Milan Femminile, perché l’esonero di Ganz? Pesano più fattori

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

È ormai ufficiale l’esonero di Ganz: come mai questa scelta del Milan Femminile? Non si tratta solo di risultati

Notizia di qualche giorno fa, Maurizio Ganz non sarà più l’allenatore del Milan Femminile: dopo 4 anni, è ufficialmente arrivato l’esonero dai compiti di head coach. Nel lontano 2019 l’ex attaccante rossonero era approdato in società per risollevare le sorti della squadra femminile e portarla a lottare per il titolo in campionato. L’obiettivo fu raggiunto al secondo anno, quando conquistò anche la finale di Coppa Italia. Salvo poi vederlo sfumare di fronte alla conferma della Juventus e alla crescita della Roma, che ha progressivamente sostituito il club rossonero come rivale delle bianconere, arrivando anche a strapparle il titolo.

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Troppo divario

La decisione del club è arrivata a seguito delle prime otto partite di A, nelle quali si è verificato un vero e proprio tracollo di risultati con il sesto posto, fuori dalla lotta Scudetto, con già quattro punti di distacco dalle cugine dell’Inter e dal sorprendente Como di questo inizio di stagione. Questo il comunicato rilasciato dal Milan Femminile, che attesta l’esonero di Ganz:

“AC Milan comunica di aver esonerato dall’incarico di allenatore della Prima Squadra femminile Maurizio Ganz. A Maurizio vanno i più sentiti ringraziamenti per l’attività svolta in queste quasi cinque stagioni di lavoro insieme, per l’impegno, la serietà e la correttezza professionale.  La conduzione tecnica della Squadra è affidata a Davide Corti – che lascia il suo incarico di allenatore della Primavera femminile – al quale il Club rivolge i più calorosi auguri di buon lavoro”.

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Una gestione… “così così”

Secondo quanto riporta Tuttomercatoweb, però, diversi elementi potrebbero aver portato a questa drastica presa di posizione. In particolar modo la gestione dello spogliatoio da parte dell’ex tecnico, il quale nel gennaio 2022 pesò sui due addii pesanti come quelli di Valentina Giacinti e Vero Boquete, diventate presto colonne rispettivamente della Roma scudettata e di una rinata Fiorentina. Stando all’autorevole portale, i risultati degli ultimi tempi dimostrano come lo strappo traumatico non sia stato mai assorbito completamente.

Quanto al sostituto Davide Corti, promosso dalla Primavera, sembra essere una scommessa che guarda più al futuro che al presente. L’idea è di fargli traghettare la squadra tra le prime cinque in questa stagione, porre le basi per il futuro e poi… Si vedrà. 

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