Ordine: “Il Milan è sempre stato allergico all’Europa League”

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

L’editoriale di Ordine sulla retrocessione del Milan in Europa League: tra rischi e opportunità, vale la pena?

Il Milan è in Europa League. Una sentenza inaspettata e amara per un club che ha abituato il Mondo del calcio a dominare in ben altri palcoscenici. Il verdetto emesso dal cosiddetto “girone della morte” mercoledì sera è stato però molto chiaro. C’è chi dà la colpa ai primi due pareggi contro Borussia e Newcastle, chi se la prende per il generoso rigore concesso al Psg contro i tedeschi. Al di là di colpe e colpevoli, c’è una realtà che i tifosi del Milan sono costretti ad accettare, cercando motivazione e stimoli in una competizione che non ci ha mai visti protagonisti.

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Milan, I rischi dell’Europa League…

Franco Ordine apre il suo consueto editoriale sul Corriere dello Sport presentando i rischi dell’Europa League per il Milan. In primo luogo, i mancati incassi conseguenti all’eliminazione dalla Champions: “L’Europa League, nel caso di approdo in finale, può garantire un incasso pari a 15 milioni: briciole, come di capisce al volo”. La situazione economica del Milan, però, permette una relativa serenità: “I conti del Milan sono tali da non dover temere nulla di sconvolgente”. Poi, il calendario e gli impegni da coordinare con una situazione in campionato da sottovalutare. La Roma ne è la dimostrazione: “La Roma di Mourinho è stata capace di reggere fino in fondo alla competizione europea perdendo però terreno in campionato e in particolare nella corsa alle prime quattro piazze della classifica”. Una situazione che, però, dovrà essere anche valutata in relazione alla rosa del Milan che, infortuni permettendo, appare molto più completa e di qualità.

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…e le sue opportunità

Sempre meglio vedere il bicchiere mezzo pieno, nonostante il fatto che nessuno veda la retrocessione del Milan in Europa League come qualcosa di positivo a priori. Vero è che il Diavolo risulta tra le squadre principali della competizione, per un motivo o per un altro mai considerata veramente fino a questo momento. Ordine: “L’allergia del Milan alla Coppa Uefa, nel periodo berlusconiano, cominciò con l’avvento di Sacchi (…) proseguì con Capello (…) e si concluse con Ancelotti”. Un trofeo che i rossoneri non hanno mai vinto, come ha sottolineato Leao al termine della prestazione contro il Newcastle, e che potrebbe in qualche modo regalare nuove motivazioni a una squadra che sembrava destinata a una stagione priva di sussulti. In conclusione: “La tradizione conta? Nel calcio sembra avere un qualche peso, e se ci fosse la possibilità di smentire la tesi, beh questa è l’occasione giusta”. In parole povere: siamo in gioco, proviamo ad arrivare fino in fondo.

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