ESCLUSIVA Foggetta (candidato sindaco Sesto): “Stadio? Non è la nostra priorità”

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Domenica a Sesto San Giovanni si terranno le elezioni comunali per la nomina del sindaco e del nuovo consiglio comunale. Dopo la visita di Gerry Cardinale nelle zone dell’ex area Falck è sempre più concreta l’ipotesi di abbandonare la zona di San Siro a favore di Sesto. Qui di seguito le dichiarazioni che il candidato del centrosinistra Michelle Foggetta, ha rilasciato ai nostri microfoni sulla vicenda.

Nei giorni scorsi il nuovo proprietario del Milan Gerry Cardinale ha visitato il cantiere di Sesto con i tecnici di Hines e MilanoSesto. Se lei fosse eletto, qual è la sua posizione a riguardo di un nuovo stadio?

“La mia posizione, che è la posizione della coalizione che rappresento, è che in questo momento lo stadio a Sesto non sia una priorità, nel senso che è vero che noi abbiamo queste grandi aree Falck, che sono le più grandi aree dismesse d’Europa, in questo momento, completamente vuote ma su quelle aree ci sono dei progetti disegnati in particolare che porteranno ad un residenziale, a già diverse strutture come sappiamo ma in particolare, quella su cui tanto puntiamo noi è quella della Città della ricerca e della salute quindi una grossa struttura ospedaliera dove arriveranno quelli che oggi sono il Besta e l’istituto dei tumori, un grande progetto sestese che portiamo avanti da diverso tempo.
Intorno a questo c’è anche il progetto del grande parco che è qualcosa di fondamentale per Sesto San Giovanni perchè Sesto San Giovanni è un SIN, cioè un sito di interesse nazionale, per l’inquinamento che ancora oggi subisce da tutta quella che è la sua storia delle fabbriche. Lo stadio quindi non è una priorità, dobbiamo portare avanti quelli che sono i vecchi progetti su cui tanto già abbiamo lavorato”

Quali gli aspetti negativi e quali quelli positivi di ospitare uno stadio di una squadra così importante a Sesto?

“Uno stadio porta sicuro prestigio alla città e in altri momenti questo a Sesto sarebbe anche potuto servire.
Ci sono però molti problemi tecnici che fanno diventare il progetto stadio improbabile:
Viabilità: Di Stefano (candidato di centrodestra ndr) ha detto che nella zona arriverebbe la metropolitana ma lo stadio secondo il rendering uscito in questi giorni verrebbe costruito nella parte opposta per cui i tifosi dovrebbero attraversare la città su altri mezzi e ciò arrecherebbe altri problemi di viabilità;
Polizia urbana: Sesto ha carenza di organico di vigili e non potrebbe sopportare il carico del servizio nei giorni partita;
Problema economico: il Milan giocherà due gare a settimana, e per fortuna dico da tifoso milanista, ma per il resto dei giorni l’area non sarebbe sfruttata a dovere e invece noi dobbiamo ridare vita a quei quartieri.
Se invece venisse costruito uno stadio di livello europeo capace di catalizzare le attività economiche ciò arrecherebbe un danno alle attività già presenti sul territorio.
Sesto è una città di 83.000 abitanti e non può addossarsi tutto questo carico di responsabilità così come può far Milano per le sue dimensioni”

L’area Falck ha le caratteristiche giuste per ospitare uno stadio?

“Se fosse un grande spazio vuoto, sia per quello che è fisicamente sia per quelli che sono i progetti, probabilmente lo sarebbe potuto essere. Lo sarebbe potuto essere di sicuro in altri momenti e in altri contesti. Da tifoso milanista sarei davvero contento, quando abbiamo vinto lo scudetto quest’anno ero a casa a festeggiarlo con mio figlio e con la maglietta di Sandro Tonali, ero la persona più felice del mondo, quindi sarei stato la persona più felice del mondo ad avere lo stadio a Sesto, ma in questo momento, con tutti quelli che sono i progetti, trovo abbastanza improbabile che un progetto così grande possa arrivare su quelle aree. Dal rendering che abbiamo visto inoltre, lo stadio arriverebbe sul parco, che però è qualcosa di essenziale di cui Sesto ha bisogno. Ricordiamo infatti che è la città più cementificata di tutta la Lombardia, quasi il 70% del territorio è cementificato. In questo momento quindi dico che lo stadio non può essere una priorità”

 

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