ESCLUSIVA – Alessandro Milan: “Rigore all’Inter grazie ad un passo di tango. Con l’Atalanta ne vorrei uno inesistente”

Nel corso del consueto appuntamento con Lunch Press, è intervenuto ai microfoni di Radio Rossonera il giornalista e tifoso rossonero Alessandro Milan.

Si parte dalla serata di ieri, che ha visto il milanista Sinner vincere a Roma agli internazionali di tennis e, ovviamente, la finale di coppa Italia tra Juventus ed Inter:

“Il tennis è l’unico sport che mi appassiona quest’anno, quindi lo seguo con grande interesse. Ieri sera? Ho visto Sinner-Fognini. Di cosa dovevamo parlare? L’Inter il primo rigore l’ha ottenuto grazie ad un passo di tango, perché è fondamentale nel tango che uno dei due partner infili la gamba tra quelle del compagno, avvinghiandosi. Adesso è stato rinominato il passo Lautaro. Devo dire che l’Internazionale dei rigori la seguo, e sono riusciti a battere ai rigori la Juve. Al di là degli sfottò, mi diverto perché la prima reazione degli interisti è sempre che quandanche ci fossero dei dubbi, rispondono che devono recuperare 30 anni di malefatte. In teoria fino al 2070 si ritengono legittimati a fare tutto. Vorrei che iniziasse il turno del Milan. Con l’Atalanta domenica, al secondo minuto vorrei un rigore che non c’è. E che se lo sbagliamo venisse ripetuto. E se lo segniamo, al sesto poi ne vorrei un altro. Però diciamo la verità, questo sta creando uno spirito di corpo tra noi milanisti. Non ne abbiamo bisogno perché siamo già il popolo più straordinario della terra, ma questo ti dà l’idea che siamo proprio contro tutto e contro tutti. Se vinci quest’anno (con un ‘se’ gigantesco) dopo Spezia, Udinese, Belotti… Per esempio, ieri il secondo rigore dell’Inter era netto. Ma, con quel metro di giudizio, quando Vlahovic viene toccato chiaramente sulla scarpa non si va al VAR? Non è rigore netto anche quello? Quantomeno vai al VAR, come Leao che cade a Verona. Faccio notare che prima del secondo rigore di ieri, Brozovic butta palla in fallo laterale nervosamente, come a dire: ‘adesso vai a vederlo’. E questi eseguono. Ma come è giusto che sia, in questo caso”.

Poi, prosegue:

“Noi per anni abbiamo avuto arbitri permalosi, che si arrabbiano. Non potevi sfiorarli. Non è tutto questo estremamente bello, e torno al discorso di prima, se dovesse succedere qualcosa? Ancora con un gigantesco se. Potremmo e potremo, in caso, dire che è stato il momento epicamente più alto della storia del calcio. Mio figlio mi ha già detto ‘andiamo a Sassuolo’, io sottovoce ho risposto che magari non serve neanche… Io sono ancora più milanista di lui. Questa generazione non ama il calcio come noi perché nevrotica e molto veloce. Questo problema le società di calcio lo sanno benissimo, perché i ragazzini non si affezionano al gioco del calcio. E’ troppo noioso, una partita è troppo lunga. E’ un problema che non ha una soluzione facile, tra perdite di tempo e giocatori a terra fa fatica ad incontrarsi con i loro gusti”.

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