Gene Gnocchi ESCLUSIVA

ESCLUSIVA – Gnocchi: “Non c’è più tempo per coccolare i talenti”

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Nella puntata di ieri di Lunch Press abbiamo avuto l’occasione di fare due chiacchiere con Gene Gnocchi, comico italiano con un passato da calciatore.

Sui Mondiali
“I Mondiali hanno avuto due cose che mi hanno colpito: la prima è la mascotte, che ha fatto rivalutare Ciao di Italia 90 ovvero la più brutta mascotte concepita per un Mondiale. E’ orripilante”.

Messi vs Maradona
“Messi e Maradona due talenti esagerati, Messi andava a una velocità diversa rispetto a Maradona e il Mondiale gli manca per dire di essere stato meglio di Maradona. Io me li prendo tutti e due. Spero vinca il Mondiale, se non dovesse farcela tifo Brasile, squadre che son piene di talenti”.

Su George e Timothy Weah
“Weah me lo ricordo benissimo, la cavalcata coast to coast che poi è stata ripetuta da Theo Hernandez. Ieri il figlio di George oltre al gol ha fatto anche delle grandi cose, un controllo sulla fascia bellissimo. Mi ha dato l’impressione di essere un ottimo calciatore, ovviamente non ai livelli del padre”.

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Sui trequartisti e su Charles De Ketelaere
“E’ vero, il calcio è diventato molto fisico, ci vuole gamba ma quando andavo allo stadio andavo per vedere Gianni Rivera, per vedere cosa si inventava quella domenica lì. Se si perde questa gioia, il calcio diventa più prevedibile. Il talento va lasciato libero, e di talenti ne nascono sempre meno. De Ketelaere mi piace anche se ha iniziato male, è un artista e va coccolato: nel calcio c’è sempre meno tempo per coccolare i talenti. Guardate Platini e Zidane alla Juventus, nei primi 5-6 mesi sembravano scarsi e poi son diventati giocatori da applaudire. Roberto Baggio non potrebbe giocare nel calcio di oggi? Stronzata, queste qui sono stronzate. Rivera se si fosse allenato con le metodologie di oggi, ma lo stesso Baggio, sarebbero giocatori fenomenali. Ma come tutti i grandi talenti della storia del calcio”.

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Su Kakà, è stato il prima trequartista moderno secondo Ancelotti
“Sono d’accordo, era imprendibile, il trequartista classico agiva dalla trequarti in avanti e il brasiliano agiva a tutto campo. Tra quelli moderni ho un debole per Samardzic, un grande talento. Mi piace Zielinski, mi piace anche Kvara. Ma lo ripeto, mi piace molto De Ketelaere. Se potessi parlerei con Pioli, dicendogli di interrompere il dualismo con Brahim Diaz e di dargli fiducia incondizionata, di responsabilizzarlo dicendogli “Charles, ho bisogno di te, devi farmi la differenza”… è un bene quindi la convocazione per il Mondiale, ritrova fiducia. L’ultimo fantasista che ha giocato a pallone è proprio lui, l’anello di congiunzione tra il fantasista e il treuqartista moderno. Lo stesso problema di De Ketelaere ce l’ha Adli: anche lui mi piace molto. Il mio giocatore preferito del Milan è comunque Rafael Leao”.

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