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Focus prima squadra

Rafael Leao: The October Man

Emanuele Frigerio | 12 Novembre 2020

Il ciclo di partite appena concluso è stato senza dubbio contraddistinto dall’incisività del ventunenne portoghese nelle partite del Milan: da vice Ibra ad esterno sinistro, il numero 17 è riuscito ad incidere sul risultato finale e sull’andamento degli incontri disputati con una continuità sempre maggiore ed una crescita mentale e fisica notevoli.


1 ottobre 2020: una data che i tifosi della squadra di Pioli non dimenticheranno facilmente. Una serie infinita di rigori, una vittoria che ad un certo punto, sotto la pioggia incessante, sembrava non potesse che sfuggire.
Invece i milanisti tornano a calcare il campo europeo dopo quasi due anni, grazie al rigore di Simon Kjær e la parata di Gianluigi Donnarumma.
Al termine del match il commento di tifosi ed addetti e lavori è unanime: Rafael Leão peggiore in campo. Quella volta però, rientrato dopo un infortunio ed il periodo di positività al Covid-19, non era palesemente in condizione di giocare 55 minuti (circa 25 nei tempi regolamentari, unitamente ai supplementari) e lo si notò dal momento che, nonostante un ingresso inizialmente incoraggiante, si mostrò verso fine partita sempre più sulle gambe, fino a giocare l’overtime con un atteggiamento quasi indolente.
Spezia, Inter, Roma, Udinese, Verona: cinque partite consecutive che da quella domenica il numero 17 giocherà da titolare in campionato, portando quella immagine negativa di lui sempre un pochino più lontana da sé, con un processo lungo ma che l’attaccante under 21 portoghese sembra aver intrapreso finalmente.
Intermezzo di questi match sono in ordine la convocazione coi pari età del Portogallo, con cui gioca un’ora circa e le tre partite di Europa League con il Milan, due delle quali non lo hanno visto brillare per approccio e cattiveria agonistica, denotano come il suo percorso alla ricerca della continuità sia soltanto all’inizio.
Rafa, nel solo mese di ottobre, ha fornito 3 gol e 3 assist, incidendo come mai prima.
Le prestazioni del numero 17 sono andate in crescendo e meritano un’analisi attenta per capire attraverso quali aspetti e momenti stia passando il momento di forma mentale e fisica dell’ex Lille.

IL RUOLO

Il calciomercato è un luogo di suggestioni, idee, confronti, valutazioni.
La finestra estiva è un po’ il “paese dei balocchi” per i tifosi, che sognano di vedere la propria squadra rinforzata con innesti capaci di portare il team sempre più in alto.
Ebbene, uno dei punti focali del mercato della società di via Aldo Rossi è stato a lungo quello del vice Ibra, figura su cui la dirigenza si è sempre detta ferma e serena: Rafael è la figura designata a dare il cambio eventualmente al titolare svedese, con Ante Rebić altrettanto in grado di ricoprire quella posizione in caso di necessità.
Se c’è però qualcosa che le prestazioni del portoghese hanno portato all’attenzione del tifoso è proprio la sua maggior propensione ed incisività nel partire dal lato sinistro del campo.
Mister Pioli, dopo la vittoria contro l’Inter ha specificato come lo scacchiere tattico del Milan preveda tipicamente un attaccante in quella zona del campo ed un “riequilibratore” nella parte destra del tridente dietro la punta, identificando un bilanciamento asimmetrico dello schema di gioco degli undici in campo.
La soluzione che ha visto protagonista il 17 lo ha portato ad attaccare meglio nell’uno contro uno (le sue doti in tal senso sono notevoli, basti pensare ad esempio all’assist per il 2-0 del compagno belga contro i romani o le giocate mostrate nel primo tempo contro l’Hellas Verona), farsi trovare in una posizione rivolta verso la porta avversaria, che per le sue caratteristiche è indubbiamente un vantaggio, raddoppiare le possibilità di giocata, offrendo elementi validi sia in fase di transizione offensiva (con i nerazzurri e la Roma arrivano due reti molto simili, poiché nel 2 a 0 alla squadra di Conte il recupero di Calabria e la giocata di Saelemaekers offrono la palla in zona centrale del campo ad Hakan che apre su Leão per il dribbling su D’Ambrosio ed il cross per Ibrahimović, mentre nella rete del vantaggio contro i giallorossi, dopo aver ricevuto la sfera, taglia verso il centro del campo e mette una palla filtrante), che nella creazione di superiorità in area di rigore e l’attacco della stessa (nel rigore del derby effettua un taglio cruciale, così come nelle reti a Sparta Praga e Spezia, che avvengono però quando gioca da prima punta, riesce a trovare il goal grazie a movimenti corretti e da attaccante puro, che appaiono elementari ma che denotano capacità di trovarsi nel posto giusto al momento corretto, cosa in cui ha difettato parecchie volte in passato).
Resta però inevitabile lavorare sulla necessità di diventare più cattivo ed incisivo sottoporta, con una facilità ad arrivare al tiro almeno pari alla poca fame realizzativa che i dati mostrano.

LA CONTINUITÁ

Il tema trainante quando si parla dell’ex Lille è spesso stato il seguente: il ragazzo ha difficoltà nell’approccio e nella continuità nei momenti in cui è in campo, alternando attimi di incontenibilità dove si vedono giocate sontuose, reti ed assistenze ad istanti in cui il suo modo di fare appare indolente ed i tifosi, così come la stampa, non apprezzano in alcun modo, manifestando il proprio dissenso attraverso critiche aspre.
Il punto di forza di Rafa in questo ciclo autunnale è stata la crescita costante in questo senso, con una consistenza nello stare all’interno delle fasi di gioco attive e passive della squadra rossonera sempre maggiore, partendo dai match con Inter e Roma in cui è stato decisivo con tre assist e giocate notevoli ed arrivando a  prestazioni in cui, anche senza incidere, è stato solido, concentrato e sempre dentro la partita nonostante nessuna incisività diretta sul risultato finale come le gare contro Udinese ed Hellas Verona.
Tutto questo passando attraverso tre sfide di Europa League che lo hanno visto subentrare nel secondo tempo con risultati altalenanti: a Celtic Park è apparso quasi spaesato, contro lo Sparta Praga è stato marcatore e tatticamente molto intelligente nelle proprie scelte, mentre con il Lille la squadra stessa ha mal figurato, ragion per cui non è una prestazione da ritenersi profondamente analizzabile ai fini di una valutazione complessiva.
Bisogna quindi notare come sia ormai iniziata un’evoluzione del calciatore anche in questo senso, con un processo che, se continuato con convinzione, porterà il portoghese a raggiungere livelli alti di performance in un lasso di tempo ragionevole e tale da portare benefici sempre maggiori alla formazione milanista.

Scritto da Emanuele Frigerio

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