ESCLUSIVA – Milan: “Quest’anno deve insegnarci ad essere cauti ad Agosto. E su Gattuso…”

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Nel nostro consueto appuntamento con Lunch Press, la nostra trasmissione in onda da lunedì a venerdì alle 13, è stato nostro ospite Alessandro Milan. Tanti i temi toccati oggi, tra cui la vittoria dello scudetto del Milan, i festeggiamenti e la vicenda Gattuso.

Sui festeggiamenti per il titolo: “Ero a Reggio Emilia con mio figlio, ce l’ho fatta. Personalmente non mi è piaciuta l’invasione di campo, l’ho trovata sbagliata, fastidiosa e anche un po’ pericolosa. Molto italiana. Non c’era una situazione di ordine pubblico dove sembravano tutti molto preparati. L’importante però è che sia andata bene”

Sul peso e il valore di questo scudetto: “Il più bello è sempre l’ultimo. Per me personalmente il più bello è il primo anno di Sacchi. Lì non vincevamo da tanto ed è partita una storia che ha fatto la storia del calcio. Certo questo è bello e inaspettato. È un po’ il campionato inatteso, tutti i calciatori e lo staff hanno dato il 130%. Forse è stato irripetibile per la cavalcata e tutto il resto”

Sull’MVP del campionato: “Non so se ce n’è uno. Ibra, Maignan e molti altri. Tutti hanno fatto il massimo, anche Tatarusanu, ad esempio, che ha parato il rigore nel derby quando Maignan era infortunato. Anche Tonali strepitoso, con anche Bennacer e Kessié. È una stagione in cui tutti si sono fatti trovare pronti. A questo punto forse l’uomo più rappresentativo di questo scudetto è Pioli”

Sulle voci di un ritorno di Lukaku: “Quest’anno deve insegnare, a me per primo, ad essere cauti. Sento di Dybala, Lukaku… Vorrà dire che vinceranno tutto loro ad Agosto, poi bisognerà vedere”

Su Gattuso: “Viviamo in un’epoca in cui le cose che dicevamo dieci anni fa adesso sono irripetibili. Soprattutto all’estero non perdonano frasi che in Italia vengono detto con leggerezza, decontestualizzate, buttate lì. Viviamo nell’epoca del politically correct. Per esempio, voglio dire una cosa su un mito appena scomparso: Gianni Clerici. Clerici scriveva sul giornale una parola adesso indicibile per indicare i calciatori di colore. C’è però da dire che lui non si esprimerebbe così adesso. Credo si stia esagerando, posso credere a tutto ma non al fatto che Gattuso sia un razzista o un sessista”

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