Fonseca-Milan, i due ex Serie A in coro: “Sottovalutato a Roma, ma serviva un top”

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Si apre il dibattito sulla scelta del Milan di puntare su Fonseca: manca esperienza al vertice, “ma non è un estremista”

Il Milan ha deciso di puntare per la panchina su Paulo Fonseca, la firma è attesa per la prossima settimana. I due ex Serie A Massimo Brambati e Stefano Impallomeni hanno analizzato la scelta del Diavolo ai microfoni di TMW. Entrambi sottolineano il buon percorso a Roma, ma al Milan serviva un nome più altisonante rispetto a Fonseca.

Fonseca, tra pregi e dubbi

Il Milan sta per entrare nell’era Fonseca, l’ex tecnico del Lille è la scelta della dirigenza. Restano dei dubbi, basta vedere quali fossero le alternative: ne discutono Bramati e Imapallomeni.

Brambati si aspettava di più dal Milan e ritorna sul rifiuto a Conte: “A me non è dispiaciuto a Roma, ma dopo Pioli mi aspettavo un top allenatore e non un profilo meno altisonante. Ha allenato buone squadre ma non top club. Dal Milan mi aspettavo di più. Io penso e mi auguro che il Milan voglia vincere con Fonseca. Il Napoli ha preso per esempio un allenatore vincente. E poi mi aspettavo che Milan e Juve si litigassero Conte, invece nessuna delle due lo ha fatto. Ma sono curioso di vedere, perché comunque il profilo piace. Certo è che per il dopo-Pioli è un rischio”.

Impallomeni è più fiducioso, le caratteristiche del gioco di Fonseca: “Credo sia stato percepito male a Roma. Dal punto di vista tecnico ha fatto un buon lavoro, anche coraggioso, a volte ha esagerato ma non è un estremista. In Francia ha cercato di essere più equilibrato. Se il Milan gli consentirà di fare una squadra interessante, per la prima volta si misurerà con il vincere e non solo il piazzarsi”.

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