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Dominika Čonč a Radio Rossonera: dalla Slovenia al Milan femminile, alle prese con una nuova normalità

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ČONČ MILAN – Dominika Čonč è intervenuta oggi in esclusiva a Radio Rossonera durante la trasmissione “Il Diavolo veste Rosa, queste le sue dichiarazioni:

Sulle attività durante il lockdown

“Non gioco molto alla Playstation. Leggo molti libri, poi più tardi ho lezione di italiano, devo imparare a parlare meglio, la mia grammatica non è il massimo”.

Sulla nuova routine per le calciatrici in questo periodo

“All’inizio era strano, ora è la normalità. Penso che siamo molto fortunate ad avere la possibilità di allenarci e giocare, quindi per me non è un problema fare i tamponi e seguire le regole. La cosa migliore è che possiamo fare quello che vogliamo, come giocare a calcio. Siamo molto protette e controllate e questo è ottimo”.

Sugli stadi vuoti e la partita contro la Juventus a San Siro

“È un’esperienza che non molti possono vivere, penso che stadio vuoto o meno è un orgoglio poter giocare a San Siro. Con la gente sarebbe stato meglio ma aver potuto giocare lì è stato bellissimo. È sempre meglio giocare con i tifosi, siamo un po’ tristi perché non possiamo giocare per loro ma quando torneranno sarà ancora meglio”.

Sulla sua passione per la meditazione

“Faccio mindfulness tutti i giorni e mi serve per la mia crescita personale. Mindfulness vuol dire essere presente in tutto quello che faccio in quel preciso momento. Mi aiuta perché durante la giornata succedono delle cose ed è importante come reagisci, se fai questo ti ci puoi relazionare meglio”.

Sui suoi gol nei Derby

“È molto bello. Non è una partita come le altre, un derby è molto importante”.

Su Mister Ganz e il suo modo di vivere la partita dalla panchina

“Lui è molto emozionale, ma è fatto così, a noi va bene! Mentre gioco non riesco a fare caso se indossa la giacca o meno. Non sapevo che si parlasse anche di questo durante le partite!”.

Sulla squadra e le tante ragazze straniere

“Per me è una cosa molto buona, puoi imparare molte culture e conoscere pensieri diversi. Alla fine, il calcio è lo stesso gioco in tutti i Paesi. Noi siamo una grandissima squadra, veniamo da molti paesi diversi ma in campo siamo un tutt’uno, sia le calciatrici che lo staff. Lì parliamo la lingua universale del calcio. Anche fuori dal campo noi straniere proviamo a imparare l’italiano e le giocatrici italiane provano a parlare in inglese”.

Sulla sua esperienza americana e le calciatrici statunitensi

“In America il calcio è visto più come uno sport femminile, quindi tante ragazze giocano a calcio. È un campionato molto fisico e sono molto brave”.

Sul campionato italiano e sul percorso verso il professionismo

“Il campionato italiano è molto più fisico di quanto mi aspettassi, si corre molto ma questo non è un problema per me. È anche tecnico, ma bisogna correre molto. Il campionato sta crescendo stagione dopo stagione. Rispetto all’anno scorso vedo dei cambiamenti anche all’interno del Milan stesso. Penso che in poco tempo si raggiungerà il livello dei grandi campionati europei. In questo le squadre maschili come Milan, Inter e Roma stanno aiutando”.

Sulla capacità della Slovenia di sfornare talenti in ogni sport nonostante i pochi abitanti

“Non so come mai, siamo un Paese piccolo e ancora in pochi conoscono la Slovenia. Luka Dončić e Goran Dragić hanno aiutato. Siamo piccoli e forse è anche per questo che dobbiamo lavorare ancora di più, niente arriva da sé. Penso che da questa mentalità venga tutto ciò” .

Marco De Cristofaro

photocredits acmilan.com

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