ESCLUSIVA – Tancredi (Ass. Urbanistica): “Il Comune è pronto, aspettiamo i due club”

DiSimone Cristao

Mar 22, 2022

La nostra redazione ha intervistato Giancarlo Tancredi, Assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune di Milano, per fare un punto sulla situazione del nuovo stadio di Milan e Inter.

Assessore Tancredi, la vicenda del Nuovo Stadio San Siro sembra essersi impantanata sull’ormai celebre dibattito pubblico. È così? È un passaggio obbligato senza il quale non è possibile proseguire?
“L’ultimo atto ufficiale del procedimento risale a novembre 2021 quando la Giunta ha ribadito l’interesse pubblico con però delle condizioni, tre in totale e piuttosto semplici, tra le quali quello dell’abbassamento delle volumetrie (le altre due sono riconfigurazione a distretto sportivo dell’area con ampia valorizzazione e incremento del verde e aggiornamento del Piano Economico Finanziario nella successiva fase progettuale, ndr).
Il dibattito pubblico è obbligatorio ed è previsto per legge dal Codice Appalti. Il Comune di Milano in tal senso ha fatto un interpello alla Commissione Nazionale Dibattito Pubblico che fa capo al Ministero delle Infrastrutture perché avevamo il dubbio che non si applicasse la norma del dibattito pubblico essendo non ordinaria la procedura seguita dai Club ma tale commissione ne ha comunque confermato l’obbligatorietà.”

A che punto siamo allora con il dibattito pubblico?
“La stessa Commissione Nazionale Dibattito Pubblico ha redatto delle linee guida dove viene esplicitato che lo stesso debba tenersi su un dossier di progetto dell’opera. Il punto è che il Comune ora ha in mano il dossier di progetto con l’indice di edificabilità territoriale precedente, quello più alto (le famose volumetrie, ndr). Quindi la Giunta ha chiesto di modificare questo studio di fattibilità ormai superato e ora siamo in attesa che le squadre presentino tale dossier di progetto perché altrimenti il dibattito pubblico non ha la documentazione idonea per partire.”

La palla quindi è passata nelle mani delle due squadre?
“Se vogliamo usare una metafora calcistica, la palla ora è nelle metacampo delle due squadre che formalmente non hanno ancora comunicato le loro intenzioni, salvo una lettera in cui chiedevano una deroga al dibattito, deroga peraltro non possibile. Stiamo quindi aspettando il dossier aggiornato dai due Club. Il Comune da parte sua ha comunque già avviato le interlocuzioni con il Ministero dando la propria disponibilità a individuare la figura del coordinatore del dibattito pubblico attraverso una procedura di gara.
Insomma, se le squadre battono un colpo noi partiamo.”

Le due società hanno espresso almeno al Comune l’intenzione di proseguire l’iter e quindi produrre i documenti necessari alla partenza del dibattito pubblico?
“Siamo nel silenzio per ora, c’è molta prudenza in entrambe le squadre. Immagino che stiano prendendo una decisione e che ci stiano già lavorando. Penso che per la tipologia delle loro proprietà non sia semplice e veloce arrivare a prendere delle decisioni. La speranza è che il dossier arrivi quanto prima.”

Una volta che questo dossier viene prodotto dalle squadre e si avvia il dibattito pubblico, quali sono le tempistiche di tale procedura?
“La norma dice massimo 10 mesi, con altri 2 in aggiunta in casi eccezionali. La stessa norma però non indica una durata minima e Comune e Sindaco hanno già dichiarato che cercheranno di abbreviare al massimo i tempi, lavorando per un dibattito che si contenga in alcuni mesi. Peraltro nei fatti un dibattito c’è già, dello stadio tra Consiglio Comunale e media se ne parla già molto. Sinceramente non penso si andrà lunghi per mesi e mesi, l’importante è dare voce a tutti coloro che vogliono poter esprime differenti punti di vista. Ci saranno confronti diretti tra amministrazione comunale, squadre e cittadini e sarà il coordinatore a calendarizzare gli incontri.
Noi cercheremo di accorciare al massimo i tempi, non per favorire una parte o l’altra, ma perché riteniamo corretto, anche ai fini della legge sull’efficienza ed efficacia dell’operato pubblico, abbreviare al massimo il procedimento.”

In gennaio ha affermato di aver fatto partire uno studio d’area sull’intera zona di San Siro. A che punto è tale studio?
“Lo studio d’area sull’intero quartiere è ancora in fase di studio, penso possa concludersi e reso disponibile entro un paio di mesi. È stato un lavoro fatto al meglio possibile per studiare sia i problemi che le potenzialità della zona. L’intero quartiere ha tanto margine di crescita e il Comune ha ben chiaro ciò, si va dai 15 milioni già stanziati per riqualificazione della zona di p.za Selinunte fino al sistema verde dei parchi.”

Il 5 marzo era la data limite per depositare le firme per gli eventuali referendum comunali: com’è lo stato dell’arte in tal senso?
“I referendum depositati sono due, uno è abrogativo sulla delibera di conferma della dichiarazione di pubblico interesse per il nuovo impianto a San Siro, l’altro è propositivo articolato su cinque punti:
1. Salvaguardia dello stadio attuale
2. Riqualificazione dell’odierno Meazza
3. Elaborazione di un piano generale d’area (che peraltro stiamo già facendo)
4. Coinvolgimento dell’intera cittadinanza per tutto il procedimento amministrativo
5. Revoca di ogni atto incompatibile con gli obiettivi e i contenuti indicati
Il cuore di questo secondo referendum come ben si capisce è il mantenimento del Meazza.
Le firme sono state depositate entro la data e ora sono all’esame della regolarità. Un comitato di garanti poi ne dovrà valutare l’ammissibilità e nel caso tutto fosse a norma andrebbero raccolte altre 14.000 firme nei successivi 120 giorni.”

Sullo sfondo però ci sono le Olimpiadi del 2026 che non son poi così lontane…
“Noi speriamo che con il dibattito ci sia comprensione reciproca da parte degli attori in scena per non allungare ulteriormente i tempi. All’orizzonte per Milano ci sono le Olimpiadi del 2026 e questa città ha sempre mostrato di rispettare questo tipo di eventi e scadenze.
Cerchiamo quindi di arrivare al meglio e di non perdere ulteriore tempo.”

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