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Hauge, il non-caso del norvegese, sempre al centro del progetto Milan

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HAUGE – Salvate il soldato Hauge. Si potrebbe sintetizzare così la “rivolta” successiva all’esclusione del norvegese dalla lista dei 22 giocatori a disposizione di Pioli per l’Europa League. A scanso di equivoci, la lista è definitiva e quindi valida fino alla fine della competizione. 

La decisione deve necessariamente essere una fotografia del momento. Nessuno ha la palla di vetro per prevedere l’andamento della stagione da qua ai prossimi mesi, tante le variabili da considerare: posizione in classifica, infortuni e l’imprevedibile Covid.

Premesso tutto, ora Jens Petter Hauge non è in uno stato di forma eccezionale, come dimostrano le ultime apparizioni poco convincenti e un minutaggio concesso sempre più ridotto.

L’inizio per certi versi sorprendente di Hauge in rossonero ha messo in secondo piano quei classici aspetti da considerare per un giovane innesto come lui: in primis, età e adattamento a un campionato nuovo (e molto più competitivo).

L’attaccante norvegese è un classe ‘99 e prima di trasferirsi a Milano non aveva mai giocato, se non nelle nazionali giovanili, fuori dalla Norvegia.

La Serie A non è facile per giocatori maturi che arrivano da campionati di prima fascia, figuriamoci per un giovane proveniente dalla piccola Bodo

Il punto fondamentale però in questo momento è il calo di condizione fisica del ragazzo. Per un giocatore che fa dello spunto per saltare l’uomo il suo marchio di fabbrica, la brillantezza atletica è imprescindibile.  Quando il Milan ha affrontato il Bodo Glimt ai preliminari, i norvegesi si trovavano nel cuore della propria stagione, poi conclusa a dicembre. Ora mentre gli ex compagni di Hauge da gennaio stanno riposando, l’attaccante rossonero non si è mai fermato.

Dopo quasi un anno (dalla preparazione del campionato scandinavo ad oggi), è fisiologico aver bisogno di una pausa. 

C’è poi da considerare il piano tecnico. Pioli dopo la partenza di Conti, che ha abbassato a 5 il numero di giocatori formati tra vivai italiani e quelli formati nel settore giovanile rossonero, ha visto ridursi da 23 a 22 i giocatori a disposizione nella lista.

Il tecnico si è dunque trovato a scegliere chi escludere tra Hauge, Meité e Krunic, dovendo fare delle considerazioni di reparto. In attacco, a sinistra soprattutto, il Milan è coperto con Rebić, Leao e ora, volendo, anche con Mandžukić.

A centrocampo invece la squadra ha vissuto mesi di sofferenza: da qui l’acquisto di Meité come alternativa, o spalla, di Kessie. Il più rodato Krunic invece è il jolly tattico di Pioli, utile sia per la trequarti che per offrire un’altra opzione per il duo in mezzo al campo. 

L’esclusione di Hauge è dunque figlia della logica del momento, ma la società ha dimostrato anche nel mercato invernale di credere nel giovane rifiutando le proposte arrivate per lui dall’estero.

Un periodo di riposo permetterà al numero 15 rossonero di ritrovare le giuste energie e allontanare le voci. Il tempo è dalla sua parte e quando le gambe torneranno a girare Pioli avrà un’arma in più utile per il campionato.

Forza Jens

photocredits acmilan.com

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