ESCLUSIVA – Currò: “Sarebbe bene che la proprietà iniziasse a spiegare”

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Nel corso dell’appuntamento odierno con il Talk, la nostra trasmissione che va in onda dal lunedì al giovedì dalle 16:00 alle 17:00, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Enrico Currò, giornalista de La Repubblica. Tema portate del suo intervento la società del Milan e le valutazioni sulla stagione.

Esclusiva Enrico Currò La Repubblica

SULLA STAGIONE: “Qual’era l’obiettivo principale della stagione? Credo che nel calcio di oggi sia quello di qualificarsi alla Champions League. Io ho approfondito le indiscrezioni che iniziavano a circolare dopo le esternazioni di Maldini dopo l’euroderby di ritorno. Sembra che la proprietà, e sarebbe bene che qualcuno iniziasse a spiegare l’assetto azionario del Milan, si sia esposta al momento soltanto per difendere Pioli e non riguardo il lavoro di Maldini e Massara. La deduzione che ne traiamo è che Pioli viene tutto sommato assolto per la stagione, il mercato invece è stato additato come deficitario e carente”.

“Stante il fatto che Maldini e Massara hanno un contratto in scadenza nel 2024 e Pioli nel 2025, e considerando che questa proprietà ha come obiettivo primario sempre i conti, siamo portati a concludere che siano molto più in bilico Maldini e Massara rispetto a Pioli. Detto ciò, io credo di aver capito che se il Milan si qualifica per la prossima Champions League, cosa che mi sembra oggettivamente molto possibile, non succede nulla. Se manca la qualificazione, allora può essere messo tutto in discussione. Ma sempre per ragioni di conti e di bilancio”.

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SULLA SOCIETÀ: “Penso che sia paradossale quello che succede. Io non sono un tifoso del Milan, ma da tanti anni seguo le vicende dei rossoneri e sono giornalista di mestiere. Ho l’obbligo di dare le informazioni prima di tutto, senza schierarmi. Personlamente penso che il Milan, in questo momento, sia identificato in tutto il mondo con Paolo Maldini, molto più nel bene che nell’eventuale male. Mi sembra incredibile mettere in discussione una figura del genere. Dobbiamo tornare forse al Bayern di Beckenbauer per trovare un simbolo di un grande club che sia anche un dirigente operativo che ha dimostrato di lavorare così bene”.

“Quest’anno, per forza di cose, bisognerà risolvere le eventuali pendenze molto prima dell’ultimo giorno. Lo scorso anno Maldini e Massara sono partiti molto in ritardo sul mercato anche per la situazione contrattuale. Anche il cambio di proprietà a cavallo del mercato ha inciso. E vorrei ricordare che i famosi 50 milioni di budget, indicati come una colpa di Maldini e Massara, sono pochi. Oggi nel mercato moldiale, per prendere un giocatore nel ruolo di De Ketealere non è altissima. Poi magari possono aver sbagliato il profilo, ma uno che ti fa fare veramente il famoso salto di qualità costa molto più di quanto non sia stato pagato il belga”.

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