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Focus prima squadra

Milan – Analisi e valutazione di tutte le coppie difensive da inizio stagione

Emanuele Frigerio | 4 Febbraio 2021
MILAN

MILAN DIFESA – Tra pochi giorni sarà San Valentino, il giorno delle coppie. Allo stesso tempo però, in via eccezionale, quest’anno Carnevale si festeggerà proprio nello stesso giorno.

Un giorno che ha come temi il cambio di abito e l’affinità tra partner.

E dato che a noi il 14 febbraio interessa soltanto perché giocherà il Milan, sfrutteremo la cosa per parlare dell’efficacia delle coppie difensive fino ad ora impiegate da Mister Pioli.

Simon Kjaer e Matteo Gabbia sono la coppia titolare che ha chiuso la stagione 2019/2020 e ha aperto quella attuale, complice gli infortuni di Alessio Romagnoli e Mateo Musacchio.

Shamrock Rovers, Bologna, Bodoe Glimt, Crotone, Rio Ave, Spezia.

Poi la positività al Covid del numero 46 ed il ritorno del capitano hanno portato questo connubio ad essere riproposto contro il Verona (a causa di un problema nel riscaldamento per il centrale di Anzio) nella gara di ritorno contro il Lille, fino ai primi 10 minuti di Milan – Celtic dove il danese fu costretto ad abbandonare il campo.

8 gare sostanzialmente, con 4 clean sheet ed un totale di 7 goal subiti (8 qualora si contasse quello dei primi minuti contro gli scozzesi): un andamento decisamente buono, soprattutto considerando il fatto che in quelle gare i rossoneri hanno vinto tranne in due occasioni, dove i match sono terminati con esito X.

L’abilità in impostazione di Matteo era cosa nota a tutti, lui che ha un’estrazione da centrocampista e che ha trovato la sua dimensione nel calcio dei grandi attraverso lo spostamento in quella porzione più arretrata di campo invece.

Il posizionamento, la tenuta della linea ed alcune situazioni di marcatura sono elementi su cui il classe 1999 ad inizio stagione doveva necessariamente lavorare.

Accanto al danese questo processo di crescita è stato evidente, con una riduzione crescente degli errori dalle prime partite stagionali a quelle successive, dove si è visto un calciatore più consapevole e capace di ottime prestazioni complete.

Simon Kjaer ed Alessio Romagnoli sono invece la cosiddetta “coppia titolare” del Milan, una partnership che si è ricomposta con il derby di ottobre e che ha visto in seguito i due giocare insieme contro Celtic, Roma, Sparta Praga, Udinese, Lille, Napoli, e Fiorentina.

L’infortunio del numero 24 però ha visto il ritorno della premiata ditta solamente per la prima gara del 2021 a Benevento, seguita dalla loro presenza con Juventus, Torino e Cagliari, partita in cui il capitano della nazionale del nord europeo ha giocato soltanto un tempo causa lombosciatalgia.

10 partite insieme (sarebbero 11 ma non intendiamo considerare l’ultima presenza part-time), con 5 clean sheets ed un totale di 12 reti subite: un bilancio che numericamente non può pienamente soddisfare, dal momento che il dolce sapore lasciato dalla metà delle gare trascorse dal binomio senza incassare reti è compensato dall’amaro retrogusto delle più di due reti subite di media a partita nelle ulteriori 5.

Una squadra solida e competitiva, non deve passare attraverso questi dati, soprattutto nel caso di una squadra italiana che difende in modo collettivo come il Milan.

Le skills del tandem sono compatibili e le conoscenze li rendono automatici ed interconnessi l’uno con l’altro nei movimenti: Simon comanda, imposta e pondera, mentre Alessio esce di più, si propone diversamente e gestisce diversamente alcune situazioni di gioco, ma sempre all’interno di logiche di compatibilità e coscienza della forza e le capacità del compagno.

Allora perché così tanti goal subiti?

Le prime 5 partite della coppia sono segnate da una condizione fisica deficitaria da parte del capitano, al rientro da un infortunio serio e che richiede anche l’acquisizione di fiducia, l’incremento della serenità mentale, attraverso il funzionamento di alcune giocate.

La sfortuna del calciatore è che ogni piccolo errore individuale si tramutava in rete avversaria, cosa che ha lievemente rallentato il pieno recupero del centrale romano.

Recupero che è arrivato definitivamente con le sfide dopo la sosta di novembre contro Napoli e Fiorentina, dove, complice il ritrovamento della via del goal, Romagnoli è tornato sui suoi livelli.

Sfortuna vuole che questo ritorno ai massimi livelli del 13 sia coinciso con l’infortunio del 24, con il ritorno nel 2021 del danese che non è mai coinciso con la massima condizione fisica, tanto che dopo meno di un mese Kjaer si è di nuovo fermato per un problema muscolare.

Spesso ci si dimentica dello stato psico-fisico dei tesserati, soprattutto in un ruolo come quello del difensore centrale , dove l’affinità è tutto e piccole ruggini nei meccanismi possono portare facilmente ad un ritardo di 0,0001 secondi capace di causare irrimediabilmente una marcatura avversaria.

Le capacità di Kjaer e Romagnoli sono notevoli, resta solo grande attesa per poterli rivedere insieme al top della forma, cosa che in questa stagione non si è potuto mai vedere per sfortuna e contingenze astrali avverse.

Pierre Kalulu ed Alessio Romagnoli sono la “strana coppia”, un duo che nessuno avrebbe pronosticato ad inizio stagione, quando il francese arrivò senza partite da professionista e come terzino destro, non certo come centrale di difesa.

Eppure Stefano Pioli ha ravvisato in lui le capacità per svolgere quel ruolo in maniera soddisfacente, tanto da fargli fare il suo esordio in rossonero nella sesta giornata di Europa League a Praga, con Duarte come compagno di reparto.

Ebbene, la sua prestazione fu talmente sorprendente che nella partita successiva, all’infortunio di Matteo Gabbia dopo pochi secondi della gara contro il Parma, fu scelto per entrare in campo ed affiancare il difensore ex Sampdoria.

Dopo quella gara, Genoa, Lazio, 60 minuti col Toro in Coppa Italia ed il secondo tempo di Cagliari saranno i match che lo vedranno affiancare il capitano a protezione del portiere.

5 partite, 2 clean sheets, 5 reti subite.

Un calciatore alle prime partite da professionista, in un ruolo in cui viene adattato in corsa, che disputa partite di personalità in Serie A, non senza commettere giustamente qualche piccolo errore, ma che ruba totalmente l’occhio per brillantezza nella lettura di alcune giocate, oltre che notevoli capacità di impostazione e percorrere metri progredendo con la palla, tutto ciò, guidato da un 25enne.

Alessio ha saputo aiutare il compagno e regolarlo in questa parte del suo percorso, non senza errori certo, ma all’interno di una maturazione da leader che è pian piano iniziata e che deve vederlo crescere attraverso questi momenti di campo.

La voce, la gestualità, il confronto: questi alcuni elementi che è stato possibile notare dai comportamenti di Romagnoli in assenza di Kjaer, quando è stato chiamato a gestire la partnership difensiva con un classe 2000 ed un 1999.

Intorno a tutto questo, la stagione in corso ci ha regalato una manciata di minuti di Duarte-Gabbia contro il Bologna, Duarte-Kjaer nel finale di Milan-Sparta Praga, oltre al Duarte- Kalulu sopracitato della gara di ritorno.

Musacchio ha giocato 60 minuti in coppia con Romagnoli in Coppa Italia e circa 40 insieme al centrale danese contro la Dea il mese scorso, prima di passare alla Lazio, in quella partita in cui Kjaer e Kalulu hanno disputato insieme gli unici minuti come partners del pacchetto arretrato incredibilmente.

Ma ogni dato sarebbe farsato dall’esiguo minutaggio di questi impieghi, denotando un’analisi che sarebbe fittizia e priva di logica.

Ragione per cui non è ancora possibile studiare altre due combinazioni, che hanno però due partite alle spalle.

La prima è quella del tandem Gabbia-Romagnoli, che abbiamo visto contro Celtic e Sampdoria, con due reti subite ed altrettante vittorie ed un’ottima impressione nell’analizzarli.

Il difensore under 21 ha dimostrato di essere a fuoco all’interno del proprio percorso di crescita e di trovarsi bene in alcune dinamiche con il compagno, deputato a guidare il pacchetto arretrato e che ha ben figurato col 46 al proprio fianco.

La seconda è quella costituita invece dal nuovo arrivato Tomori ed il numero 13, che abbiamo visto in occasione dei quarti di finale di Coppa Italia e nella trasferta di Bologna.

Una coppia candidata ad essere rivista non solo nelle gare contro Crotone e Spezia di campionato, dove con ogni probabilità mancherà ancora Simon.

Fikayo ha dimostrato di avere le caratteristiche giuste per potersi perfettamente integrare con forze e debolezze del compagno, ma ha altresì dimostrato di dover ancora apprendere le basi della tattica ed il funzionamento della fase difensiva del calcio nostrano, con un atteggiamento molto istintivo ed aggressivo, tipico della Premier League e del suo stile di gioco, con una formazione finora contraddistinta da questi automatismi.

Il valzer delle coppie è all’ordine del giorno fin da inizio stagione, soprattutto a causa del grande numero di infortuni che hanno colpito il Milan.

Il costume è stato cambiato spesso: il vostro preferito?

photocredits acmilan.com

Per rileggere il focus su Simon Kjaer di Radio Rossonera radiorossonera.it/focus/6074/simon-thorup-kjaer/

Scritto da Emanuele Frigerio

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