Un turnover totale che non ha pagato i dividenti: l’analisi delle scelte di Massimiliano Allegri per Fiorentina-Milan
Di cosa parliamo dopo Fiorentina-Milan, ennesima occasione persa per dare fastidio a Inter e Napoli, ma punto necessario per la corsa al quarto posto? Degli enigmatici esperimenti di Massimiliano Allegri alla Pat Morita, della mattonella magica di Fullkrug, di una squadra che senza Modric sembra la fotocopia dello scorso anno. E della rivincita di Fofana e Nkunku.
Gli strani esperimenti del dottor Cortomuso
Il calcio sarà anche semplice, ma i ragionamenti di Massimiliano Allegri sono quanto mai complicati. “C’è bisogno di tutti, non possiamo andare avanti con 11”, ha dichiarato nel dopo partita con la Fiorentina. Ma a chi lo stava dicendo? Ai calciatori, facendo quasi capire che qualcuno non ha dato quanto avrebbe potuto? Oppure era rivolto alla società, a cui ha chiesto almeno tre innesti prima che si chiuda il mercato invernale avendo avuto – per il momento – soltanto uno?
Le scelte della trasferta di Firenze sono tutte da decifrare. Dopo aver giocato per 18 lunghi turni con gli stessi 11-13 giocatori, Allegri ne ha cambiati sei in un colpo solo. Per poi cambiarli quasi tutti nel corso del secondo tempo. Metti le riserve, togli le riserve: la variabile calcistica del giubbotto del maestro Morita. Ma qui non c’è stato il lieto fine e la vittoria, per l’ennesima volta non è arrivata. Anzi, come contro il Genoa, sono stati gli avversari a “graziare” i rossoneri nel finale. Che rimangono così la squadra meno battuta della Serie A.
Così come rimangono tanti, troppi dubbi sulle scelte di Allegri. Contro il Genoa non ha dato riposo a nessuno dei titolari, tenendo in panchina giocatori costati nel mercato estivo 150 milioni complessivi. Poi li ha messi in campo, forse sperando in una prestazione d’orgoglio, ma finendo per dimostrare che forse quei 150 milioni non li valgono. E continuando a non giocare, sarà anche difficile trovare un qualche acquirente.