“Florenzi e le scommesse, perché solo loro?!” Il procuratore risponde al tifoso

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il procuratore risponde al tifoso sull’esempio di Florenzi: perché per il caos scommesse pagano solo i professionisti?

All’interno della rubrica “Lettere a un procuratore” di calciomercato.com si è parlato ancora una volta del caso scommesse e dell’ultimo calciatore indagato in linea temporale, il terzino del Milan Alessandro Florenzi. Alle domande del tifoso sulla gogna mediatica e sui provvedimenti e le sanzioni inflitte ai calciatori professionisti, il procuratore Jean-Christophe Cataliotti ha risposto così.

Scommesse, Florenzi e la domanda dell’appassionato

“MAI SUL CALCIO”: LA DIFESA DI FLORENZI DOPO LE ACCUSE SULLE SCOMMESSE

“Gentile Procuratore, è scoppiato un altro caso legato alle scommesse e questa volta è finito nel mirino di tutti – inquirenti, opinione pubblica, giornalisti e tifosi stessi – il calciatore del Milan Alessandro Florenzi. “Capo di accusa” non ancora chiaro, il tutto avvolto in supposizioni più o meno gravi. Sembrerebbe, uso il condizionale per cautela, che il calciatore non abbia scommesso sul calcio, ma su altri sport utilizzando piattaforme non autorizzate. Se così fosse nessuna punizione calcistica, ma “solo” una multa di rilevanza penale. Quello che non mi piace di tutto questo bailamme è che a pagare devono essere i calciatori professionisti, sia sotto il profilo sportivo in caso di scommesse sul calcio (con squalifiche anche pesanti), che su quello penale in caso di utilizzo di piattaforme illegali. Con l’aggravante della gogna mediatica e non solo. Con danni collaterali a tutto il movimento del calcio italiano! E allora chiedo: ma i calciatori dilettanti possono scommettere senza rischiare nulla solo perché non sono personaggi pubblici?”.

La risposta del procuratore

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Questa la risposta del procuratore Jean-Christophe Cataliotti:

“Gentile Giorgio, l’interrogativo mi sembra provocatorio perché è noto a tutti che anche i calciatori dilettanti rischiano le stesse sanzioni poste a carico dei calciatori professionisti, vale a dire rischiano di subire le stesse conseguenze penali in caso di scommesse su calcio o altri sport se effettuate attraverso canali illegali (rischio che corrono tutti, anche i non calciatori!), così come quelle sportive in caso di scommesse su partite di calcio anche se avvenute attraverso piattaforme autorizzate. Nessuno è immune dal rischio di essere punito. Resta la considerazione che se a sbagliare è un calciatore della nostra Serie A le luci dei riflettori immancabilmente saranno puntate su di lui, innocente o non; chiamasi “prezzo del successo”, che le persone pubbliche inevitabilmente sono chiamate a pagare di tanto in tanto”.

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