Milan, cambia il futuro di Furlani dopo le parole di Cardinale: Repubblica fa luce

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Le parole di Gerry Cardinale segnano un punto di svolta in casa Milan: cambierà il futuro del CEO Giorgio Furlani?

Nonostante la sfida con la Lazio di questa sera, nel mondo Milan si parla oggi solo delle parole di Zlatan Ibrahimovic e soprattutto di Gerry Cardinale, ospiti ieri al Business of Football Summit del Financial Times: il futuro del club e di alcuni suoi protagonisti recenti come Stefano Pioli e Giorgio Furlani potrebbe cambiare. A riportarlo è l’edizione di questa mattina di Repubblica, che ha provato a scavare dietro le dichiarazioni della nuova coppia al comando del Milan: Cardinale e Ibrahimovic.

Quale futuro?

Nei tanti spunti interessanti che Zlatan Ibrahimovic e Gerry Cardinale hanno lanciato ieri durante il summit organizzato dal FT, un passaggio in particolare potrebbe suggerire un imminente cambiamento in vista. Stiamo parlando di questa frase del n1 di RedBird: “Né io né Zlatan siamo soddisfatti di non essere i numeri uno. Mi sono affidato a lui perché sarà la mia voce con la squadra. Ha la giusta autorità“.

Per il quotidiano, quelle di Gerry Cardinale sono “parole che non sembrano giocare a favore nemmeno del ceo Giorgio Furlani“. Entrato nel 2018 nel CDA del Milan con il ruolo di “Consigliere”, Giorgio Furlani è passato dall’essere “Portfolio Manager” del fondo di investimenti Elliott al diventare, nel dicembre del 2022, amministratore delegato del club di via Aldo Rossi sostituendo Ivan Gazidis. Dopo neanche due anni, il ruolo di Furlani potrebbe cambiare nuovamente?

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