ESCLUSIVA Valentina Bergamaschi a Radio Rossonera: “Il mio idolo è Theo. Come quinto mi trovo bene”

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Valentina Bergamaschi

Radio Rossonera ha intervistato in esclusiva Valentina Bergamaschi, numero 7 del Milan femminile. Ecco le sue parole

Abbiamo iniziato l’intervista con le domande di Miriam Suppa:

Sei una stakanovista e rappresenti un modello da seguire. Cosa consiglieresti alle ragazze, alle bambine che si approcciano al mondo del calcio?

Diciamo che il calcio è uno sport di sacrificio, quello che voglio dire alle bambine è che per inseguire i propri sogni serve un grande spirito di sacrificio e sono convinta che se una di lor si impegna e si pone obiettivi raggiungibili, così facendo può raggiungere grandi obiettivi e perchè no, un giorno indossare la maglia azzurra e/o quella del Milan.

Hai un modello a cui ti sei ispirato o a cui ti ispiri nel calcio femminile/maschile?

Certo, Theo Hernandez è uno dei miei più grandi modelli. Gioca dalla parte opposta alla mia ma voglio prendere il più possibile da lui, penso che sia un grande campione e lo sta dimostrando nonostante la sua giovane età (coetaneo di Valentina).

Com’è stato vivere la Champions League con la maglia del Milan?

Il Milan è una società che è sempre stata abituata a giocare in grandi palcoscenici, perciò credo che anche da un punto di vista femminile, raggiungere per la prima volta la qualificazione in Champions sia stato un sogno. Giocarci? Non ci credo ancora, speriamo di raggiungerla anche la prossima stagione nonostante questo avvio di campionato in salita.

Hai un obiettivo personale? Dove credi di poter e dover migliorare di più?

Sicuramente fare una grande stagione con il Milan e un grandissimo campionato europeo. Vorrei lottare per il campionato e raggiungere la Champions League, oltre che lottare per la Coppa Italia per vincerla, dato che c’è ancora l’amaro per l’esito dello scorso anno.

Domande di Luca Maninetti

C’è la percezione che avreste meritato un destino diverso nella gara contro l’Hoffenheim?

Beh, il sorteggio non è stato favorevole: abbiamo incontrato subito lo Zurigo, squadra abbordabile, ma eravamo consapevoli della forza dell’avversario successivo, che gioca in un campionato professionistico come quello tedesco. Abbiamo dato il massimo, lottando per un risultato positivo. Ma è andata com’è andata, quindi lotteremo per tornarci l’anno prossimo, siamo comunque contente di esserci arrivate.

A proposito di altri campionati, secondo te si è un po’ ridotto il gap tra l’Italia e USA, Francia e gli altri paesi top (sia dal punto di vista nazionale che internazionale)?

Questo gap è diminuito, abbiamo disputato un grande Mondiale e ci siamo qualificate per l’Europeo: questo movimento è in fase di crescita, molte giocatrici straniere vogliono venire a performare nel nostro campionato. Un tempo la Serie A era composta prevalentemente da calciatrici italiane, mentre le straniere erano più che altro atlete che venivano qui al fine di recuperare da infortuni. Siamo in fase di sviluppo e speriamo che dalla prossima stagione si possa approdare al professionismo anche in Italia. Incrociamo le dita.

Sul ruolo preferito

Come quinto mi trovo molto bene ora: non devo difendere così tanto e nemmeno attaccare tanto. Quando attacco mi piace avere tanto spazio davanti per liberare la mia qualità, ossia la lunga falcata: ecco perchè mi trovo particolarmente bene, speriamo di dare il massimo come sempre.

Cosa è mancato con la Roma per raggiungere un risultato diverso?

Abbiamo disputato un ottimo secondo tempo, avremmo potuto vincere. Spiace per il timore all’inizio, siamo rientrate negli spogliatoi, ci siamo guardate e abbiamo capito che questo non era il nostro Milan. Questo ci ha dato la giusta carica per rientrare nel secondo tempo con il piglio giusto.

Ascolta l’intervista integrale nel podcast linkato nel player qui sopra, oppure sui canali Spreaker, Spotify, Apple Podcast, Google Podcast e Amazon Music di Radio Rossonera.

Leggi QUI l’intervista a Franco Baresi

photocredits acmilan.com

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