ESCLUSIVA, Pastore: “Arrivo di Ibrahimovic segnale per Pioli: è legato all’esonero?”

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Pastore in esclusiva si concentra sul ritorno di Ibrahimovic: il momento non è casuale, ecco l’effetto che ha su Pioli

Il tema degli ultimi giorni in casa Milan è il ritorno di Ibrahimovic, Giuseppe Pastore in esclusiva a Radio Rossonera valuta le correlazioni con Pioli. L’annuncio è arrivato prima di una partita così importante, quella con il Newcastle che sancisce il futuro dei rossoneri in Europa. Il giornalista di Cronache di Spogliatoio mette in evidenza la fragilità mentale del Diavolo: Zlatan servirà a quello?

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Dilemma Milan, meglio l’Europa League o concentrarsi sul campionato? “L’Europa me la voglio giocare sempre, non posso guardare una partita sperando di perderla. Vero è che due anni fa il Milan ha vinto lo scudetto anche perché non aveva più l’impegno in Europa. Lo scudetto è già difficile a questo punto, la Champions League è ampiamente alla portata. Certo è che l’Europa League porta via tanta energie. Se il Milan esce dal girone bisogna fare valutazioni più serie, in particolare sull’allenatore. Vincere aiuta a vincere e tira sul morale dei singoli giocatori”.

Tornato Ibrahimovic: “Sono molto curioso, non sappiamo nulla del Ibrahimovic dirigente. Vedremo se terrà lo stesso atteggiamento, dovrà cambiare la comunicazione. L’annuncio è arrivato in ritardo, sembra arrivato apposta prima di una partita così importante, anche per il futuro di Pioli. Ibrahimovic arrivato per l’esonero di Pioli? Questo è uno dei temi. Mi aspettavo di vederlo a Milanello, mi aspetto di vederlo a Newcastle. Mi sarebbe piaciuto ci fosse una conferenza di presentazione, il fatto che non ci sia stata aumenta la nebbia”. 

Ibra uomo di campo o in altre forme?Non ci si inventa manager in sei mesi, penso sarà più un uomo di campo. Farà da raccordo nello spogliatoio, sarà utile nel rapporto con i giocatori. Come 4 anni fa arriva dopo Bergamo, dovrà assistere Pioli o un altro allenatore? Lo sceglierà Ibra il nuovo allenatore? Il primo compito però sarà sicuramente a livello psicologico. Lo svedese in questo momento può trasmettere di più rispetto a Pioli”. 

Da cosa deve ripartire il Milan? “Il primo aspetto è quello a mentale, la Juventus per esempio non ha la rosa del Milan. I rossoneri hanno diversi tracolli, deve crescere nella continuità all’interno della stessa partita. In trasferta fanno molto fatica, è una squadra che ha paura. Ibra può intervenire su come reagire alle difficoltà. I nuovi arrivati in questo momento non riescono a reagire alle difficoltà. Mancano i leader, per esempio Tonali era un leader, ora il vuoto della sua assenza si fa sentire”.

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