MALDINI Polaroid

Fiorentina-Milan, l’ultimo ballo di Paolo Maldini

È il 31 maggio 2009 quando il calcio italiano si ferma all’Artemio Franchi di Firenze: va in scena l’ultimo ballo di Paolo Maldini.

90 minuti importanti, ci si giocava il posto Champions per l’anno successivo. 90 minuti giocati con la maglia bianca, quella delle grande occasioni, quella che di Champions gliene ha regalate 5 (tra le altre cose). 90 minuti meno 3, quelli che Carlo Ancelotti gli ha tolto per regalargli l’applauso di un Franchi tutto in piedi. In tribuna si alzano anche il padre Cesare, che di 90 minuti ne ha giocati tanti, la moglie Adriana e il figlio Daniel, che invece di 90 minuti ne giocherà tanti (si spera).

90 minuti meno 3 talmente carichi di significato che l’arbitro Rizzoli decide di interrompere la partita senza nemmeno farli giocare quei 3 minuti, per permettere a Paolo Maldini di ricevere tutto quello che si è meritato dopo 25 stagioni giocate indossando la stessa maglia. Ma 3 non sono solo i minuti di partita che non si sono giocati al Franchi. 3 è anche il numero che per 902 volte (sì, proprio così: NOVECENTODUE volte) Paolo Maldini ha portato sulla schiena nella sua carriera in rossonero. Nessuno come lui nella storia nel club. Nessuno come lui nella storia del calcio italiano.

90 minuti che sono suonati come un addio ma che si sono trasformati in un arrivederci. Perché sabato sera c’è Fiorentina-Milan, ed è il terzo Fiorentina-Milan per il nuovo Paolo Maldini, diventato da due anni direttore dell’area tecnica del Milan per provare a scrivere nuove pagine di storia. Come se quelle che ha scritto non fossero abbastanza.

Riascolta QUI il podcast dedicato a Clarence Seedorf

photocredits RadioRossonera

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