ESCLUSIVA – Tognazzi: “Questo Scudetto come una Champions. Lo stile Milan apre la scuola”

Durante la trasmissione odierna Lunch Press, è intervenuto nostro ospite Gianmarco Tognazzi. Con lui abbiamo parlato, inevitabilmente, dello Scudetto, del progetto Milan e di molto altro.

Comincia ironizzando su alcune frasi pronunciate sul Milan: “Ce lo hanno regalato, ci hanno fatto questo favore. Non lo abbiamo assolutamente meritato. Anzi, ci sono state decine di episodi arbitrali dubbi… Non c’è limite alla vergogna. Sorvoliamo perché stiamo talmente bene che ce ne dobbiamo fregare di altro. Sassuolo scansato? Sì, facciamo che ripetiamo tutte le partite da quando è nato il calcio ad oggi. Ripartiamo da 0. Ci sono corsi e ricorsi storici, nel 2011 loro (Inter, ndr) hanno vinto la Coppa Italia e noi il campionato. La storia si ripete, non c’è niente da fare. Sono stato zitto in una settimana di scaramanzia, e non mi sono minimamente avventurato nel partire prima. Lunedì sinceramente stavo per venire su e dar seguito ad una delle più grandi manifestazioni di gioia. Forse solo l’esodo di Barcellona me lo ricordo in quelle forma e partecipazione. Forse lo Scudetto della Roma a Roma ha riportato una cosa del genere, l’altro giorno a Milano era incredibile. Il pubblico aveva voglia di festeggiare quel che secondo me non solo è meritato, ma strameritato. Comunque, non è che siccome abbiamo vinto dimentico i punti che ci hanno tolto”.

Questo Scudetto è emozionante quasi come una vittoria in finale di Champions? “Non quasi, esattamente come. Secondo me esattamente come una vittoria della Champions. Forse, e dico una cosa grossa, è lo Scudetto che mi ha fatto godere di più nella mia vita e dove ho gioito di più. Un po’ anche per la soddisfazione di Tommaso (il figlio, ndr). Ricordiamo che anche Daniel Maldini ha dato seguito ai successi di Paolo e Cesare”. Proseguendo, fa riferimento alla sua famiglia, in particolare al padre Ugo: “Per coincidenze, la nostra storia non è eguagliabile a nulla, siamo oltre. E sicuramente, nell’anno del suo centenario (Ugo Tognazzi nacque nel 1922, ndr), è impossibile non pensare che abbia messo lo zampino sia con la Cremonese in Serie A – dopo non so quanti anni – sia con il Milan che vince lo Scudetto. E’ evidente. Che si sappia che c’è lo zampino di Ugo in questa situazione! Succede tutto contemporaneamente. Io, che ho questo rapporto abbastanza evidente con l’energia, penso che un po’ ce ne abbia mandata papà”.

Su Ibrahimovic: “Ne vogliamo parlare di Ibra e della promessa mantenuta? Di cosa significa dare continuità ad un progetto che parte dalla sostenibilità? So che non va di moda, ma io sono orgoglioso che lasciamo il segno. Ennesima volta in cui lo stile Milan apre la scuola di cosa bisogna fare, per andare incontro a un ridimensionamento che è giusto. Poi leggi di Mbappé… Non c’è più un limite. Io sono stato critico con Elliott all’inizio, ero molto critico. Poi però bisogna ammettere il cambiamento… Ho visto Paul Singer partecipare alla festa in maniera attiva. Paolo Maldini? La garanzia. Gli ho mandato dei messaggi, l’ho ringraziato infinitamente ed eternamente per l’emozione più grande che mi ha potuto dare, anche in relazione alle lacrime di Tommaso. I ragazzini da anni tengono botta, rimangono fedeli senza mai una soddisfazione. Abbiamo pianto insieme abbracciati, una delle cose più belle della mia vita. Non smetterò mai di ringraziare questo club, questa società, dirigenza e ragazzi. Stefano Pioli è una persona meravigliosa per equilibrio, stile e potenza”

“Una volta avevo più contatti all’interno di Milanello, oggi non conosco personalmente i giocatori, ma so della maniacalità con cui l’allenatore si dedica al suo lavoro. Per esempio, una volta sentivo Claudio Lippi, al quale voglio dedicare questo Scudetto. Una persona per me meravigliosa, un amico fraterno. Lo voglio dedicare anche a Marco Pantani, Marco Simoncelli, Kobe Bryant… Tutti quelli che hanno ancora il cuore rossonero e da lassù, insieme a Ugo, hanno aiutato questi ragazzi. Il connubio di giovani ed esperti ha portato a questo risultato. Grazie a loro domenica ho pensato solo alla nostra partita, senza mai guardare in casa d’altri”.

Sul futuro di Ibra: “Non c’era da leggere tra le righe, lo ha detto chiaro e tondo nel discorso motivazionale dell’altro giorno. Apre dicendo: ‘No, non smetto’. Ha già dato il primo indizio. Poi, il secondo: perché ha giocato così poco nelle ultime partite? Adesso viene fuori che si opera. Dare la sensazione alle altre squadre che avremmo perso Ibra, che non avrebbe recuperato e attirare l’attenzione su questo problema nelle ultime giornate avrebbe spostato gli equilibri. Era fondamentale che lui restasse almeno in panchina. Io credo abbia voglia di andare avanti”.

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