ESCLUSIVA – Condò: “Leao non è più lui. Spina staccata? Assolutamente no”

Nel corso del nostro appuntamento odierno con il Talk, ai microfoni di Radio Rossonera è intervenuto Paolo Condò. Con l’esperto giornalista abbiamo parlato del momento delicato del Milan e di qualche singolo della rosa di Pioli.

Sulla corsa scudetto: “Una cosa è il racconto di quanto questo campionato sia alterno e divertente, un’altra è il valore tecnico del nostro torneo. La scorsa estate un po’ tutte le grandi squadre hanno perso una serie di giocatori, qualcuna li ha sostituiti bene, qualcuna male e altre non hanno potuto sostituirli. Stiamo parlando di giocatori andati via per motivi economici. Era abbastanza probabile che questo campionato fosse più modesto rispetto al precedente. Già non venivamo da anni di grandi campionati, ma delle squadre che si stanno battendo per il titolo ciascuna ha qualche cosa che non va, è imperfetta”.

Cosa sta succedendo al Milan? “Non so se stia succedendo una singola cosa, diciamo che è arrivata a scadenza una cambiale, che è l’attacco dei giocatori anziani. A Leao non so cosa stia succedendo, ma da un mese non è più lui. Io l’ho sempre giudicato come il talento più cristallino che c’è in Serie A, ma quello che è successo nell’ultimo mese è stato deludente. Se il Milan vincerà il titolo, che è ancora una cosa possibile, Giroud con i gol del derby e di Napoli dovrà essere considerato uomo scudetto. Il minutaggio che lui aveva avuto al Chelsea in campionato nelle ultime stagioni non superava i mille minuti, e questo ti dice di un eccellente giocatore, un campione del mondo, che però le sue campagne le aveva fatte. Erano molti anni che non giocava così tanto. La zampata di Giroud è stata esaltante in un paio di occasioni, ma la continuità partita per partita non gliela puoi chiedere. E’ chiaro che è mancato Ibrahimovic a un certo punto, perché nei piani doveva essere titolare. Io ho sempre pensato che il suo rimpiazzo dovesse essere giovane. Anche perché sarebbe stato in grado di insegnare a un attaccante giovane una quantità di cose tali da fare 3 anni in uno. Ieri sera a un certo punto, quando Pellegri è arrivato nel finale, io credo tutti i tifosi del Milan abbiano pensato che sarebbe stata la legge del contrappasso totale. Invece non ha fatto gol. Lui era stato il tentativo low cost per trovare il giovane che fosse utile, ma purtroppo da inizio carriera convive con degli infortuni che lo fanno giocare pochissimo”.

Poi, prosegue nel discorso: “Io molte volte ho fatto il nome di Scamacca come centravanti. Mi rendo conto che il Sassuolo chiede molti soldi per i suoi attaccanti, e anche per la politica di bilancio del Milan è costoso. Un nome che avevo fatto quest’estate per le nostre grandi squadre in generale era quello di Abraham, che è stato uno che ha avuto un impatto forte. Se vai a vedere gli stranieri che hanno avuto il maggior impatto in Serie A sono lui e Tomori, entrambi giovani del Chelsea”.

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Valutazioni eccessive su altri giocatori offensivi? “Per quanto riguarda Rebic sono d’accordissimo. E’ successo qualcosa dal punto di vista fisico in questa stagione. Io me lo ricordo dominante nell’andata con la Juventus. Ho pensato potesse essere il suo anno, ma poi con gli infortuni è sparito dai radar. Poi quando entra ti fa il gol che ti salva a Salerno, il giocatore c’è sempre. Però non c’è la sua continuità fisica ed atletica che ti sarebbe servita. Ieri sera il miglior Rebic sarebbe servito come il pane e non ce l’avevi. Poi Messias è stata una scommessa, nel momento in cui fece il gol al Wanda Metropolitano pensai che Maldini ci avesse preso ancora. Aveva vissuto due o tre settimane in paradiso. Poi ha denunciato il fatto di essere arrivato tardi a questi livelli. Alcune piccole cose, i famosi dettagli, stanno andando contro il Milan. E non sto parlando di sfortuna, ma di scelte sbagliate”.

La squadra ha staccato la spina? “Assolutamente no. Anche ieri il Milan l’ho visto dominante, nettamente superiore al Torino. Quando Juric ha detto che meritava di vincere mi sono chiesto come facesse ad avere un’opinione del genere. La cosa grave è stata non costruire palle gol. Le due occasioni in cui poteva far gol sono state la discesa di Leao e il tiro di Tonali. Stiamo parlando di una squadra che non segna più e che non subisce più gol. Questo dopo aver perso Kjaer a inizio stagione, adesso Kalulu e Tomori sono una gran coppia. Non sono assolutamente negativo sull’atteggiamento del Milan. Vorrei capirne di più sul perché la classe di Leao si sia addormentata”.

Da chi ripartiresti allora? “Il fatto di riuscire a dominare una partita ti dice che il gioco continua ad esserci. Immagino che sia un momento più da psicologi questo. Per esempio, Theo Hernandez è un giocatore portentoso quando ha la misura di quello che fa. In queste ultime partite, consapevole di armi che non ci sono più o non funzionano, tenta di fare troppo. Lo vedo partire e ho già la sensazione che non arriverà. Se lui tornasse a fare quello che deve e sa fare bene, ci sarebbe più ordine e i suoi strappi sarebbero più letali. Adesso devi preparare una squadra come il Genoa che attacca male ma difende bene. Sarà un’altra gara di grande sofferenza. E’ chiaro che la ricetta è quella di segnare presto, ma si ritorna sempre su Leao. Se torna è lui il giocatore che te la può sfangare. Un giocatore del quale avevo fiducia era Saelemaekers, che è un po’ sparito. Ieri sera non mi è piaciuto, non mi ha dato quello che io pensavo potesse dare alla fase offensiva del Milan”.

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