ESCLUSIVA – Tognazzi: “La classifica vera dice che il Milan ha tra gli 87 e i 91 punti”

Oggi, nel corso del nostro consueto appuntamento con Lunch Press, abbiamo avuto ospite Gianmarco Tognazzi. Il noto attore ci ha parlato di Milan-Atalanta e Sassuolo-Milan, passando per gli episodi arbitrali e qualche singolo.

Come si arriva a domenica? “Parlando d’altro e facendo finta di nulla. Io, che non sono eccessivamente scaramantico, in questo periodo faccio finta di niente, eppure domenica è stata una giornata meravigliosa. Ma da lì chiusa la parentesi, per me anche eccessivi i festeggiamenti. Per l’ambiente, la coreografia, era giusta la gioia. Intanto per aver raggiunto l’obiettivo prefissato: fare meglio dell’anno scorso. Io non ho seguito e non ho voluto seguire le vicende altrui, perché credo non porti bene. E’ bello avere un fulmine a ciel sereno tutto di un botto. Non mi piace stare lì a gufare. Domenica bisogna fare la stessa partita della scorsa, addirittura qualcosina in più. Perché un po’ di distrazione ed eccessiva rilassatezza soprattutto in appoggio, nel primo tempo, si sono viste. Giroud è stato molto impreciso. Noi dobbiamo fare la nostra partita, puntare ad avere equilibrio ma non a dire ‘arriviamo al pareggio’. Questi sono ragionamenti da 4 maggio… Non vanno fatti mai, per mille motivi. Lasciamo perdere, sto cercando di non pensarci e fare altro”.

Si parla poi del parallelismo tra il campionato vinto dal Leicester nel 2016 e quello che potrebbe vincere il Milan quest’anno: “Gira anche un parallelismo tra le mie doti artistiche e quelle di Sean Penn, però non è che uno deve andare dietro a tutte le s*******e. A me questi parallelismi… Andiamo dopo a vedere una determinata cosa a cosa corrisponde, prima facciamo che non corrisponde a nulla. Solo a questa stagione, a questo momento e alla concentrazione di non pensare che le cose siano già fatte. La testa fa molto più delle gambe. La stampa vede sempre l’Inter favorita? Giusto, faglielo dire. Meglio che dicano loro queste c*****e che noi. C’è un dato di fatto, una temperatura che questa squadra ha saputo dare. Una squadra che ha in questo momento 83 punti, ma la classifica vera dice tra gli 87 e i 91. Questa è la classifica vera. Non mi dimentico il fuorigioco geografico che è un punto, non mi dimentico un pareggio di mano, che sono minimo altri due punti: e siamo a 3. E non mi dimentico un fischio improvvido che annulla un gol e ne concede un altro. E sono 7: a casa mia 83 più 7 fa 90. Quindi per me i punti fatti sul campo dal Milan sono quelli. Al netto delle brutte partite con Salernitana o Bologna, ciccate da noi. Ma questo è un altro discorso. La squadra sul campo quei punti aveva fatto, se non ci sono è per un problema psicoanalitico degli arbitri, che interpretano il regolamento come vogliono loro. Questo è il dato di fatto. Le partite vengono falsate a pochi minuti dalla fine qualcuno ti toglie dei punti inventandosi una regola che non c’è”.

Cosa diresti ai giocatori in vista di domenica, se fossi Pioli? “Di fare quello che hanno fatto fino adesso: pensare solo alla partita. Non mettersi dietro a farsi schiacciare, ma giocare. E farlo in maniera sicuramente attenta e concentrata. Stare sul pezzo e sapere che è l’ultima, poi possono andare in vacanza. Non so se avete visto la maturità di Ibra, quando ha capito che, nonostante il fuoriclasse che è, ha capito l’equilibrio della squadra, e domenica non ha detto ‘A’. L’ho capito dal riscaldamento, è stato l’unico che non ha provato i tiri in porta. Lì ho capito che non sarebbe entrato”.

Poi, prosegue: “Spero che oggi abbiano ripreso con la giusta determinazione e che non facciano quelli che si fanno venire il ‘braccino’. E’ una partita che va giocata secondo per secondo, poi il calcio è il calcio e tutto può succedere. Ma tu devi dare il massimo per fare il tuo. Neanche loro (l’Inter, ndr) avranno vita facile, anche se giocano in casa. Perché comunque la Sampdoria ne ha fatti 4 alla Fiorentina. E’ vero che il Sassuolo non ha niente da guadagnare, né da perdere. Così come la Sampdoria, e questo non le ha impedito di segnare 4 gol”.

Commenta poi le dichiarazioni di Carnevali su Leao: “Siamo d’accordo, infatti se non sbaglio contro il Sassuolo ha segnato il gol più rapido della storia della Serie A: 6 secondi. Se sarò a Reggio Emilia? No, perché in trasferta in queste situazioni se non si ha il biglietto bisogna avere sale in zucca, come ha chiesto il Milan. Evitiamo problemi di altra natura prima e dopo: riusciamo a distinguerci per la nostra intelligenza e per la classe? Ne sono abbastanza sicuro, poi spendere 4 mila euro per un biglietto di una partita…”

Come vive tuo figlio Tommaso questa situazione? “Gli dico: ‘Stai zitto. Ne parliamo poi. Ora gioca con i dinosauri, vai agli allenamenti: fai altro’. Bisogna fare altro”.

Oggi è l’anniversario di Milan-Barcellona 4-0, finale di Champions League ad Atene. Tognazzi era presente: “Ci andai in macchina con mio fratello. E’ stata una delle poche volte che, tornando, andai al Casinò di Montecarlo e puntando sul 10 di Gullit vinsi 300 mila lire”.

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