gattuso è tornato sulla tormentata esperienza sulla panchina del Valencia, raccontando di importanti divergenze con la società, la chiosa non può che riguardare il Milan, sempre presente nei suoi pensieri.

Gattuso intervistato dal programma spagnolo El Chiringuito De Jugones:

“Sapevo fin dal primo giorno che al Valencia sarebbe stato un lavoro difficile, ma è stato un onore per me lavorare per un grande club come questo. Ho un buon ricordo della mia esperienza. Al Valencia devi dare importanza a tutto, non puoi fare le cose a metà. Bisogna rispettare la storia di questo club. Può succedere che in questo momento non sia possibile spendere molto denaro, ma i tifosi vanno capiti. I tifosi del Valencia sono come me, viviamo il calcio a 360°. Io ho sofferto molto in questo finale di stagione, ho un rapporto forte con tanti giocatori che mi hanno dato tutto. Penso a Gayà, che non voleva rinnovare il contratto e alla fine ha firmato per me”.

Sul nuovo allenatore Baraja: “Non era facile per lui, ma è un buon allenatore per il Valencia. Sa come funziona, conosce il Mestalla e i tifosi. Valencia è casa sua”.

Su Peter Lim: “Lim deve prendere una decisione. Il Valencia è un club storico e merita di più. Non mi sono sentito ingannato, ma quando abbiamo iniziato la stagione sono andati via Soler e Guedes negli ultimi giorni del mercato… La società sapeva che a gennaio avremmo dovuto comprare 2-3 giocatori, invece non è arrivato nessuno. Quando ho visto che al 30 di gennaio non succedeva quello che avevamo concordato, ho preso la decisione di andarmene”.

Sul Milan: “Se Valencia è casa di Baraja, il Milan è casa mia. Ho avuto la fortuna di giocare 14 anni in rossonero, oltre ad allenare per due anni, ed è stato un vero privilegio per me”.

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