ESCLUSIVA – Jacobelli: “La lotta scudetto si deciderà il 22 maggio. Ibra è fondamentale”

DiJacopo Cesaretti

Feb 15, 2022
Xavier Jacobelli

Xavier Jacobelli, direttore di Tuttosport, è intervenuto al Talk dicendo la su diversi argomenti: Da Leao al rinnovo di Ibra.

Su Rafael Leao

“Intanto bisogna fare i complimenti a Maldini e a Massara perché al suo tempo ebbero l’intuizione di credere in questo ragazzo. Pur essendo giovanissimo ha disputato 100 partite con la maglia rossonera, segnando diversi gol e soprattutto dimostrando quale sia il suo valore e il suo talento. Lo ha ribadito anche in occasione del successo sulla Sampdoria, è l’uomo in più in attacco. Più in generale beneficia del gioco che Pioli, da quando è alla guida del Milan, ha dato alla squadra. Se ripenso a quale squadra avesse trovato Pioli nel 9 ottobre del 2019, quando assunse la direzione tecnica della squadra, e a dove abbia portato il Milan in questi due anni e mezzo: abbiamo una prova provata della grandezza del lavoro dal tecnico emiliano.”

Sulla lotta scudetto

“Io penso che la volata per lo scudetto si deciderà il 22 maggio, l’ultima giornata fissata dal calendario del campionato. Credo che il Milan abbia dato una dimostrazione di forza soprattutto nei momenti più delicati della stagione, quelli in cui ha dovuto fare a meno di giocatori importanti. Non vorrei che fosse dimenticata o sottaciuta l’assenza di Ibrahimovic che nel Milan in quel ruolo è particolarmente significativo. Non soltanto quando gioca ma anche in quanto a leadership all’interno della squadra. 

Detto questo è evidente che sia uno dei campionati più interessanti degli ultimi 15 anni. Ne abbiamo avuti 9 dominati dalla Juventus, l’ultimo conquistato dall’Inter, ma un equilibrio tale con queste 4 squadre che si possono giocare il titolo è difficile trovarlo. È vero che la Juve accusa un distacco di 9 punti dal Milan, ma è altrettanto vero che mancano 13 giornate da giocare e per altro l’Inter deve recuperare una partita. Anche l’Atalanta che lotta per un posto in Champions deve recuperare la partita con il Torino e presumibilmente questi incontri verranno recuperati a primavera inoltrata.

Come abbiamo saputo la Federcalcio ha chiesto alla Lega di rinviare la giornata del 20 marzo per aiutare la nazionale che il 24 dello stesso mese giocherà a Palermo il primo dei due auspicabili spareggi per il Qatar affrontando la Macedonia del Nord. In caso di vittoria, andando in campo successivamente contro la vincente di Turchia-Portogallo.

L’equilibrio che regna al vertice è un dato di fatto che non ha precedenti nella storia recente del campionato. Il Milan però ha dimostrato in quella che Pioli ha definito “la settimana perfetta”, di avere gli uomini e soprattutto la mentalità tale da consentire  ribaltare il risultato del derby in 3 minuti e di continuare a vincere”.

Sul doppio derby di Coppa Italia

“Io penso che la prospettiva per i rossoneri sia particolarmente intrigante, rammentando anche la doppia semifinale di Coppa Italia. È un trofeo che il Milan insegue da 19 anni e mai come in questo momento ritiene che sia possibile riconquistare.

Io credo che, alla luce anche del risultato dell’ultimo derby, non ci sia una partita più esaltante ed intrigante di questa sfida.  Un eventuale, doppio, successo nel derby consentirebbe la qualificazione alla finale del trofeo nazionale. Tutto questo conferirebbe alla squadra una straordinaria carica psicologica, per proseguire lungo il cammino che è stato imboccato”.

Sull’operato della dirigenza

“Vorrei anche evidenziare l’opera di risanamento dei conti che Ivan Gazidis sta portando avanti. I dati dell’ultimo esercizio ufficiale ci dicono che le perdite siano state dimezzate. Così come è importante il segnale che il Milan ha lanciato ai procuratori, a partire da Donnarumma e Calhanoglu e presumibilmente arrivando a quella di Kessiè. È un Milan che in questi anni ha avviato il suo rilancio ai massimi livelli impostando una strategia di marcato che punta sulla scoperta e la valorizzazione di giovani talenti. Da notare anche il contenimento del monte ingaggi, anche a costo di rinunce dolorose come quelle dello scorso mercato. Le alternative però si sono rivelate all’altezza della situazione”.

Sul rinnovo di Ibrahimovic

“Io penso che Ibrahimovic abbia ridato al Milan quella leadership che era mancata negli anni precedenti, in virtù del ritiro di alcuni capi saldi fondamentali della squadra. C’è soltanto l’imbarazzo della scelta nel citarli, riferendosi all’epopea del grande Milan berlusconiano sia a quella degli anni più recenti. Ibrahimovic è un fuoriclasse. Al di là della eccezionale longevità agonistica che sta mostrando e della capacità di reagire ai colpi bassi della sorte, gli infortuni. È un punto di riferimento di fondamentale importanza. Lo sarebbe, poi deciderà la società, anche nella prossima stagione.

È un Milan che sa quanto sia importante ritornare in lizza nella Champions League. Vi è ritornato dopo 7 anni di assenza, ha pagato un inevitabile pedaggio all’inesperienza, ma anche errori arbitrali macroscopici. Ciò detto, è un Milan che a mio avviso ha ancora bisogno di avere Ibrahimovic nonostante la carta d’identità. È un campione che compirà 41 anni in ottobre ma lui è l’eccezione che conferma la regola. Per questo motivo io credo che esistano le possibilità per una conferma, poi dipenderà dalla volontà dell’interessato e della società. Ma questo Milan è un mix molto ben assortito, di campioni del calibro di Ibrahimovic e di talenti che stanno crescendo così come Rafael Leao si sta dimostrando”.

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