Milan, da Pioli a Fonseca: “Dubbi legittimi, manca il presupposto ideale”

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Strada in salita per Fonseca al Milan, il curriculum non convince e il confronto con Pioli non è confortante: tra dubbi e certezze

Il Milan è pronto ad accogliere Paulo Fonseca tra incertezze e dubbi: non sembra esserci un salto di qualità rispetto all’era Pioli. L’avventura di Fonseca in rossonero partirà in salita, non è un mistero che non sia gradito dalla piazza e che la pressione sarà alta. La dirigenza però non torna indietro, non si vuole ripetere un Lopetegui bis, e dunque resta solo da capire quando l’ex Lille arriverà a Milanello: il ritardo dovrebbe essere dovuto a motivi fiscali. Tra i tanti scettici, c’è però chi crede in Fonseca: si tratta di Yusuf Yazici, giocatore del Lille che non ha nascosto l’ammirazione per il Milan.

Da Pioli a Fonseca: manca il salto di qualità

In molto si chiedono se effettivamente Fonseca sia meglio rispetto a Pioli. In un editoriale per TuttomercatoWeb ha provato a rispondere a questo quesito Raimondo De Magistris.

Il bilancio del ciclo Pioli: “E’ finito un ciclo durato quasi cinque stagioni, un quinquennio che ha avuto nello Scudetto il suo apice ma che non s’è limitato al trionfo del 2022. Pioli lo scorso anno ha raggiunto le semifinali di Champions e in questa stagione, forse la peggiore delle cinque, ha comunque concluso il campionato al secondo posto. C’è chi ha fatto peggio“.

Il curriculum di Fonseca non entusiasma: “Le vittorie di Fonseca si limitano all’avventura in Ucraina, nel quotatissimo Shakhtar. Prima un paio di coppe in Portogallo. Da quando ha lasciato l’Ucraina, Fonseca ha collezionato due quinti, un settimo e un quarto posto”. 

Durante l’era Pioli si è verificata una crescita nelle ambizioni del club, e la domanda sorge spontanea: “E allora perché Fonseca? I dubbi dei tifosi sono legittimi e non sono solo dei tifosi, al portoghese il compito di smentirli. Ma partire con poco credito della piazza e ancor meno pazienza non è sicuramente un sicuramente il presupposto ideale per aprire un ciclo, per far crescere ancor di più questo Milan”.

 

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