Evani: “Nell’88 è stato da pelle d’oca. Pioli? Un signore del calcio”

DiDavide Giovanzana

Mar 5, 2022

“Chicco” Evani ricorda sulla Gazzetta dello Sport il Napoli-Milan più bello di sempre per i rossoneri, quello che consegnò lo Scudetto 1988.

Con quale stato d’animo arrivaste a quella partita?
“Inizialmente avevamo trovato parecchie difficoltà nell’assorbire ciò che ci chiedeva Sacchi, poi trovammo il filo del gioco e anche la spettacolarità. Arrivammo al San Paolo consapevoli della nostra forza. Convinti che dipendesse più da noi che da loro. Maradona aveva detto di non voler nemmeno vedere una bandiera rossonera e ricordo che Sacchi prima della partita ci disse: ‘concentriamoci su noi stessi, sul nostro gioco, e i tifosi del Napoli li metteremo tutti a tacere’. Sappiamo come andò, no? Ci appaludirono tutti, pelle d’oca.”

Che tipo di stagione era stata?
“Per me fu dura anche in termini personali: ero stato operato alla spalla e ricordo che Sacchi a ottobre mi disse ‘se continui così, con queste paure, ti caccio via’. Lì per lì mi offesi, ma poi capii che era solo uno stimolo perché in realtà un giocatore con le mie caratteristiche gli serviva.”

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Che cosa significava sapere di dover affrontare Maradona? Baresi ci ha confessato che era roba da perderci il sonno…
“Era immarcabile. Bisognava sottrargli tempo e spazio. E’ il talento più grande che ho visto, un tutt’uno con la palla.”

Quando disse di volere un San Paolo tutto azzurro che effetto vi fece?
“Ci caricò. Ma non solo. La notte prima i tifosi napoletani cercarono di non farci dormire. Urla, petardi, che casino. Ma capimmo che era un segnale di paure e la cosa ci diede ancora più convinzione.”

Si aspettava di rivedere Milan e Napoli lassù?
“No, ma se lo meritano. Il Napoli ha una rosa importante e un allenatore esperto. Il Milan è più giovane e meno abituato a certe altezze, ma sta dimostrando di valere un posto al vertice. Gioca un buon calcio, fa crescere tanti giovani e riesce a farlo anche nelle difficoltà. Pioli è bravo a trasmettere sicurezze e dare un gioco. Una persona equilibrata, capace di riconoscere anche i meriti degli avversari. Un signore del calcio. Sarà una partita con gol.”

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