Milan, Furlani: “Io milanista fortunato! Vogliamo vincere, è un circolo virtuoso”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Parla l’Amministratore Delegato del Milan Giorgio Furlani: dal management all’unione dello spogliatoio

Dopo il suo intervento alla presentazione della quarta divisa del Milan per questa stagione (che sarà utilizzata contro Napoli e Monza), l’AD rossonero Giorgio Furlani è tornato a parlare. Tanti gli argomenti trattati con la start up Social Media Soccer: di seguito alcuni di questi, tra i quali il suo senso di responsabilità e il management del club.

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Parla l’AD

FASE DI ACCELERAZIONE E CRESCITA – “Siamo in un nuovo importante capitolo di evoluzione del club, sostenuto dalla visione strategica di Gerry Cardinale, le competenze ed esperienza di RedBird nello sport business, nei media, nella capacità di sviluppare brand globali e di creare sinergie virtuose. Abbiamo avviato un percorso di crescita fondamentale per colmare il gap con le grandi squadre in Europa, soprattutto quelle in Premier League, che possono contare su ricavi importanti”.

ASSET – “Non c’è progetto nel calcio e nel Milan che non abbia alla base il successo sportivo. Tutto il valore e i ricavi sono investiti nella squadra e nel club. È un circolo virtuoso: i ricavi alimentano gli investimenti, che producono performance migliori, che a loro volta creano nuovi ricavi”.

RESPONSABILITÀ –  “AD milanista? Sono fortunato a trovarmi in questa posizione. Ci sono dentro con un grande senso di responsabilità, dettata dal fatto che ho avuto modo di vedere cosa succede se una società di calcio viene gestita in modo imprudente. Io sono entrato circa sei anni fa nel Milan quando il Club andava salvato da una situazione di insolvenza”.

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INSOLVENZA SCONGIURATA – “Il Milan era strutturalmente in perdita. C’era stata una gestione dei costi tale per cui le risorse non erano state impiegate efficientemente. Abbiamo dovuto fare una riallocazione delle risorse per poter investire meglio, puntando anzitutto sulla parte sportiva per avere più successo sul campo. Inoltre, il Club non aveva investito correttamente nell’infrastruttura manageriale, così da accompagnare al calcio una parte commerciale che aiutasse”.

MANAGEMENT – “Il progetto Milan è stato incentrato sul talento dei giovani ad ogni livello, mixandolo con l’esperienza necessaria. Abbiamo ringiovanito la struttura manageriale inserendo anche profili da altri settori. È la cosa giusta da fare per portare nuove idee. Da luglio dello scorso anno il club ha creato circa 30 nuove opportunità professionali, con un’età media di 28 anni”.

SQUADRA – “Abbiamo costruito una squadra competitiva, con l’inserimento di giovani calciatori di qualità, forti fisicamente e adatti al calcio moderno. Tra le top del campionato, siamo la squadra con l’età media più bassa se contiamo i calciatori impiegati in Serie A. Inoltre, quello rossonero è uno spogliatoio molto unito, un gruppo formato da grandi uomini e grandi calciatori, che mettono il ‘noi’ davanti all’‘io’”.

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