il 05/06/2023 alle 17:02

ESCLUSIVA, Condò: “Milan, sfrutta le occasioni! Un promosso e tanti bocciati”

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Si è chiusa un’altra stagione di Serie A, e allora è tempo di bilanci e di calciomercato. Per parlare di questi temi, è intervenuto oggi al nostro Talk il giornalista Paolo Condò.

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È stato promosso il Milan? “Il Milan è stato promosso da me, prende 6.5 in questa stagione. E parlo naturalmente di tutte le competizioni. La semifinale di Champions League è stato il valore aggiunto di questa annata rossonera, perché è un traguardo straordinario. Mi rendo perfettamente conto che per molti tifosi la valutazione è stata difficile perché sei uscito con l’Inter. Con altre sarebbe stato apprezzato nella sua interezza, così l’amarezza è pesante. Questa qualificazione rende l’annata più che sufficiente anche se, non ce lo nascondiamo, in campionato e nelle coppe il rendimento non è stato all’altezza dell’anno scorso”.

Tra tutti i protagonisti del Milan, Condò, chi è stato il migliore della classe e chi il rimandato? “Il migliore della classe ha appena rinnovato il contratto, quindi fa anche piacere poter festeggiare che sia rimasto nella stessa scuola, continuando in questa metafora. Una cosa che non consideriamo mai della stagione di Leao è il fatto che abbia giocato i mondiali. Anche se non da protagonista nel Portogallo, gli hanno interrotto la stagione a metà ed è stato uno dei motivi, riscontrabili anche in Theo e Giroud, della crisi del Milan tra gennaio e febbraio. I suoi migliori giocatori erano fuori condizione, una volta risaliti la squadra è uscita da quel tunnel avvitato in una crisi. Parliamo dei fari di questa squadra. Sono giocatori che devono continuare a crescere. Quello che ormai possiamo chiamare nucleo storico continua ad accrescere il rendimento.

Erano cresciuti già dopo lo scudetto, e avrebbero avuto bisogno di rinforzi che sono mancati in questa stagione. Chiaramente non si possono sbagliare due mercati di fila. E io mi aspetto dal prossimo un grande rafforzamento, anche numericamente”.

Poi, Condò continua: “Se vogliamo passare ai rimandati, dopo tutta una serie di promozioni, sono Maldini e Massara. Nel senso delle loro scelte di mercato, perché alla fine l’unica valida fin dall’inizio è quella di Thiaw. Chiudiamo l’annata sul mercato estivo scorso con un promosso, un promosso con riserva (Pobega), e poi solo bocciature per tutti gli altri”.

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E De Ketelaere? Lo confermeresti o, nel caso, con quei soldi dove reinvestiresti? “Sicuramente ci vuole un centravanti giovane. Sei uscito con grande classe del protagonista, con l’equivoco Ibrahimovic. Perché anche l’anno scorso, secondo me, per quanto ultimo contratto e tutte le misure del caso, hai pensato a tre centravanti e non due. Io mi dimentico sempre di Origi, è stata una delusione. Leggo di Openda che ha fatto sfracelli in questa stagione. Dobbiamo pensare non solo che il Napoli ha trovato Kvaratskhelia a un prezzo ultra competitivo, ma che Kolo Muani l’anno scorso è andato gratis all’Eintracht. Ci sono delle occasioni che vanno sfruttate”.

Poi, affronta l’argomento CDK: “È giusto il ragionamento che viene fatto: ‘Ricordatevi di Leao e di Tonali’. Però non lo so, io sono indeciso perché De Ketelaere aveva già avuto esperienze in Champions League con il Brugge e a me era anche piaciuto. Non mi nascondo, avevo salutato con favore il suo arrivo al Milan. Fin dall’inizio, quando si capiva che non ingranava, a me ricordava molto Dennis Bergkamp. Quindi, sbilanciandomi, se si riesce a trovare i soldi da un’altra parte per fare mercato, un altro anno glielo darei”.

Infine, su Pioli e la continuità di progetto: “Mi è piaciuto di Pioli, nel momento di crisi, che si è inventato una cosa nuova. Siamo abituati ad allenatori che in questi casi stringono le viti ulteriormente, vanno con il loro modulo e non lo toccano. Diventano solo più talebani. Io ho apprezzato la difesa a 3, che comunque non fa parte della storia del Milan. Ma era stata come la maglietta di lana a un influenzato, facendolo guarire. Appena ha percepito che fosse in via di guarigione, l’ha tolta tornando a quello che deve essere l’abito tattico del Milan”.

Ancora Condò: “Gli viene anche imputato di non aver mai fatto vedere Adli, sostanzialmente. E anche aver insistito poco sui nuovi acquisti. E qui bisogna andarsi a fidare oppure no”.

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