ESCLUSIVO Capello a Radio Rossonera: “A Liverpool bisogna onorare un nome e dei trofei… Siamo il Milan!”

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Capello – Fabio Capello è intervenuto telefonicamente nella puntata di “Radio Rossonera Talk” del 13 settembre 2021. Queste le sue parole:

Mister lei era in tribuna ieri sera. Cosa ha visto di speciale in questa squadra che è riuscita ad imporsi in una maniera così netta contro un avversario molto atteso come la Lazio?

Era tanto tempo che non vedevo un Milan così. La squadra ha tutto: personalità, qualità di gioco, velocità, intenzione di attaccare costantemente gli avversari. E lo ha fatto contro una Lazio che ha comunque giocatori di qualità, esperti, una squadra sempre difficile da battere. Ieri contro questo Milan non c’è stato proprio niente da fare.
Bisogna fare i complimenti a Pioli, sia per come ha messo la squadra in campo che soprattutto per la crescita dei suoi giocatori. Il primo tempo di Leao è stato strepitoso, era imprendibile. Su quella fascia insieme a Theo Hernandez sono devastanti per velocità, tecnica e dribbling.
Il rientro di Ibra è stato molto bello: il suo gol sembra facile dopo l’azione di Rebic, ma il movimento che fa per trovarsi da solo davanti alla porta è perfetto, era al posto giusto nel momento giusto. Un altro giocatore avrebbe probabilmente aspettato la palla da un’altra parte.

Pioli ha detto qualche settimana fa che Leao e Tonali sono tornati dalle vacanze con una mentalità diversa, più matura. Le è mai successa una cosa simile nella sua esperienza?

Certamente, è successo con molti calciatori poi finiti anche in nazionale, soprattutto ai tempi della Roma. Lì feci esordire per esempio De Rossi, che vedevo pronto e giocava già moltissima personalità, ma anche giocatori che al primo anno fecero fatica per poi cambiare completamente nella stagione successiva.
Questo è quello che è successo a Tonali. Ieri sera ho rivisto finalmente quello che avevo visto giocare nel Brescia, un centrocampista di personalità, padrone del campo. Mi è sembrato strano vederlo l’anno scorso così spaesato, timido, senza personalità. Era incerto, persino nei controlli più semplici. Ieri invece è stato a mani basse il migliore in campo, per continuità e qualità.

In molti credono che dopo il bell’inizio di campionato del Milan e quello disastroso della Juventus, i bianconeri saranno più agguerriti che mai nel prossimo turno di campionato. Fa così tanto la differenza avere davanti una squadra che sta così bene come il Milan in questo momento?

Ieri sera il Milan ha giocato da squadra, tutti avevano la stessa voglia di fare, la stessa intensità, e si sono aiutati. Nella Juventus per adesso tutto questo si è visto poco, Allegri sta facendo fatica a dare identità alla squadra. Quando si gioca a Torino però c’è sempre da stare molto attenti: è una squadra che ha sempre molto orgoglio. Bisogna andare lì e fare la miglior partita possibile.

Cosa deve fare ora Pioli per mantenere forza e costanza nel gruppo? Cosa si può fare in più invece per migliorare?

Il gruppo è consolidato, è maturo. Ha avuto la fortuna fondamentale di lavorare senza pubblico, quindi il mister aveva la possibilità di guidare i giocatori durante la partita, e i giocatori quella di esprimersi senza paura rischiando le giocate. Ora si vede che tutti sono convinti delle loro forze, e stanno rendendo come si sperava. Il Milan ci crede e si vede: Pioli è un bravissimo docente, che è stato seguito perfettamente da dei bravissimi allievi.

Per quanto riguarda il girone di Champions, tanti si dividono tra un Milan che deve dare priorità alla competizione e un Milan che deve affrontare il girone senza aspettative. Lei da che parte sta?

Tutte le partite vanno giocate allo stesso modo, non bisogna dire “puntiamo questo” oppure “puntiamo quest’altro”. Questi sono ragionamenti da bar che gli allenatori non pensano assolutamente. Ora come ora il Milan visto ieri deve giocarsela con tutto e con tutti. La qualità c’è e la rosa è ampia. E poi c’è sempre un nome da rispettare, ci sono dei trofei vinti e rivinti… siamo il Milan, dài!

Dato che ha parlato del movimento di Ibrahimovic sul gol del raddoppio, visto che si dice che è lei ad aver affinato la tecnica offensiva dello svedese, è contento di vederlo ancora così decisivo?

Che Ibra abbia imparato tanto da me non l’ho detto io, l’ha detto lui e l’ha confermato nel suo libro. Io ho allenato diversi talenti, quelli che hanno voluto migliorarsi, allenandosi in maniera seria, e quelli che si sono accontentati. Ibrahimovic non mi sembra uno di questi: guardate con che intensità si è preparato per essere presente ieri sera. Ha ancora voglia di esprimersi al massimo, di essere un esempio. Sono questi i personaggi che i calciatori più giovani dovrebbero copiare a livello di lavoro, impegno e miglioramenti tattici tecnici e psicologici.

Guarda QUI la puntata di Radio Rossonera Talk in cui Fabio Capello è stato ospite

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