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Il Milan fatica a fare gol: assenze o mancanza di lucidità?

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Dopo un inizio di stagione giocato a livelli molto alti, il Milan da gennaio ha avuto un calo abbastanza prevedibile, anche a causa delle tante assenze dei migliori giocatori. Pioli in ogni partita ha dovuto aggiustare e modificare l’undici titolare, in base a chi aveva disponibile in quel preciso momento. Basti pensare alla formazione con tante seconde linee che ha giocato la partita d’andata a Manchester, una delle più importanti di questa stagione, in cui sarebbe stato bello avere la maggior parte dei giocatori a disposizione. Nonostante questo, anche a Old Trafford la squadra ha tirato fuori l’ennesima grande prestazione in momenti di completa emergenza.

Il reparto che è apparso in maggiore difficoltà nelle ultime uscite è sembrato l’attacco, che sta pagando l’assenza di Ibrahimovic e la scarsa lucidità di altri interpreti chiave come Calhanoglu e Rebic.

Non è la prima volta che lo svedese è fermo ai box, ma nelle altre occasioni i risultati e le prestazioni della squadra hanno limitato la sua assenza. Prendiamo, per esempio, il periodo in cui Zlatan ha saltato 8 partite di Serie A tra fine novembre e l’inizio di gennaio. Il bilancio è più che positivo: 5 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta, con ben 16 gol realizzati.

Il Milan, quindi, ha dimostrato che è in grado di giocare e vincere anche senza lo svedese, a differenza di quello che si sosteneva nei primi mesi di stagione. In quel periodo la squadra si è compattata e tutti hanno apportato il proprio contributo. Le 16 reti portano la firma di dieci marcatori diversi, dai migliori come Kessié e Theo (3 gol a testa) fino ai vari Romagnoli, Saelemaekers, Castillejo e Kalulu.

Nel 2021 la sconfitta subita in trasferta contro lo Spezia può rappresentare l’inizio di questo momento di difficoltà dei rossoneri, soprattutto in ottica offensiva.

Partendo da lì, il Milan ha giocato 6 partite di campionato, segnando solo 5 gol e con una produzione di 8.29 xG (dati Understat).

Questo significa che per la qualità delle occasioni create, la squadra avrebbe dovuto segnare almeno 3 reti in più. La media dei gol realizzati a partita del girone d’andata è stata di 2.05; attualmente, in quello di ritorno, la cifra è di 1.3.

È prematuro trarre conclusioni affrettate per la differenza di partite giocate, ma sono dati che riflettono il momento di difficoltà in fase realizzativa dei rossoneri.

Spesso il peso offensivo è ricaduto sulle spalle di Rafael Leão, un 21enne che ha dimostrato importanti qualità, ma che per il momento non è ancora quell’attaccante prolifico che tutti si aspettano. Il portoghese ha giocato come unico riferimento, ma le cose migliori le ha fatte vedere partendo largo a sinistra con un’altra punta davanti a lui.

Contro il Verona hanno segnato due grandi gol giocatori come Krunic e Dalot, mentre a Manchester è stato Kjaer a trovare la via della rete. Insomma, se prima nei momenti difficili vedere nomi diversi sui tabellini era una cosa positiva, adesso invece c’è bisogno di ritrovare più certezze, che stanno mancando dagli interpreti principali.

Un giocatore dalle qualità superiori come Calhanoglu, ad esempio, nelle ultime partite non ha mai segnato, né fornito assist.

Ibra è rimasto a secco contro Spezia, Inter e Roma e poi si è infortunato.

Rebic ha timbrato solo contro la Roma, nonostante la rete di pregevole fattura.

Leão non segna dalla partita contro il Torino del 9 gennaio. Considerando anche l’utilizzo praticamente nullo di Mandzukic, nelle ultime 6 partite, a Pioli sono mancate le reti proprio dai migliori giocatori del suo reparto offensivo.

Un altro dato che evidenzia le difficoltà è la media dei palloni toccati a partita in area avversaria. Nelle prime 21 partite erano 28, negli ultimi 6 incontri la cifra si è abbassata a 25. Una leggera diminuzione che non è preoccupante, ma comunque ci dice che la squadra si sta presentando meno in area rivale rispetto agli scorsi mesi.

Le continue assenze e la mancanza di lucidità sono le due principali cause di questo periodo difficile dei rossoneri. Stefano Pioli dovrà ritrovare al più presto le certezze che hanno caratterizzato il suo Milan per concludere al meglio questa stagione.

photocredits acmilan.com

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