ESCLUSIVA – Zille: “Milan, i 70 mila di San Siro un test. Bologna ago della bilancia per rossoneri ed Inter”

DiGiacomo Todisco

Apr 4, 2022

Nel nostro appuntamento di oggi con Lunch Press è intervenuta come ospite la giornalista di Dazn Federica Zille. Con lei abbiamo parlato della gara di stasera contro il Bologna e della rivali dei rossoneri per lo scudetto.

Cosa ci ha detto questo weekend? “Ha detto tanto in tutte le posizioni importanti della classifica. Intanto, che la Juventus teoricamente dovrebbe essere un po’ troppo lontana dalla testa del campionato, se qualcuno avesse ancora dubbi. Allegri è già tanto tempo che dice che la Juve è fuori dalla lotta scudetto. Credo quindi che questa sconfitta possa essere determinante, e ora diventano queste 3 (Milan, Inter e Napoli, ndr). Il Bolgona sta quasi diventando l’ago della bilancia, e stasera lo scopriremo in parte. Il Napoli è andato a vincere a Bergamo senza Osimhen e Fabian Ruiz. L’Atalanta tra Europa e campionato aveva blindato bene la difesa, e riuscire ad inventarsi qualcosa per sbloccare la partita rende merito a Spalletti e dovrebbe far capire quanto sia solida questa squadra. E questo grazie anche ad un allenatore che ha una mentalità fortissima e che è riuscito a trasmetterla ai suoi giocatori. Poi c’è l’Inter, che ha una fase altalenante. Però, è andata a vincere a Torino contro una squadra che aveva e ha bisogno di punti. Non ha sicuramente brillato, poteva finire in tutti i modi ma episodi e segnali poi diventano decisivi. Quel rigore prima sbagliato e poi ribattuto, per esempio, potrebbe far capire che i nerazzurri potrebbero essere ancora i più titolati per poi arrivare al testa a testa finale. L’Inter è una squadra un po’ troppo altalenante per essere decifrabile in questo periodo, ma sempre pericolosissima”. 

Chi deve temere di più il Milan tra Napoli ed Inter? “Diciamo che quelli di Spalletti e Inzaghi sono due lavori diversi. Il primo aveva il compito di dare una fisionomia alla squadra e trovare le posizioni ideali ai giocatori che ancora non l’avevano, penso ad esempio a Lobotka ed Elmas. Il secondo, invece, era chiamato a dare continuità al lavoro di Conte. Ci è riuscito fino a un certo punto e poi è successo qualcosa. C’è stato quel mese in cui l’Inter non riusciva a segnare, l’attacco era bloccato e ha fatto perdere un po’ di fiducia all’ambiente. Credo sia anche una questione di morale, il Napoli ha mantenuto una certa continuità di rendimento senza deragliare, mentre l’Inter ha fatto una prima parte di stagione spettacolare ed oltre le aspettative. Poi con la flessione l’umore cambia. L’unica cosa che mi fa propendere per il Napoli a livello di pericolosità è proprio il fatto che i nerazzurri come mentalità, umore e fiducia hanno perso qualcosa negli ultimi mesi. In più in attacco fa fatica, ieri ha vinto con un rigore. E il pallone pesante non l’ha preso Lautaro Martinez”. 

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Poi, sul calendario: “Il Milan stasera gioca con una squadra che non ha nulla da chiedere a questo campionato, quindi per questo il Bologna è serenissimo. Ma ci sono altre motivazioni che entrano in scena, come la situazione di Mihajlovic e tanti altri fattori. Quel Bologna-Inter che Inzaghi deve recuperare, probabilmente avrebbe preferito giocarla come da calendario, perché in quel momento era in una fase positiva. Al 27 di aprile magari sei costretto a vincere e cambia tutto. Giocare di lunedì? Credo che a fine partita, se andrà come Pioli spera, dirà che non incide assolutamente. Se la squadra perderà dirà che c’era la pressione di dover vincere per i risultati delle altre… Credo peserà di più avere 70 mila persone a San Siro rispetto alle partite delle rivali. Quello è il vero test: è una squadra giovane, ed è vero che San Siro è stato sempre pieno nei limiti del possibile, però 70 mila è un’altra faccenda. Magari per giocatori meno esperti e con meno personalità c’è questo piccolo punto di domanda. Può essere un grande vantaggio oppure può far tremare le gambe”.

Sulla gara con il Bologna: “E’ una squadra rognosa, contro l’Atalanta ha incartato la partita ai bergamaschi. Attenzione perché c’è il rischio di dover fare una partita di pazienza. Magari se al 70′ non sei riuscito a sbloccare la partita il rumore di San Siro inizia a farsi sentire. Qui deve entrare in gioco la mentalità”.

Chi giocherà tra Kessié e Diaz? “Le probabili danno in vantaggio lo spagnolo. Poi il Bologna gioca a tre e forse con Diaz si ha più fantasia e non si ha bisogno di bloccare un playmaker con Kessié. Lì in mezzo tra le linee un giocatore come Brahim può creare qualcosa in più, poi dipende anche dalle condizioni fisiche. E’ sempre bene avere una chance in più in panchina: se sai di avere bisogno di muscoli a centrocampo hai un ottimo giocatore. La panchina fa la differenza, e finalmente Pioli può cambiare la partita in corso”.

Infine, commenta qualche singolo: “Saelemaekers davanti alla porta non è proprio freddissimo, però a livello di equilibrio serve tantissimo. E’ difficile rinunciare a un giocatore che fa esattamente quello che gli dici in campo. Cosa che non fa Rebic, perché non lo giostri come vuoi come il belga. Ha iniziato benissimo la stagione facendo la prima punta, ma quando le partite iniziano a pesare i giocatori con l’esperienza di Giroud reggono la pressione. Spesso, invece, Rebic ha dimostrato di soffrirla un pochino. A Leao in questo momento non si può rinunciare, quindi a questo punto ti tieni una pedina in panchina”.

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