Esultanza senza maglia? Così è nata l’ammonizione

0 cuori rossoneri

Tutti ricordiamo l’esultanza senza maglia di Olivier Giroud contro lo Spezia. Un po’ per l’importanza dei 3 punti, un po’ per la bellezza del gol. Soprattutto, però, la ricordiamo perché gli è costata un’espulsione per doppia ammonizione. Ma come è nata la storia di questa sanzione?

Lo racconta Social Media Soccer, che ripercorre la storia della nascita del cartellino giallo per esultanza senza maglia. Innanzitutto, c’è un mito da sfatare. Una delle immagini maggiormente scalfite nella testa degli appassionati di calcio italiano a cavallo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni zero, è senza dubbio l’esultanza di Christian Vieri dopo un gol alla Sampdoria nel 2003. L’esultanza è resa iconica dall’attaccante per essersi spogliato della maglia da gioco e aver messo in mostra una canotta firmata Sweet Years, il brand di abbigliamento fondato insieme a Paolo Maldini. È proprio il sito ufficiale ad etichettare quell’episodio nella sezione “about-us” come la prima uscita mediatica del marchio.

È il 2003, e la regola dell’ammonizione per chi si toglie la maglietta dopo un gol non è ancora in vigore e non è nemmeno nell’orbita di organismi di politica sportiva come la FIFA o la UEFA. Proprio lo stesso Vieri ha recentemente parlato della nascita della regola che prevede l’ammonizione dopo l’esultanza senza maglia nel podcast Muschio Selvaggio. Secondo l’attaccante questa norma potrebbe essere stata introdotta dalla Lega Serie A per questioni legate al marketing. Il ragionamento dell’ex Milan, Inter e Juve, seppur non banale e specchio di quanto sia sensibile a certi aspetti commerciali, risulta errato per diversi motivi.

LEGGI QUI LE ULTIME SULL’INFORTUNIO DI JAMES CONTRO IL MILAN

In prima battuta a smontare l’ipotesi ci pensa l’ordine cronologico degli eventi: l’esultanza di Vieri avviene nel 2003, mentre la regola verrà introdotta più di un anno dopo. Prima di quella data sono diversi i calciatori che hanno reso celebre o memorabile la propria esultanza, caratterizzandola. Era un vezzo anche di Shevchenko, che ad ogni gol si copriva il volto con la maglia, per esempio. Tutto ciò è stato possibile proprio per l’assenza della regola che prevede il cartellino giallo e l’enorme esposizione di cui gode il calcio durante la trasmissione delle partite. Quindi, ufficialmente, non è stato il caso Vieri-Sweet Years ad incentivare la creazione di una regola contro l’esultanza senza maglia. Così come non sono stati influenti gli episodi appena citati.

Poi, continua Social Media Soccer, è molto curioso scoprire che la nascita della regola la si deve al comportamento ritenuto scorretto di un altro calciatore italiano, per giunta molto amico dello stesso Vieri. Il primo cartellino giallo della storia per l’esultanza senza maglia ha come protagonista, infatti, Antonio Cassano. Dall’altra parte della barricata, uno dei migliori arbitri della storia di questo sport, ovvero Pierluigi Collina. Sono loro due, dunque, ad aver creato il precedente trasformato in regolamento universale dalla UEFA qualche settimana dopo.

Tre settimane dopo si tiene l’International Board FIFA del 28 febbraio 2004, dove si discute della questione con una decisione che troverà tutti d’accordo. Dal primo luglio 2004 FIGC e UEFA e le altre federazioni internazionali decidono che togliersi la maglia come esultanza comporterà il cartellino giallo, spiega il sito. Lo stesso viene deciso per chi mostra scritte o foto sotto la maglia anche sollevata semplicemente sopra al petto o per coprire la testa.

LEGGI QUI LA NOSTRA INTERVISTA ESCLUSIVA A DANIEL CIOFANI

Quattro anni dopo, viene posto un upgrade alla regola. Dal 2008, infatti, l’ammonizione è prevista anche per chi mostra ogni tipo di messaggio dopo il gol. Questo è un fatto conducibile ad episodi come la sanzione data a Nicklas Bendtner dopo che il danese aveva mostrato gli slip griffati successivamente ad un gol contro il Portogallo. Oltre al giallo per l’attaccante anche una multa da 100K euro (che pagò il brand di scommesse pubblicizzato).

Dopo l’espulsione arrivata a Giroud nel turno di campionato che ha visto vittorioso il Milan all’ultimo respiro contro lo Spezia, si è parlato molto di questa regola che ha causato l’espulsione del francese per doppia ammonizione. L’attaccante del Milan, come sappiamo, si è giustificato spiegando che nella foga e nel pieno dell’adrenalina ha dimenticato di essere stato ammonito in precedenza. Effettivamente, come scrive Social Media Soccer, quella del cartellino giallo dopo un’esultanza senza maglia resta una regola molto singolare rispetto ad altri sport.

Segui la nostra pagina Facebook per non perderti nulla di quello che succede nel mondo Milan!

Scarica QUI la nostra app per dispositivi Android. Rimani sempre aggiornato sulla tua squadra del cuore!
Scarica QUI la nostra app per dispositivi IOS. Rimani sempre aggiornato sulla tua squadra del cuore!

 

 

 

 

photocredits: acmilan.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Radio Rossonera Live

live

EnglishGermanItalianSpanish