il 23/08/2022 alle 14:30

FFP, l’Uefa prepara le sanzioni! Tra le squadre indagate anche tre italiane

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È una telenovela che prosegue quella tra l’Uefa e i grandi club europei, che vengono spesso attenzionati dal massimo organo calcistico europeo per via dell’incorretta gestione dei propri patrimoni economici.

Come riportato dal The Times, l’organizzazione con Ceferin a capo starebbe preparando diverse sanzioni per il mancato rispetto del Financial Fair Play nella stagione 2020/2021. Tra le 20 squadre indagate, si prevedono sanzioni per 10 club, tra cui Psg, Marsiglia e Barcellona. Non solo, però, perché a queste si aggiungono alla lista le italiane Inter, Roma e Juventus. Stando alla testata inglese, mentre la pena da scontare per le due francesi potrebbe essere di natura economica, per le squadre italiane e per il Barcellona si prospettano sanzioni più dure, come il divieto di partecipazione alle competizioni o lo stop a operazioni sul mercato.

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Tuttavia, per la Juventus la situazione potrebbe essere differente, poiché coinvolta insieme a Barça e Real Madrid in un’azione legale contro l’associazione europea in merito alla vicenda del progetto Superlega: bianconeri e blaugrana finora si sarebbero infatti rifiutati di avviare una trattativa per il patteggiamento con l’organismo del presidente Ceferin. Come ricorda Calcio e Finanza, le regole Uefa prevedono che nell’arco di un triennio i club che prendono parte alle competizioni europee possano avere un deficit di bilancio aggregato non superiore ai 30 milioni di euro (eliminando le cosiddette spese virtuose, un calcolo particolarmente complicato nel complesso).

Ad ogni modo, questa sarà l’ultima stagione a seguire le attuali regole del FFP. Dal 2023, infatti, l’Uefa introdurrà un nuovo sistema in materia di licenze per club e sostenibilità finanziaria. Avrà un’attuazione graduale nell’arco di tre anni, in modo da dare ai club il tempo necessario ad adattarsi. La novità principale, però, è nella filosofia: non si tratta più di pretendere il saldo dei conti, ma di limitare le spese destinate a stipendi, compensi di trasferimento e provvigioni per gli agenti. Questi, appunto, sono da tempo individuati come i principali problemi economici del calcio.

Concretamente, l’Uefa raddoppierà il deficit autorizzato in tre anni (portandolo a 60 milioni di euro) ma costringerà i club a limitare il proprio salary cap al 90% delle entrate nel 2023-2024, all’80% nel 2024/25 e infine al 70% dal 2025-2026, fino alla scadenza dei contratti in corso.

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