il 20/01/2024 alle 15:54

Capello: “Si impara da quelli bravi non dagli scarsi, Leao uno dei pochi”

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Capello ha fatto una dura analisi della crisi del calcio moderno affiancata alla decadenza del calcio italiano: Leao e Theo del Milan tra le eccezioni

Fabio Capello nell’edizione odierna di SportWeek ha fatto una dura analisi del calcio moderno e della crisi di quello italiano, citando come eccezioni alcuni giocatori del MilanDon Fabio ha trattato il basso livello del calcio italiano dovuto alla mancanza di giocatori forti e di qualità dopo l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus, delle uniche eccezioni di calciatori in grado di fare dribbling, dell’eccessiva imitazione del gioco di Guardiola e dei pochi giocatori che realizzano cross di livello: precisi, puliti e forti. Qui le considerazioni di Capello al settimanale de La Gazzetta dello Sport.

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Fabio Capello su SportWeek ha fatto un analisi sul decadente calcio moderno, con l’esempio eclatante di quello nostrano. L’allenatore ha così parlato dell’abbassamento del livello del calcio italiano: “Col passare degli anni il livello del nostro calcio si è abbassato. Dovendo fare i conti con i bilanci in rosso, sul mercato i club italiani acquistano giocatori sempre più giovani. Futuribili, certo, in qualche caso almeno, ma proprio per questo quasi sempre non ancora pronti. Attaccanti di grande livello non sono più venuti, Cristiano Ronaldo l’eccezione. Il problema è che si impara da quelli bravi, non da quelli normali, se non addirittura scarsi”. Capello ha continuato evidenziando una causa: “Abbiamo deciso di copiare Guardiola e il suo possesso palla: così facendo abbiamo scaricato i giocatori di ogni responsabilità. Ha ragione Rivera, se cominci a palleggiare dalla tua area di rigore devi risalire tutto il campo e scartarne dieci, prima di arrivare a quella avversaria”.

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Nella sua analisi sul settimanale, Capello ha inserito un giocatore del Milan tra i pochi capaci di fare dribbling in Serie A e 3 giovani sorprendenti: “Chi prova l’uno vs uno in Serie A? Leao, lo splendido, e sorprendente per chi non lo conosceva, Kvaratskhelia della scorsa stagioni, gli altri? Tre giovani emergenti quali lo juventino Yildiz, Soulé del Frosinone e Gudmundsson del Genoa. Stop. Se non salti l’uomo non fai la differenza”. Sul capitolo cross, anche qui si contano sulle dita di una mano, secondo Capello, quelli bravi a servire perfettamente gli attaccanti. Sono questi gli esempi positivi fatti dall’allenatore e gli attaccanti che ne beneficiano: “Quanti sono i centravanti che ricevono cross puliti, forti e precisi il giusto? Forse Beltran e Nzola della Fiorentina da Biraghi, Lautaro e Thuram dell’Inter da Dimarco, Giroud e Jovic da Theo Hernandez del Milan, almeno fino a quando ha giocato terzino”.

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