Fiorentina-Milan, Pioli: “Questo club non si lascia. A Leao manca davvero pochissimo”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Il Milan batte la Fiorentina allo stadio Artemio Franchi di Firenze grazie a Loftus-Cheek e Leao: le parole di Stefano Pioli

Il Milan trova la quarta vittoria consecutiva, imponendosi per 2-1 allo stadio Artemio Franchi di Firenze. I rossoneri approcciano subito bene la partita e iniziano a collezionare occasioni da rete a ripetizione. Un po’ di sfortuna e una buona dose di imprecisione, però, portano le squadre negli spogliatoio sullo 0-0. Nella ripresa gli uomini di Pioli sbloccano subito il risultato grazie al tocco sotto misura di Ruben Loftus-Cheek su assist di tacco di Leao. Pochi minuti dopo, però, uno svarione difensivo del Milan apre un corridoio per Duncan, che da fuori batte Maignan con un bel destro a giro sul secondo palo. La rete vittoria arriva al minuto 53, con la cavalcata in campo aperto di Leao. Il portoghese salta Terracciano e deposita in rete il gol vittoria, festeggiando nel miglior modo possibile la sua 200ª partita in maglia rossonera. Nel postpartita della sfida tra Fiorentina e Milan, Stefano Pioli ha analizzato la gara ai microfoni di Sky Sport.

Le parole di Stefano Pioli

Sul ritorno a Firenze: “Per me tornare qui significa sempre tanto, soprattutto nella gironata di oggi per quello che purtroppo è successo di nuovo alla Fiorentina, come quello che abbiamo vissuto insieme con Davide. Tornare è sempre un’emozione, un piacere ritrovare questo ambiente che mi ha dato tanto sia da calciatore che da allenatore. La partita l’abbiamo interpretata bene. Abbiamo creato tanto e sofferto il giusto Su questo campo abbiamo sempre fatto fatica, ma credo che oggi abbiamo giocato una partita vera, con fiducia, positività e un buon controllo. Sono molto soddisfatto, anche perchè dopo una sosta non è mai facile ritrovare il ritmo”.

Sul momento della stagione: “È un ottimo momento, ma non è una fase di una settimana: dura da 2 o 3 mesi. La squadra sta crescendo e migliroando il livello di prestazione e la compattezza difensiva. Se riusciamo a difendere bene abbiamo la qualità per mettere in difficoltà qualsiasi squadra. Chiaramente la classifica è quella che conosciamo, 14 punti di distacco sono tanti. Personalmente non credo che ci siano 14 punti di differenza di valore tra le due squadre. Il mese decisivo, dove l’Inter ha saputo approfittare delle nostre difficoltà, sia stato quello dopo la seconda sosta, con le sconfitte con Juventus e Udinese e i due pareggi con Napoli e Lecce”.

Sul futuro e il rapporto con il club: “Affezionato al Milan? Tantissimo. come si fa a non essere affezionati a un club che è un top, che ti mette nelle condizioni ideali per lavorare e con una tifoseria così fantastica per passione e per entusiasmo? Chiaramente io sono felicissimo, ma nessuno di noi deve pensare al futuro: né io né i giocatori. A quello penserà il club, che sta programmando la prossima stagione. Noi vogliamo provare a vincere sia in Italia che in Europa, e per farlo il club deve programmare e capire dove si può migliorare questa squadra. Noi dobbiamo solo restare concentrati. Ci siamo sempre isolati a Milanello, lì si lavora benissimo. Da qua alla fine ci saranno ancora tante partite importantissime: il doppio confronto con la Roma, difficile ma aperto, il derby, la Juventus…”

Sulla svolta della stagione: “Nel calcio non si inventa nulla e non si possono nemmeno negare i tempi di inserimento ai nuovi. Noi abbiamo cambiato moltissimo la scorsa estate. Loro dovevano conoscere me, io dovevo consocere bene loro e metterli nella posizione ideale. È chiaro che quest’anno abbiamo una squadra di assoluta qualità: Pulisic, Loftus-Cheek, Leao, Chukwueze, Jovic, Giroud, i centrocampisti che sanno palleggiare bene… Io credo che la capacità dell’allenatore sia sfruttare al meglio le qualità dei propri giocatori. Noi dobbiamo giocare bene perchè abbiamo queste caratteristiche. Probabilment ce ne mancano altre, ma ora stiamo sopperendo con il sacrificio, l’attenzione e la volontà. Forse all’inizio certi meccanismi e situazioni non erano chiari come adesso”.

Su Leao: “Noi lo abbiamo accompagnato e lui si è fatto accompagnare. Io credo che adesso gli manchi veramente poco per diventare quel campione che io ho sempre creduto che potesse diventare. Non lo è ancora, ma si sta avvicinando veramente a grandi passi. E non solo nelle giocate e nei gol, ma negli atteggiamenti. Io lo vedo quotidianamente come lavora, parla di più, partecipa ed è più dentro alle nostre cose. Facciamo tanto affidmento su di lui ed giusto, come il PSG fa affidamento su Mbappè o il City sui gol di Haaland. Tutte le squadre si devono anche aggrappare alle qualità dei singoli”.

Sulla prossima stagione: “Resterei se me lo chiedessero? Non ho mai avuto dubbi. Il Milan non si lascia. Il Milan è il Milan e io qui mi trovo benissimo. So che siamo ambizioni, e che quando alleni un top club tutti si aspettano che tu vinca tutte le partita… Abbiamo vinto lo Scudetto dopo tanti anni deludenti, quindi è chiaro che ora ci sia aspetta di vincere sempre. È chiaro che noi lavoriamo per vincere. Io sono felicissimo al Milan, dipende solamente da quello che succederà. Noi rimaniamo concentrati. Mi fanno piacere le parole del presidente, così com il rapporto che ho con Moncada, Furlani e Zlatan”.

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