Peppe Di Stefano è intervenuto in diretta esclusiva al Talk di Radio Rossonera per parlare di Milan: le sue parole su Furlani e Allegri
“Non voglio pensare a un Milan a due teste, non seguire Allegri sarebbe un errore; sull’addio di Furlani non ho notizie”. In questo modo Peppe Di Stefano ha commentato le ultime controverse indiscrezioni sul futuro dei rossoneri. Nella giornata di ieri, giovedì 12 dicembre, si è parlato sia di un pranzo tra l’a.d. e l’allenatore per pianificare il futuro (Gazzetta), sia di un possibile addio dello stesso Furlani (Zazzaroni). Di seguito le parole di Peppe Di Stefano in diretta esclusiva al Talk di Radio Rossonera.
Le parole del giornalista
“Sulle voci extra-campo, tra pranzi Furlani-Allegri o possibili addii?” – “Non mi arrivano notizie sul possibile addio di Furlani, e neanche su Tare. Il Milan ha una grande fortuna, e si chiama Massimiliano Allegri, e deve fare tutto per proteggerlo. E intendo che bisogna lasciargli carta bianca, a lui e a Igli Tare: il Milan non può essere Cissé e André l’anno prossimo. Dev’essere un giocatore forte e uno giovane, e così via. Il Milan quando va in Champions League non è una squadra qualunque, e tutto il mondo lo aspetta. I rossoneri l’anno prossimo devono provare a vincere lo scudetto, e per farlo servono giocatori di alto livello: uno in difesa, uno in mezzo al campo, uno in attacco e uno sugli esterni, poi puoi aggiungere dei giovani.
“In queste stagioni si è visto come la valorizzazione dei giocatori negli ultimi anni fosse prioritaria rispetto alle vittorie, ma Allegri ragiona in maniera diversa, lui vuole vincere. Non voglio pensare che ci siano due teste: vorrebbe dire che non si è imparato nulla dagli ultimi anni. Bisogna ascoltare l’allenatore, e non farlo sarebbe un errore. Spero che l’ottavo posto abbia fatto aprire gli occhi un po’ a tutti”.
“Quale futuro per Sandro Tonali?” – “Credo che le richieste del Newcastle siano fuori portata per i club italiani. Sandro vale 80-100 milioni, chi se lo può permettere? Io gli auguro di rimanere in Premier League, o comunque in un club di prima fascia. Poi dopo la speranza di tutti è il ritorno al Milan, ma oggi è infattibile. Ma Sandro non deve pensare di tornare in Italia, è uno dei centrocampisti più forti del mondo, ha un motore da Premier League. L’errore è stato venderlo, ma ora come si fa a pensare di prenderlo a quelle cifre se non si spendono più di 30 milioni. In futuro mi auguro che si possa coronare la seconda parte del suo sogno: rigiocare nel Milan ed esserne il capitano, ma tutti dovranno augurarsi questa cosa. Non sono questi i tempi maturi, Sandro vale troppo per pensare a un ritorno in Italia”.