ESCLUSIVA – Ciofani: “Kjaer un vero leader. Ieri volevo la maglia di Giroud”

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Brutta prestazione del Milan contro la Cremonese e altri due punti buttati via mentre il Napoli continua a volare… Ospite a Radio Rossonera, Daniel Ciofani: ieri in campo a Cremona, oggi ai nostri microfoni.

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Sulla gara di ieri: “Non abbiamo fatto nemmeno un tiro in porta… Merito al fatto che non gli abbiamo dato campo. Abbiamo limitato le caratteristiche migliori dei rossoneri come la profondità. Se li vai a prendere alti, ti saltano con il palleggio e con la gamba che hanno. Noi eravamo talmente bassi che non c’era campo per poterci saltare. Poi mettici anche un po’ di fortuna, qualche parata di Carnesecchi ed ecco il risultato. Sapevamo che avrebbero costruito a tre, non ci aspettavamo sicuramente Thiaw ma Kalulu. Comunque con una sorta di 3-5-2. Il nostro atteggiamento è stato quello di aspettarli più bassi, perché se affronti a viso aperto il Milan perdi. Salvezza? Dobbiamo fare la prima vittoria, che per la legge dei grandi numeri sarà sempre più vicina. Però dobbiamo vincere perché dà valore ai pareggi, come quello con il Milan. Cosa manca? Poco, ma tanto. La Serie A è fatta a tre livelli: ci sono squadre tipo il Milan, altre come la Fiorentina o il Sassuolo, e poi quelle che stanno lottando come noi per la salvezza. Ci manca sicuramente qualcosa negli ultimi metri, anche se non siamo il peggior attacco. Sicuramente non era quella di ieri indicativa in questo senso, però dobbiamo migliorare”.

Tu, tifoso milanista, hai vissuto un’emozione contrastante? “Il sentimento ormai con l’età riesco a gestirlo meglio. Ero contento che ieri c’erano allo stadio di nuovo mia madre e mio padre e avrei volentieri fatto gol, devo dire la verità. Avrei esultato, sicuramente senza togliermi la maglietta come Giroud (ride, ndr). Sono abbastanza composto nelle esultanze, ma l’avrei fatto, anche perché il Milan non mi ha mai preso…”

Sullo Scudetto: il Milan deve dirgli addio? “Ma no, oggi è troppo facile parlare di addio. Nel ’99 ha recuperato 8 punti alla Lazio nelle ultime 7 partite. Ne sono passate 14 e ne mancano ancora 24. Con la stessa facilità con la quale il Napoli ha preso 8 distanze di margine, il Milan può magari prenderne anche di più. Questo è un momento in cui il Napoli sembra inarrestabile, ma basta poco perché si torni lì. Certo, bisogna vincere il più possibile, ma si va a momenti. Nel calcio tutto è troppo definitivo quando non è così”.

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Come si prepara una stagione anomala come questa? “Si protrarrà nel tempo, perché ci sono pochi turni infrasettimanali, almeno per noi piccole. Poi il Milan mi auguro arrivi in finale di Champions e Coppa Italia e allora avrà più impegni. Però per quanto ci riguarda è abbastanza semplice. È anomala questa sosta lunga, ci sarà ancora una mini preparazione e un altro mercato. Da oggi si parlerà solo di mercato… Hanno voluto fare questo mondiale invernale, non lo so… Cose più grandi di noi”.

Sull’affetto ricevuto in diretta a Radio Rossonera: “Quando volete io ci sono sempre e vi ringrazio. Vacanze? Sì, ci saranno due settimane ma ho due bimbi che vanno all’asilo, non è che mi muoverò più di tanto”.

Su Origi: “Ce l’avevano anche con Leao i primi tempi… È tutto troppo veloce, io ho letto un po’ di commenti dei tifosi del Milan sulla partita di ieri: calma, ragazzi. La squadra va sempre amata, poi è normale che ci sono momenti di difficoltà. Tu avresti voluto che Origi ieri facesse 4 gol, è normale che ci siano critiche se non vinci a Cremona. Però ci vuole pazienza. Quella che i tifosi del Milan hanno avuto in anni di sconfitte e delusioni, le quali hanno portato a quell’alchimia particolare l’anno scorso, vincendo uno Scudetto da non favorita. Ci sono squadre più attrezzate dei rossoneri, anche quest’anno. Noi dobbiamo essere consapevoli che è una squadra giovane, che sta facendo un percorso. La dirigenza fa acquisti mirati, anche se non tutte le ciambelle escono col buco. In questo momento De Ketelaere sembra che non possa giocare a calcio, ma non è così: io lo prenderò al fantacalcio all’asta di riparazione con uno scambio. Voglio prenderlo da tifoso del Milan ma anche da conoscitore del calcio, perché le qualità e il talento le vedi”.

Su De Ketelaere, prosegue: “È in un momento di difficoltà perché fa parte della generazione che legge i social. Ma se fosse uno come me, che se ne sbatte dei commenti… Un consiglio? Quel che dico a tutti i ragazzi: 1 su 33 mila arriva a fare un minuto in Serie A. Se io mi devo preoccupare dei commenti di tutti gli altri, parlando della popolazione maschile della tua stessa età e aggiungendoci anche quella femminile (66 mila, quindi), che utilità possono darmi? Nessuna, tu sei l’eccezione e loro non ce l’hanno fatta. Non è facile, ma devi avere la forza mentale. Oggi è difficile arrivare, ma lo è molto di più confermarsi. Quando criticano Ronaldo e Messi io mi faccio due risate, sono 20 anni che sono inarrivabili, eppure c’è gente che si accanisce. Anche settimana scorsa, quando ho sbagliato due rigori a Salerno, mi sono fatto delle risate leggendo messaggi privati perché dico «Vale veramente tutto oggi». Poi vado a vedere le foto e sono anche inquietanti, alcune (ride, ndr)”.

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Ieri hai chiesto la maglia a qualcuno dopo la partita? “Allora, io volevo la maglia di Giroud. Perché è un numero 9 e per caratteristiche è molto simile a me. Non è Dzeko, che magari stoppa e si gira anche. Lui la gioca di prima o di seconda e spesso prende voti ingenerosi in pagella. Ma quando manca si sente, come ieri. Da un lato, quando si è tolto la maglia con lo Spezia mi sono arrabbiato perché non avrei potuto chiedergliela, ma da capitano della Cremonese ho immaginato che il Milan avrebbe fatto fatica. Grazie a Carnesecchi, alla fine ho preso quella di Tonali”.

Sull’esordio di Thiaw, visto da vicino: “Ripeto che non è stata la partita più indicata, noi eravamo tanto bassi. È giovane, si vede che ha delle qualità ma io ieri dal campo ho visto Kjaer come grande leader e grande difensore. Ha esperienza e fisicità, si vede che è un altro livello. Tomori? È una molla impazzita, forte e veloce. Per loro contro di noi è stata abbastanza facile dal punto di vista difensivo”. 

Infine, ti sei preso al Fantacalcio? “No, perché fino all’ultimo giorno ero in uscita, poi si sono accorti che potevo tornare utile e mi hanno tenuto. Doppietta all’Inter? Assolutamente sì, col Napoli ci ero andato vicino: quando sono entrato ero carichissimo”.

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