ESCLUSIVA – Pellegatti: “Allarme Leao? Non saprei dirlo…”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Anche oggi, come sempre dal lunedì al giovedì alle ore 19, Carlo Pellegatti è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni nel corso di Filo Rossonero: tra i tanti temi toccati spicca quello di Rafael Leao.

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Sulla polemica social di Leao, che ha iniziato ieri a seguire il profilo Tik Tok del Chelsea per poi togliere il follow: “I tifosi si sono allarmati per questo gesto. Ora l’ha tolto, magari su consiglio del suo Social Media Manager. A lui piace l’Italia, c’è speranza che rimanga. Al momento però siamo fermi a questo punto. La cosa non si svilupperà, perché il Milan è a Dubai e non ci sarà. Segnale d’allarme? Non lo so. C’è il nervo scoperto quindi ci allarmiamo facilmente. Queste situazioni le viviamo ormai dal 2018. Speriamo di risolvere in fretta, ma positivamente. Se i calciatori vanno via non è una soluzione”.

Sulla questione rinnovi in generale: “Speriamo che Leao e Bennacer rappresentino una sbarra, una barriera che da lì non verrà più superata. Ma finchè non si chiude la situaizone sarà così. Tra il Milan e Leao ci sarà certamente un’incontro prima della fine dell’anno. L’incontro ufficiale con agenti e tutto l’entourage non lo so, né per lui né per Bennacer”.

Sulla partita contro l’Arsenal e il giocatore da tenere d’occhio domani: “Origi. È il nostro giocatore fondamentale, l’insostituibile. Dico così perché Ibrahimovic tornerà a metà o fine gennaio, e dovremo vedere in che condizioni. Bisognerà poi gestire un calciatore come Giroud, che tornerà galvanizzato da Mondiale ma sottoposto a degli stress psicofisici non indifferenti, quindi non potrà giocarle tutte. È fondamentale che Origi sia in buone condizioni. Sono pochi in quel ruolo lì, lui sarà fondamentale. Mi aspetto delle risposte da lui in queste amichevoli”.

Sui giocatori e la loro condizione, dopo la partita con il Lumezzane: “A Pioli non è piaciuto l’atteggiamento, di qualche giocatore soprattutto. Ha fatto bene ad intervenire subito in maniera autorevole. Come approccio alla gara, il Lumezzane è paragonabile ad una squadra di bassa classifica. Se non hai lo spirito di sbranare l’avversario poi ti capita una nuova Cremonese. Pioli si è arrabbiato per l’atteggiamento”.

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