(ESCLUSIVA), Galli: “Milan, non sei solo atletismo! Su Pioli dico…”

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Intervenuto in esclusiva per Radio Rossonera, Filippo Galli ha parlato del momento del Milan e della situazione relativa a Stefano Pioli

Il Milan sta vivendo un periodo complicato a livello di risultati, e il primo a finire sul banco degli imputati è il tecnico Stefano Pioli. Molti tifosi e anche alcuni addetti ai lavori hanno manifestato scontento per la gestione dell’allenatore rossonero nelle ultime partite, ragion per cui i prossimi incontri in calendario diventano cruciali per uscire da un momento non semplice. Intervenuto in esclusiva per il Lunch Press di Radio Rossonera, Filippo Galli ha parlato del momento del Milan e della situazione relativa a Stefano Pioli.

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Galli su Pioli e su Milan-PSG

Secondo te Pioli ha ancora in mano la squadra?

“Io penso di si, almeno vedendo parte delle prestazioni…sia quella fatta a Napoli nel primo tempo e anche con l’Udinese nel secondo, quando comunque la squadra ha cercato di lottare. E’ chiaro che ha perso un po’ il filo del gioco che aveva entusiasmato a inizio campionato, adesso ci sono delle cose che indubbiamente non funzionano ma non credo sia un problema legato al fatto che Pioli non abbia più la squadra in mano.

Ci sono degli aspetti che vanno considerati: l’altra sera abbiamo giocato con l’Udinese, e per quanto alla fine abbia meritato di vincere penso che le assenze abbiano pesato. In un momento di difficoltà, questo incide maggiormente che in altri momenti. L’Udinese non aveva ancora vinto una partita e ora tutti dicono che dovremmo essere forti fisicamente e di gamba come loro, ma secondo me il Milan deve provare a giocarsela sempre con le proprie armi, non solo con l’atletismo”.

Come valuti la soluzione a due punte?

“E’ stata una scelta per dare più densità dentro l’area e creare più opportunità, io ho visto Giroud girare intorno a Jovic e forse avrei fatto il contrario ma da fuori fare certe affermazioni è più facile. Il dubbio è che quel tipo di sistema di gioco messo in campo non abbia portato poi grandi vantaggi alla squadra. Peccato perchè ora ti metti nelle condizioni di arrivare ancora di più con tensione, paura, poche certezze ad uno scontro fondamentale per la Champions”.

Come si affronta questo PSG dal punto di vista mentale?

“Pur restando due competizioni differenti, è impensabile che non ci sia uno strascico dal punto di vista mentale ed emotivo sui giocatori. Però credo che quando l’arbitro fischierà l’inizio della partita tutti saranno motivati a far bene e vincere la partita contro una squadra in crescita, non solo fatta da grandi campioni ma costituita da un’idea di gioco ben precisa. Speriamo magari che domani sera qualcosa si inceppi nel loro pensiero”.

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Galli sul mercato estivo

Come valuti il mercato estivo?

“Avevamo fuori tutta una serie di giocatori che sono importanti. Nella gestione delle risorse umane, Pioli non è stato messo nelle migliori condizioni a causa di accadimenti che possono avvenire all’interno di un gruppo squadra. Sapevamo dall’inizio che mancava un vice Giroud, la società lo ha cercato fino all’ultimo ma poi ci si è dovuti arrangiare in qualche modo”.

Colombo non poteva starci in questa rosa?

“Certo che poteva, però poi si entra in varie dinamiche di mercato, rapporti fra le società, di capire cosa vuole il giocatore e il suo entourage. Forse c’era la necessità di far giocare Colombo un altro anno in serie A per mettere esperienza nel bagaglio, si è cercata una strada per fargli raggiungere un livello tale da poter affrontare San Siro con tutti i mezzi e gli strumenti necessari”.

Galli su Ibrahimovic

La squadra ha bisogno di una presa di posizione dalla società, magari prendendo Ibra?

“Io non posso pensare che i giocatori abbiano bisogno di un motivatore per giocare a San Siro, in Champions o con la maglia del Milan. Ci saranno altre ragioni per cui Ibra rientri nel Milan, scopriremo poi in quale ruolo. Secondo me in questo momento si mette altra carne al fuoco con i problemi che ci sono e forse ci si dovrebbe concentrare di più sulla partita”.

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