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Focus prima squadra

La trasformazione di Theo Hernandez

Matteo Vismara | 18 Novembre 2020

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma

Il postulato di Lavoisier è alla base della legge della conservazione della massa legge fisica della meccanica classica. Non starò qui ad ammorbare nessuno con i miei pochi ricordi di fisica e di come, trasposto sul campo da calcio, anche la prima legge della termodinamica possa correre in aiuto (L’energia in un sistema isolato non si crea nè si distrugge, ma si trasforma), ma mi serve come pretesto e base di partenza per andare a parlare di Theo Hernandez.

Con ancora negli occhi la scorsa stagione, giocata a livelli elevatissimi, l’inizio di questa stagione ha fatto storcere il naso a qualche tifoso che ha considerato il rendimento di Theo calato.
Almeno a livello di statistiche base (gol e assist) potrebbe anche essere una considerazione inattaccabile.
Pone invece il fianco se andiamo, più in profondità ad analizzare qualche dato in più, toccando quelle che sono definite advanced stats.

Theo attaccante

Lo scorso anno, offensivamente, Theo è stata una delle chiavi, se non LA chiave dell’attacco di Pioli. 7 gol, di cui 6 in campionato, e 5 assist in 36 presenze stagionali sono un gran bottino per un giocatore che di professione fa il terzino (in sostanza metteva il suo zampino in un gol ogni 3 partite).
Fino ad ora in versione 2.0, invece, i suoi numeri parlano di 1 gol e 2 assist in 12 presenze, entrando attivamente in un’azione che porta ad un gol ogni 4 partite.
Come detto prima, visti unicamente questi dati, per quanto la stagione sia ancora in una fase quasi primordiale, visto il ridotto campione di paragone, si potrebbe affermare che: Sì, Theo Hernandez è calato.

Bene, ora fermatevi 10 secondi e decidete cosa fare. Forti di questi numeri vi fermate e nessuno potrà darvi torto o mi date del pirla per l’affermazione appena fatta e anche in questo caso nessuno potrà darvi torto. Oppure, terza opzione, andate avanti a vostro rischio e pericolo confrontandovi con qualche statistica avanzata che potrebbe incrinare qualche convinzione sia per chi è ipercritico sia per chi è iperprotettivo con Theo.

3,2,1 Via. Bene se siete qui avete scelto di continuare. E allora iniziamo con un po’ di numeri e qualche confronto con la scorsa stagione, partendo dal grafico.

Il confronto tra lo scorso anno (grigio) e questo (rosso) vede alcune aree statistiche sostanzialmente inalterate: quelle relative ai passaggi chiave (1.3 a partita), quella dei tiri verso la porta (1.4 questa stagione contro 1.5 dello scorso anno) e soprattutto quella degli expected goals (da ora xG, 0.14 questa stagione contro lo 0.17 della scorsa).
Per chi non mastica la lingua delle advanced stats, cosa si intende per xG? Sostanzialmente sono dei valori di pericolosità assegnati, attraverso un algoritmo con diverse variabili, ad ogni conclusione verso la porta avversaria. La variabile di base, ovviamente, è la probabilità che il tiro possa diventare gol e viene data da un ampio database di situazioni simili in cui un tiro da posizione simile si sia tramutato in gol.

Vista la complessità dell’argomento, per chi fosse interessato, sul web si trovano diverse spiegazioni particolarmente articolate a riguardo. Il che ci permette di tornare al nostro tema primario: la fase offensiva di Theo.
Sicuramente il vostro occhio sarà caduto su quell’enorme macchia grigia che coinvolge tutta l’area dei passaggi che ci dice che dai piedi del francese passano meno palloni (-5 passaggi), la qualità del passaggi è leggermente minore (-1% di passaggi riusciti) che si traduce con una contrazione degli expected assist (xA, -0.06) e un aumento delle palle perse (+0.5)
Questi dati, però ci forniscono un’indicazione in controtendenza rispetto ai dati relativi, per esempio, ai dribbling riusciti (+0.7), ai falli subiti (+0.3) e ai tiri che arrivano in porta (+0.2).
Questo cambiamento di alcuni dati chiave ci indica come non è diminuita la pericolosità offensiva di Theo che anzi si trova più volte a saltare l’uomo, a creare superiorità e a centrare la porta, rispetto allo scorso anno.
Dall’altra parte ci sottolinea come la squadra non si appoggi più solo al terzino francese per rilanciare l’azione e farla ripartire, ma che in fase di possesso la ricerca di diversi compagni riduca le volte in cui Theo viene coinvolto. Un male? Sembra di no, soprattutto perchè risulta più lucido.
E migliore in fase difensiva.

Occasione da gol di Theo Hernandez

Theo difensore

Già, perchè mentre il grafico del Theo Hernandez attaccante è bicolore, quello del Theo difensore ha un solo colore tematico: il rosso, che corrisponde alla stagione in corso.
Certo, non tutti i dati sono positivi come l’aumento dei cartellini presi (+0.1), mentre altri dati sono sostanzialmente identici alla scorsa stagione.

Ma anche in questo caso bisogna saper leggere i dati attentamente, perchè se la % di contrasti vinti (74%) è rimasta invariata all’aumentare dei contrasti totali (+0.3), di importante interesse è la non variazione dei falli fatti (1 a partita). Questo cosa ci porta a poter sostenere che Theo sia cresciuto a livello difensivo a 360° nel modo in cui affronta l’avversario.
E’ stato più stimolato nell’1v1 senza peggiorare la sua fallosità e soprattutto è cresciuto molto in fase di gioco aereo, dove i dati indicano la vera grande crescita (+0.9).
Non sono numeri trascendentali, certo, ma sono numeri che sottolineano la trasformazione di Theo, non in un terzino bloccato, ma in un terzino più completo, più consapevole dei suoi compiti e delle sue qualità.
Tanto a livello offensivo, quanto a livello difensivo.

E mentre la crescita difensiva può essere imputata all’assenza di Rebic, o alla presenza di Leao come preferite, davanti a lui, la ridottissima variazione della pericolosità offensiva ci fa pensare che vedremo dei dati simili anche quando il croato tornerà a fare da maggior protezione davanti a lui.

E gli altri?

Come abbiamo aperto, andiamo a chiudere: con la produzione offensiva.
Se è vero che la valutazione delle prestazioni di un giocatore viene, in modo superficiale ed erronea, fatta attraverso i gol e gli assist che realizza, andiamo a fare un rapido confronto con alcuni tra terzini ed esterni a tutta fascia in squadre di vertice in Europa.
Anche in questo caso, inutile sottolinearlo, non vado a prendere il dato statistico puro, ma mi aiuterò con gli xG e xA di questo inizio di campionato.
Come detto in precedenza, Theo fino ad ora ha un rating xG 0.17 e xA 0.08 e, se vogliamo fare i pignoli, il secondo è il peggior valore di quelli analizzati fin qui.

Partiamo allora dalla nota dolente degli xA. Dei 13 giocatori analizzati, che rimangono un campione ovviamente molto ridotto e parziale, solo Ferlan Mendy, Wan Bissaka e Dest hanno un dato peggiore di Theo, con Renan Lodi leggermente superiore, tutto il resto del gruppo offre ai compagni palloni che creano occasioni di una pericolosità molto superiore a quelli che offre il nostro terzino.
Come spesso capita, però, se eccelli in un fondamentale offensivo (l’assist) poi fai più fatica nell’altro (la pericolosità in zona gol).
Gli unici terzini puri ad avere dati in combo (xG+xA) superiori a quelli di Theo sono Trent Alexander-Arnold e Andy Robertson, non a caso due dei migliori terzini del pianeta. Gli altri sono meno pericolosi del numero 19.
Fuori categoria, ovviamente i 4 giocatori che giocano da esterni di centrocampo: Hakimi (il migliore), Gosens, Meunier e Cuadrado.
I due nerazzurri creano di più per i compagni e sono più pericolosi loro stessi, mentre sia per Meunier che per Cuadrado la pericolosità sotto porta è lontana da essere quella di Theo. Ma, probabilmente, andassimo a fare un confronto anche con i dati difensivi troveremmo in larga parte predominio del nostro terzino.

In conclusione, non voglio dare una risposta definitiva al quesito se è migliorato o peggiorato? per me si è solo trasformato e lo ha fatto in meglio, diventando un terzino più completo e migliore. I dati dicono questo.
E dicono anche che i gol e gli assist arriveranno. Come l’anno scorso.

Ibra e Theo

Scritto da Matteo Vismara

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