Milan, Padovan: “Britannici non più extracomunitari? Mercato falsato!”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

In un editoriale sulle colonne di calciomercato.com, il direttore Giancarlo Padovan ha commentato il cambio regolamentare riguardo gli extracomunitari, regola che tocca da vicino anche il Milan

Dura, durissima presa di posizione del giornalista, opinionista ed esperto di calciomercato Giancarlo Padovan. Il direttore di calciomercato.com ha commentato la modifica regolamentare riguardo gli slot extracomunitari, ora che i calciatori britannici sono considerati al pari del giocatori comunitari. Questo cambiamento del regolamento interessa molto anche il Milan, che si è ritrovato ad avere uno slot extracomunitari ulteriore dato che il centrocampista inglese Ruben Loftus-Cheek non occupa più quella casella nelle liste. Si tratta di un mutamento sostanziale nel regolamente che, secondo il gironalista, va a falsare questa sessione di calciomercato.

“Decisione giusta, ma tardiva!”

Giancarlo Padovan ha espresso la sua opinione riguardo la modifica del regolamento che permette di considerare i calciatori britannici al pari di quelli comunitari per quanto riguarda le liste.

“La decisione del Consiglio Federale di non considerare più extracomunitari i calciatori britannici è giusta, ma tardiva. E, in ogni caso, andava presa prima che il mercato cominciasse. Perché, al di là dei vantaggi di chi si ritrova, magari, con una casella liberata da un acquisto inglese, scozzese, irlandese o gallese, la strategia di molte società avrebbe potuto cambiare. E anche di molto. Come cambierà, almeno secondo me, anche l’intenzione di qualche club nostrano che, magari, aveva deciso di puntare su giovani italiani, mentre adesso sarà tentato di guardare alla Gran Bretagna. Dove, intendiamoci bene, non esistono tutti questi calciatori migliori dei nostri, ma tra commissioni, agenti, intermediari, familiari, famigli e varia umanità è possibile dividere la torta in più fette. Diseguali, ma comunque allettanti”

“La cessione di Gabbia è un esempio”

Per quanto si sia pruninciato a favore di questo cambiamento al regolamento, malgrado le tempistiche, Padovan ha analizzato anche i problemi che questo porterà a tutto il movimento calciastico italiano.

“Non ci resta che una soluzione: produrre calciatori da esportazione. Matteo Gabbia, passato dal Milan al Villarreal è, a suo modo, un esempio. L’ex interista Casadei, capocannoniere al Mondiale Under 20, e trasferito al Chelsea già l’anno scorso, è un altro caso di scuola. Certo, il c.t. Roberto Mancini non è contento perché vorrebbe che i nostri ragazzi trovassero posto in Italia, ma se non abbiamo questo coraggio, manzonianamente non ce lo possiamo dare. Meglio, allora, che i giovani bravi vadano all’estero, se davvero qualcuno crede di più a loro di quanto non accade in Italia. Del resto un Paese per vecchi non può che essere conservatore anche nel calcio. Dove qualcuno, anziché fare squadra, pensa ancora di vincere le partite con la bravura dei singoli. Stranieri, naturalmente

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