Milan, Furlani: “Fortunati con Pioli. Il futuro di Leao e Theo” Poi va sul mercato

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Furlani a tutto tondo sul mondo Milan, perentorio su Pioli e sul ruolo di Ibrahimovic. Poi va sulla filosofia del mercato e su i big

Ospite a Supertele, format di DAZN, l’amministratore delegato del Milan Giorgio Furlani ha toccato tutte le vicende più rilevanti del momento per il Diavolo. Dal futuro di Stefano Pioli allo stadio passando per il ruolo di Zlatan Ibrahimovic. Indicazioni anche sul mercato.

Parla Furlani

Giudizio sulla stagione: “Troppo presto. Vediamo questo ultimo mesetto. Stiamo facendo bene rispetto allo scorso anno. Siamo 12 punti avanti rispetto a un anno fa. Peccato essere usciti dalla Champions, ma il girone era difficile. Noi partiamo sempre per vincere”,

Rimpianto Champions: “Il nostro lavoro è di dare al mister la squadra il più competitiva possibile. Rimpianto? Forse la Champions, nella prima partita siamo stati sfortunati, la seconda è stata condizionata dagli infortuni. È stato un rimpianto, ma ci rifaremo l’anno prossimo”.

Sul mercato: “La filosofia è quella di migliorare la squadra, l’anno scorso erano necessari alcuni cambiamenti, quest’anno ci saranno meno acquisti ma più mirati perché le basi ci sono. Non è giusto dire che puntiamo solo sui giovani. Noi guardiamo a diverse parti, ovviamente c’è il reparto scouting che guarda i dati, poi c’è la storia medica, la personalità e anche il tema finanziario”. 

Sul fatturato: “Dipende dalle attività che facciamo noi, quelle dei nostri partner, dipende dalle competizioni UEFA, dipende dalle società della Serie A e poi c’è la parte legata allo stadio, importantissima. Oggi abbiamo San Siro e ci focalizziamo su quello per rendere la migliore esperienza possibile, un domani chissà”.

Su San Siro: “A San Siro andavo con mio papà, è un posto speciale. In giro per il mondo ci sono pochi stadi come quello, lo dicono molti tifosi, non solo i milanisti. Lo stadio è un motore per creare rigore economico con il calcio al centro, San Siro in questo senso è un prodotto datato”.

Le scelte in estate: “Noi non abbiamo bisogno di fare delle cessioni per rientrare da perdite, quindi essendo in attivo in partenza abbiamo la possibilità di investire. Rafa, Mike e Theo sono giocatori del Milan, hanno contratti lunghi e sono contenti di rimanere qui“.

Sui nuovi arrivi: “Di chi sono più contento? Di tutti, tutti acquisti molto cercati, seguiti, che siamo contenti di avere in gruppo. Tutti si sono integrati e sono felici di stare al Milan“.

Sul grande acquisto: “Non voglio esser ripetitivo, ma non bisogna fare colpi tanto per e poi mettere a rischio la sostenibilità. Il nostro obiettivo è migliorare la società. Noi partiamo sempre per costruire una squadra che possa vincere. Non vogliamo fare colpi per fare scena“.

Il ruolo di Ibrahimovic: “Si è detto tanto su Zlatan. La leadership e le decisioni finali sono di RedBird e di Gerry Cardinale. Sotto di lui c’è un gruppo di lavoro. Zlatan sta già facendo vedere che è anche un grande campione fuori dal campo. Fa molte domande, è curioso e intelligente. Contribuisce su vari fronti. La parte sportiva è composta da Zlatan, Moncada e io. Ognuno ha delle competenze. Poi ci sono altre aree di lavoro come quella dello stadio dove Scaroni è molto coinvolto. La leadership è di Cardinale. Ibra ha molta influenza sulla parte sportiva”.

Su Savicevic e Weah: “Il Milan ha avuto tanti campioni, nella mia top 5 ci sono Savicevic e Weah. Del primo ricordo il gol contro il Barcellona. Weah oltre al coast to coast aveva questa potenza che in quell’epoca in Italia non si era vista”.

Su Leao: “È un giocatore straordinario, quando vuole è infermabile. È un bravissimo ragazzo, sempre sorridente, è bello averlo con noi”.  

Sull’inchiesta: C’è questa idea che RedBird non sia il proprietario del Milan ed è qualcosa di sbagliato. I fatti sono semplici. Le autorità hanno il diritto di fare le indagini che vogliono, ma noi non abbiamo nulla da nascondere e siamo pronti a cooperare per fargli fare al meglio il loro lavoro“.

Su Pioli: Questo essere perennemente sotto i riflettori… E’ da inizio stagione che la critica al mister si accende dopo ogni partita non vinta. Quest’anno ha fatto bene e siamo focalizzati sul finale di stagione. E’ una persona squisita, con la quale si lavora molto bene e posso dire che siamo fortunati a lavorare con lui. Non si può giudicare un allenatore su una partita, ma si valuta su una stagione intera. Vedremo come andrà a finire la stagione, ma siamo fiduciosi“.

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