ESCLUSIVA – Di Stefano: “Lo stadio a Sesto un vantaggio per tutti. Aspetto solo Milan e Inter”

DiSimone Cristao

Mar 17, 2022

Il nostro direttore Simone Cristao ha intervistato il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano, per una chiacchierata sul tema caldo del momento: il nuovo San Siro.

Sindaco Di Stefano, da qualche giorno lei ha riproposto la candidatura di Sesto per ospitare il nuovo stadio di Milan e Inter: ma in cosa Sesto può battere Milano?
Costruire lo stadio a Sesto avrebbe di sicuro grandi vantaggi: garantirebbe minori tempi di realizzazione del progetto in un’area che si sta ancora trasformando, quindi ancora permeabile a modifiche e che potrebbe esser studiata oltre che come area che ospita il nuovo tempio del calcio anche come zona commerciale viva e operativa sia durante la gara che durante la settimana.
Le aree ex Falck e Marelli che andrebbero ad ospitare la struttura, le più grandi aree dismesse d’Europa, sono già state in gran parte demolite e in buona parte bonificate e ciò garantirebbe tempi accelerati per la cantierizzazione.
Dalla sua Sesto potrebbe assicurare anche quattro nuove fermate della metropolitana di cui due in prossimità dell’area, una stazione ferroviaria e un nuovo svincolo autostradale che consentirebbe di ospitare l’utenza che arriverebbe per gli eventi sportivi e arriverà sicuramente per il progetto più grande di Regione Lombardia, la Città della Ricerca e della Salute.
L’area del nuovo stadio si trova inoltre a soli 15 minuti da Linate e oltretutto credo che in una logica più ampia di città metropolitana possa tornare utile a Milano stessa una delocalizzazione di un impianto di tale portata, anziché tenerlo in zona San Siro con tutte le criticità del caso come viabilità e residenti.
Sarebbe un vantaggio per tutti questa soluzione.

Quali sono le diversità e i passaggi concreti nel costruire uno stadio in un’area pubblica come per San Siro piuttosto che in un’area privata come accadrebbe per Sesto.
È
palese che gli step burocratici da affrontare per un’area privata siano più leggeri e veloci. Dopo il deposito del progetto si tratterebbe soltanto di approvarlo e di applicare la variante: tempo massimo un paio di anni e avremmo l’ok per costruire e iniziare il cantiere. Il piano di governo del territorio consente infatti l’arrivo sulle ex aree Falck di una struttura di interesse pubblico come lo stadio. L’intera zona si sta sviluppando per blocchi, ora ad esempio Hines sta realizzando residenze, parco e zona commerciale non lontano dalla stazione FS ma ci sono molti altri blocchi che possono ospitare lo stadio.

-Leggi QUI anche “Milan-Origi: ci siamo! Spunta però il nodo contratto”-

Esiste già un progetto molto ben definito per la costruzione del Nuovo San Siro. Pensa sia possibile traslare questo progetto a Sesto?
Il progetto di Populous-La Cattedrale sarebbe trasferibile a Sesto, sia a livello di volumetrie per l’abbondanza di spazio nelle ex aree Falck, sia a livello di normativa urbanista che possiede una flessibilità tale da poter ospitare una struttura come lo stadio se inserita nella progettazione generale. Andrebbe in ogni caso visto il progetto con gli uffici tecnici ma potrebbe trattarsi solo di smussature del caso. Considerando però che la zona è grande 1.250.000 mq e il progetto attuale dello stadio è di 150.000 mq siamo solo a poco più di un decimo dell’intero spazio dell’ex area Falck.

Nelle scorse settimane si era fatto il nome di Giuseppe Bonomi, AD proprio di MilanoSesto, come possibile gestore del dossier stadio.
Con Bonomi abbiamo lavorato molto bene negli ultimi anni con MilanoSesto. Fosse lui a prendere in gestione per conto di Milan e Inter il dossier stadio sicuramente vista l’ampia conoscenza pregressa si potrebbe creare da subito una buona sinergia di base. Ciò non esclude che chiunque fosse il referente delle società che volesse decidere di contattarci sia il benvenuto.

Pensa che le arriverà mai la fatidica telefonata di Milan e Inter?
Per costruire lo stadio a Sesto c’è bisogno della disponibilità di tre soggetti: il Comune di Sesto che, ribadisco, ha già dato una sorta di ok politico, la proprietà dei terreni e le due società.
La mia è anche un’opera di marketing territoriale: voglio far conoscere il più possibile quanto è cambiata Sesto e quanto potenziale ancora può offrire.
Ad esempio abbiamo approvato il piano di governo del territorio a fine 2021 e dopo una settimana il S.Raffaele 2 ha comunicato l’acquisizione di 110.000 mq per la realizzazione dell’Università dell’Ospedale e dello studentato.
La costruzione del nuovo tempio del calcio milanese sarebbe un bel regalo che porterei alla mia città, che nel 2022 è anche Città Europea dello Sport.
Coroneremmo un bellissimo sogno.
Sesto ha tutto il potenziale, se le società sono interessate noi ci siamo.

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photocredits: nuovostadiomilano.com

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