FIFA, l’AIC si schiera contro il Mondiale per Club: “Calendario impraticabile”

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Il Mondiale per Club cambierà format nel 2025: le associazioni dei calciatori si schierano contro la FIFA, il comunicato dell’AIC

Il Mondiale per Club è una delle competizioni internazionali più prestigiose. Fondato abbastanza recentemente, nel 2000, è stato vinto dal Milan nel 2007 dopo aver sconfitto il Boca Juniors in finale per 4-2 (doppietta di Inzaghi, poi Nesta e Kakà). La FIFA ha deciso unilateralmente che dal 2025 il Mondiale per Club cambierà format, proseguendo la serie di cambiamenti iniziati con la nuova Champions League: avrà cadenza quadriennale, come per le Nazionali, e proprio come i Mondiali si svolgerà al termine della stagione calcistica, precisamente dal 15 giugno al 13 luglio 2025 per la prossima edizione. Saranno 32 i club partecipanti, divisi in otto gironi da quattro squadre. Le prime due classificate di ogni girone si qualificheranno alla fase a eliminazione diretta, dagli ottavi alla finale. La battaglia contro l’attività agonistica esasperata da parte dei sindacati dei calciatori continua, questo il comunicato ufficiale dell’AIC contro la FIFA.

Tutti contro la FIFA, giusto giocare così tanto?

La nota ufficiale: “Il 13 giugno 2024, in un ricorso legale coordinato da FIFPRO Europe, il sindacato dei calciatori inglesi, PFA, e il sindacato dei calciatori francesi, UNFP, hanno avviato un’azione legale contro la FIFA, contestando la legittimità delle decisioni della FIFA di fissare unilateralmente il calendario delle partite internazionali e, in particolare, la decisione di creare e programmare la Coppa del Mondo per Club FIFA 2025. I sindacati dei calciatori ritengono che questa decisione violi i diritti dei calciatori e dei loro sindacati sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE. I calciatori e i loro sindacati hanno costantemente evidenziato che l’attuale calendario calcistico è sovraccarico e impraticabile. Il sindacato dei calciatori italiani, AIC, ha deciso di unirsi a questo ricorso legale contro la FIFA presso il tribunale del commercio di Bruxelles”.

 

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