Evani: “Nazionale, me ne sono andato io! Milan lì con l’Inter, Okafor…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

L’ex centrocampista del Milan Alberico Evani ha spiegato perché non fa più parte della Nazionale Italiana

Tra i tanti cambiamenti avvenuti nelle ultime settimane nella Nazionale Italiana, cambiamenti decisi dal CT Roberto Mancini e dalla FIGC, c’è anche quello che ha coinvolto Alberico Evani, ormai ex CT in seconda degli Azzurri. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport di oggi, Alberico Evani ha spiegato i motivi che l’hanno portato a lasciare la Federazione. Nel finale, anche due parole sul Milan e sull’estate di cambiamento dopo l’addio di Paolo Maldini.

Addio, Italia

Nonostante le diverse proposte ricevute dalla FIGC, l’ex centrocampista del Milan Alberico Evani ha deciso di separarsi dalla Nazionale Italiana e ha spiegato i motivi in un’intervista alla rosea.

Alberico Evani spiega perché ha lasciato la Nazionale Italiana

«Mi ha telefonato Roberto Mancini, mi ha spiegato che la Federazione voleva cambiare e intendevano propormi la Nazionale femminile. Qualche giorno fa ho chiamato il segretario Vladovich per chiudere ufficialmente il rapporto. Lì è venuta fuori la proposta dell’Under 20. Mi sono preso un giorno per riflettere e poi ho detto no grazie. Non potevo tornare indietro. Mi sono convinto che era l’ora di cambiare. Dovevo farlo prima, dopo l’Europeo. Era il tempo giusto. Me lo diceva anche mio fratello. Ma sentivo di poter essere ancora utile. Non è facile lasciare un posto dove sei stato bene. Amareggiato? No, la Federcalcio ha il legittimo diritto di cambiare. Credo che si voglia dare una scossa di novità, come nel ‘18, e ripartire con tanti giovani bravi. Ci sta. Potevano essere gestiti meglio i tempi. A ridosso della scadenza del contratto, sentivo Lombardo, Salsano… e ci chiedevamo: “Perché non si muove nessuno?” Ora che le squadre sono già fatte, è difficile ricevere proposte di lavoro. Potevano comunicarlo prima, la decisione l’avevano presa da tempo. Ora aspetto un buon progetto per ripartire. Anche in B, anche in un club che punti sui giovani. Ci lavoro da una vita. Non mi sono mai sentito un secondo, anche se l’ho fatto per qualche anno. Non avessi avuto esperienza e attitudini da primo allenatore, avrei avuto più imbarazzi a sostituire Roberto quando è stato male. Me lo ha riconosciuto anche Viscidi facendomi i complimenti. Ho alle spalle 10 anni nelle giovanili del Milan, 13 a Coverciano e uno in C con il San Marino. È il momento di una strada nuova».

Sulla Nazionale Italiana

«Certo che ho fiducia nell’Italia. I giovani buoni, come hanno dimostrato le Under, ci sono. Molti sono già pronti per il salto. Serve pazienza e l’aiuto dei club per farli giocare. Uno dei pronti è Frattesi. E’ un giocatore internazionale: fa le due fasi, ha temperamento, fisico, tecnica. Come Barella. Il grande club e la Champions lo miglioreranno ancora».

Il Milan del post Paolo Maldini

La seconda parte dell’intervista di Alberico Evani è dedicata al Milan, squadra con la quale ha giocato dal 1980 al 1993: dall’addio di Paolo Maldini ai nuovi arrivi sul calciomercato. Tra le sorprese del campionato, per Evani, ci sarà un giocatore rossonero.

Alberico Evani sull’addio di Maldini al Milan

«Paolo è stato un giocatore straordinario e da dirigente ha fatto benissimo. Quando hai poca disponibilità economica, devi avere buone idee. Lui ha scelto bene. Ha vinto uno scudetto imprevisto. Ma devo dire che il Milan attuale si sta muovendo con criterio, scegliendo giocatori giovani e funzionali al gioco di Pioli. Sembrava che dovesse esserci un ridimensionamento, invece è stato reinvestito tutto e bene».

Sulla differenza tra Milan e Inter

«L’Inter era più forte, ora siamo lì. Il Milan ha acquistato fisicità, qualità e più opzioni. In attacco non dipende più dal solo Giroud. Può reggere due competizioni importanti. L’Inter resta una delle più attrezzate e aveva meno bisogno di mercato che è ancora lungo. I valori cambieranno. La Juventus è quella che partirà con più fuoco dentro. Non può sbagliare ancora. Non ha bisogno di comprare. I giocatori ce li ha già. Per il Napoli non sarà facile ripetersi. Noi dopo l’Europeo, inconsciamente, abbiamo perso lo spirito di Wembley. Il Napoli ha anche un allenatore e idee nuove. Difficile, ma è la squadra campione contro pronostico».

Le sorprese (giocatori e squadre) di Alberico Evani

«Okafor. A Roma m’impressionò. Alla Svizzera mancavano Seferovic ed Embolo. Ci fece diventare matti da solo. M’impressionò anche Thuram al Mondiale Under 20: potenza, velocità e tecnica. Squadra? Il Monza. Anche più del campionato scorso, perché partirà meglio e perché Galliani è un maestro a costruire squadre».

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