Tag Archives

7 Articles

Posted by Redazione Rossonera on

Milan, sentenza Tas. Il commento del Prof. Umberto Lago. Esclusiva Radio Rossonera

Milan, sentenza Tas. Il commento del Prof. Umberto Lago. Esclusiva Radio Rossonera

MILAN, SENTENZA TAS. IL COMMENTO DEL PROF. UMBERTO LAGO – Questa mattina il Tas di Losanna ha ufficialmente riammesso il Milan alla prossima Europa League. Questo il commento rilasciato dal Prof. Umberto Lago ai microfoni di Radio Rossonera.

Quanto è stato determinante il cambio di proprietà  del Milan ai fini della sentenza emessa dal Tas questa mattina?

Sicuramente un certo peso lo ha avuto perché, non ci nascondiamo, magari senza cambio di proprietà le cose sarebbero andate diversamente. Vorrei però pensare che il cambio di proprietà sia stato utile ma non determinante. Nella sentenza infatti si parla di elementi che non erano presenti al momento della decisione presa dalla Camera Giudicante; inoltre il Tas fa riferimento alla sproporzione della pena“.

È stata importante la presenza fisica di Frank Tuil?

Certo, molto importante anche per far capire quali saranno i programmi futuri di Elliott“.

Il problema per la Uefa era veramente la vecchia proprietà cinese?

Abbiamo sempre saputo che il problema fosse quello: i numeri del business plan andavamo bene ed Elliott aveva comunque garantito la continuità aziendale“.

Perché la Uefa si è occupata della proprietà?

La Uefa ne ha fatto una questione di credibilità, come a dire: con un proprietario non credibile io non firmo nulla“.

La Uefa potrà pretendere da Elliott un impegno pluriennale?

No, non può farlo anche se Elliott ha comunque manifestato un interesse triennale. Nessuno può firmare impegni a non vendere perché può sempre arrivarti la classica offerta della vita. Anche l’Inter dopo il SA passò di mano da Tohir a Suning“.

È vero che la Uefa non vede di buon occhio i fondi di investimento?

È una voce che circola da un po’ ma onestamente non saprei; magari qualcuno la pensa così ma credo che la Uefa non possa entrare in questi tipo di decisioni perché non riguardano aspetti di calcio giocato o regolamentazioni relative al Fair Play Finanziario“.

Ci sono i tempi tecnici per un immediato SA?

C’è un po’ d’incertezza in merito a questo scenario. Il Milan e la Uefa si siederanno attorno ad un tavolo e decideranno cosa fare. La cosa più logica è la definizione di un SA entro pochi giorni: non è una cosa difficile da fare in quanto il SA rientra in paletti già predefiniti. Magari si potrebbe giungere ad un accordo entro la prossima settimana“.

In regime di SA, la proprietà può fare acquisti oppure è obbligata al “saldo zero”?

Dipende da come sarà il SA, in alcuni casi sì, in altri magari saldo zero ad eccezione ad esempio di un giocatore“.

A quanto potrebbe ammontare la sanzione economica da comminare al Milan, sempre che ci sia?

Per tipologia, il caso più vicino da prendere come riferimento potrebbe essere quello dell’Inter. Probabile dunque 20 milioni di euro così suddivisi: 6 mln da pagare in 3 anni (non una multa ma una trattenuta sugli incassi), più 7+7 condizionati al raggiungimento di determinati obiettivi. Il tutto sempre ammesso che la Uefa adotterà uno schema di questo tipo“.

Si aspettava questa sentenza del Tas?

Ci speravo. Ci speravo anche in caso di non cambio di proprietà. Naturalmente però, con Elliott la credibilità con cui si è presentato il Milan è stata ben diversa. Cambio di proprietà determinante ma non esclusivo“.

Dopo la sentenza ha parlato con qualcuno del Milan per commentarla?

Sì, mi ha chiamato Fassone questa mattina per comunicarmi l’esito positivo. C’è grande soddisfazione da parte di tutti; il processo è stato lungo ma siamo sempre stati convinti dall’inizio di avere ragione“.

Il caso Milan farà scuola all’interno delle dinamiche del Fair Play Finanziario?

Più che altro credo che questo dimostri come un club non contento delle decisioni prese dall’Uefa può ottenere ragione al Tas“.

Si sarebbe mai immaginato un Milan coinvolto nel Fair Play Finanziario?

Guardando i bilanci degli ultimi anni, francamente sì (sorride n.d.r.). Il blasone in questi casi conta poco perché si guardano i dati“.

Il Milan ha bisogno di 50 milioni di euro circa di plusvalenze?

No, non mi risulta. In caso di accordo con la Uefa si partirà dalla prossima stagione ed il prossimo bilancio che si guarderà sarà quello che si chiuderà il prossimo 30 giugno“.

Posted by Redazione Rossonera on

Milan, sentenza Uefa. Il commento dell’Avv. Felice Raimondo

Milan, sentenza Uefa. Il commento dell’Avv. Felice Raimondo

MILAN, SENTENZA UEFA – Davanti alla camera investigativa è stato un vero massacro. Fassone ha presentato dei business plan cinesi progressivamente modificati in peius. Quali? Eccoli: 1) maggio 2017 “in 4 anni avremo 230M dalla Cina”; 2) novembre 2017: “no, in 4 anni avremo 130M dalla Cina”, aprile 2018: “no, in 4 anni avremo 42M dalla Cina”.

In ogni business plan si è confermato sempre il rispetto del break even entro il 2021. Nelle pagine vengono citati accordi non vincolanti, quindi trattative, con diversi istituti finanziari per il rifinanziamento (prima HB, poi Merril), progetti di rimborso, ma nessun documento definitivo. La camera investigativa, inoltre, ha dato enfasi alla revisione di Ernst&Young in cui si afferma che a causa di situazioni di stress quali le performance economiche non eccezionali e il rifinanziamento del debito entro ottobre, esistono significativi dubbi sulla capacità della società di operare come azienda nel corso del tempo (continuità aziendale). Tra l’altro, dice la camera investigativa, nell’ultimo business plan non erano previsti aumenti di capitale, al contrario di quanto si vedeva nei precedenti due business plan già depositati.

Confermate le indiscrezioni sul VA, ci è stato rifiutato perché non abbiamo garantito su un fondo vincolato i prevedibili 165M di deficit del piano quadriennale. Ci siamo limitati a garantire i futuri aumenti di capitale, unitamente ad una lettera di intenti con HB in cui il club gli dava l’esclusiva per il rifinanziamento. La strategia di creare una MediaCo sana in cui far confluire tutti i crediti e utilizzare quella per il rifinanziamento è stata adottata fino a fine aprile 2018, quando il Milan è stato deferito alla camera Giudicante. Il 3 maggio il club ha confermato che la priorità è il pagamento del debito della controllante, perché senza aver risolto questo non si sarebbe potuto risolvere il debito del club.

Arrivati davanti alla Camera Giudicante abbiamo subito chiesto, anche come precauzione ex art. R57, comma 3, CAS, di poter visionare le informazioni finanziarie relativamente agli accordi con altri club a cui è stato concesso il SA: PSG, Manchester City e Inter. Richiesta rifiutata dalla UEFA con questa motivazione: c’è tutto sul nostro sito, andate lì. E comunque ne riparliamo in discussione orale (in realtà qui non ne hanno fatto alcuna menzione, stando al provvedimento). Il Milan, quindi, ha chiesto di far ascoltare due rappresentati di Elliott, ma poi il 19 giugno questi non si sono presentati. La squadra era composta da Fassone, Montanari, Cappelli, Aiello (GOP) e Sebastien Besson. Il quorum dei giudici è rimasto confidenziale in quanto lo prevede esplicitamente il FPF. Il Milan ha chiesto alla Camera Giudicante di rigettare la decisione della Camera Investigativa (aveva proposto la nostra esclusione per un anno), di offrirci un SA o di invitare la Camera Investigativa a rivalutare il caso per offrirci un SA. Infine imporre una misura proporzionata.

La Camera Giudicante ha bocciato le prime due richieste affermando che non ha competenza per rivalutare la concessione di un SA sulla base degli artt. 14, 16 (soprattutto) e 19 delle regole procedurali. Per quanto riguarda l’ultima richiesta, quella di un trattamento equo, la Camera Investigativa ha affermato come il Milan all’udienza orale abbia presentato un documento di Project Red Black (Elliott) in cui si certificava che nella eventualità in cui avesse dovuto assumere il controllo, avrebbe garantito al club tutto il supporto necessario anche nel rispetto dei parametri UEFA. La Camera Investigativa però non ci ha sentito da quell’orecchio, in quanto, per loro, la combinazione di una serie di fattori unici ha determinato la decisione di proporre l’esclusione del club: il break even è solo uno degli elementi violati; il business plan dalla Cina è progressivamente diminuito; c’è grande incertezza sul fatto che se il Milan non dovesse ripagare il debito, cambierebbe il controllo e ci sono dubbi sull’effettivo rifinanziamento; inoltre solo un rifinanziamento del debito per tutto il periodo coperto dal SA poteva garantire un SA; non si conoscono le possibili conseguenze di un cambio di controllo; la società di revisione sottolinea i rischi relativi alla continuità aziendale, legati appunto al rifinanziamento; il prospetto di bilancio che termina nel 2018 presenta un deficit dovuto al massiccio investimento in giocatori, contrariamente al consiglio dell’investigatore capo. La Camera investigativa, quindi, ha condiviso tutti questi elementi. Inoltre ha aggiunto che se anche avesse avuto la possibilità di rivedere il SA, non lo avrebbe potuto fare perché il club fino al 2019/2010 avrebbe avuto un significativo discostamento, raggiungendo il break even solo nel 2020/2021.

Su queste basi si è reputato difficile contestare la mancata concessione del SA. Il break even complessivo è stato di 146M nell’ultimo triennio, con un discostamento di 121M dal margine previsto di 25M (rapportato all’ultimo semestre gen-giu 2017). Veniamo alle misure disciplinari: la camera investigativa ha ritenuto di aver sempre trattato i club con equità, ed ha fatto riferimento ai club esclusi per i debiti scaduti (zappa sui piedi?). Inoltre porta come esempio la Dynamo Mosca, esclusa per un grande deficit (dovuto anche ad una massiccia campagna acquisti), e che altrimenti avrebbe partecipato alla competizione in condizione non uguali ad altri club (vantaggio). Il Milan all’udienza orale, in ultima istanza, ha chiesto che la pena, qualora fosse comminata, venisse sospesa. La Camera Giudicante non lo ha concesso sulla base di quanto già detto in precedenza (break even, business plan cinese diminuito, rifinanziamento, cambio di controllo). Per questo motivo hanno ritenuto giusto escludere il club per un anno.

Avv. Felice Raimondo 

(https://avvocatodeldiavoloblog.wordpress.com)

Posted by Redazione Rossonera on

APA Milan: la lettera dei piccoli azionisti a seguito della sentenza Uefa

APA Milan: la lettera dei piccoli azionisti a seguito della sentenza Uefa

APA MILAN, LETTERA PICCOLI AZIONISTI – Edoardo Barone  e Giuseppe La Scala  sono, rispettivamente, Presidente e Vice Presidente dell’ Associazione Piccoli Azionisti del Milan.

Il secondo è anche Presidente di “Milanisti 1899”, l’ associazione di circa 1100 supporter rossoneri che ha promosso “Radio Rossonera” e che, dopo avere sottoscritto circa 50.000 azioni della società, ha iniziato ad assegnarle ai propri aderenti, lanciando la prima campagna di azionariato diffuso del Milan.

Essi hanno congiuntamente dichiarato:

“Anche se la sentenza dell’ UEFA – che ha comminato al Milan una sanzione sproporzionata rispetto ai suoi precedenti – ha punito il Club per le violazioni alle norme sul pareggio di bilancio compiute dalla precedente gestione Berlusconi – Galliani, è ovvio che la situazione pretende comunque, e in tempi brevissimi, un definitivo chiarimento dell’ assetto proprietario.

Già alcune settimane fa i Piccoli Azionisti del Milan indirizzarono al Socio di Maggioranza una lettera aperta – rimasta inopinatamente senza risposta – nella quale gli chiedevano o di assicurare la sua capacità, finanziaria e progettuale, di guidare la società, ovvero di farsi da parte, passando la mano.

Oggi che la sanzione UEFA – anche nella sperata ipotesi che essa sia “alleggerita” dal TAS – obbliga i vertici societari a fare i conti con una programmazione sportiva ed economica ancora più accurata e, comunque, di medio/lungo periodo, i Piccoli Azionisti rinnovano per l’ ultima volta il loro appello.

O la Rossoneri Sport Investment Lux dimostra inequivocabilmente e definitivamente di poter garantire:

  • il rifinanziamento dei debiti contratti dal Milan e scadenti nel prossimo ottobre;
  • il rifinanziamento dei debiti propri, a garanzia dei quali ha costituito in pegno il proprio pacchetto delle azioni sociali, e in difetto del quale si aprirebbe una nuova stagione di insopportabile incertezza sull’ assetto proprietario;
  • un progetto imprenditoriale chiaro e sostenibile, con un orizzonte temporale adeguato all’ effettivo e stabile rilancio del Club nella elite del calcio mondiale;

oppure noi ci auguriamo che l’ Azionista di Maggioranza, dimostrando il proprio senso di responsabilità e l’ avere a cuore gli interessi dei supporter rossoneri – che sono i veri proprietari del Club e i cui sentimenti e passioni devono essere tenuti nella massima considerazione – concluda al più presto le trattative per la cessione della propria partecipazione e consenta il trasferimento del controllo a chi possa garantire al Milan il futuro che esso e i suoi tifosi si meritano”

Edoardo Barone

Giuseppe La Scala

Posted by Redazione Rossonera on

Milan-Li: la mossa di Commisso, l’azzardo del presidente, la strategia. E i Ricketts?

Milan-Li: la mossa di Commisso, l’azzardo del presidente, la strategia. E i Ricketts?

MILAN-LI: È diventata una partita a scacchi, esatto, è proprio così. Da brividi pensare che venga giocata sulla pelle del Milan, ma è la realtà dei fatti.

La situazione è questa. Rocco Commisso dopo giorni di trattativa, mette sul tavolo la sua offerta finaleYonghong Li ringrazia e si alza dal tavolo. Assurdo? Certamente, ma anche reale. Credo però che ogni notizia, ogni spiffero, ogni situazione vada affrontata e studiata con estrema lucidità e logica, solo così ci si può fare un quadro veritiero della situazione.

La notizia mi giunge in nottata, come un mattone. Dura da metabolizzare, perché già mettevo in conto quali sarebbero state le reazioni, ma il compito è di raccontare la verità: per la seconda volta dall’inizio della trattativa, Mr Li si alza dal tavolo al momento di firmare la lettera di intenti. Grande stupore e disappunto da parte di Mr. Commisso, che è convinto di essere in grado di poter risollevare il Milan forte di un patrimonio importante e di una conoscenza del mondo del calcio, inoltre la convinzione dell’americano è che il risultato a Nyon, con lui in carica, sarebbe stato differente.

Tra l’altro l’offerta consentiva a Yonghong Li di restare in minoranza (si parla di un 20/30%) ed avrebbe iniettato nelle casse del club 150 milioni per gestione e mercato. Inoltre l’offerta prevedeva il pagamento del debito e ovviamente negli intenti dell’italo-americano c’era anche il nuovo stadio. E invece Yonghong Li si tira indietro, l’offerta non lo soddisfa e continua a rischiare. La risposta di Commisso? Stop alle trattative.

Parliamoci chiaro, è molto probabilmente una mossa strategica quella dell’americano per poter mettere pressione a mister Li anche in vista della sentenza Uefa, ma la situazione è complicata e soprattutto è una partita che si gioca sulla pelle rossonera.

Da ambienti vicini a Li Yonghong invece, la notizia è una: i 32 milioni ci sono. Certo, non li ho visti, chiaro, ma la notizia è questa. Perché non li ha messi subito? Potrebbe aver voluto dimostrare la famosa “continuità aziendale“, qualcosa del tipo “vedi? non metto i soldi, ma la macchina va avanti lo stesso”. Forte di questi 32 milioni, pronto a versarli nelle casse di Eliott, il presidente cinese affronta di petto ogni trattativa, senza paura. Come un vero giocatore di poker, lasciando il dubbio a tutti se stia bluffando o se abbia in mano realmente qualcosa.

E i Ricketts? Attendono, preparano l’eventuale contromossa e sarebbero pronti a fare un’offerta. Ricordiamo che sono gli unici ad essersi esposti  e che – probabilmente – potrebbero sapere fin dove l’offerta di Commisso possa spingersi (I 500 mln destinati alla NASL..?). Si vocifera anche che siano presenti loro emissari a Milano, ma non ho conferme di ciò. Intanto, la trattativa con Commisso viene definita “Saltata”, tutto va preso con le pinze, come già detto molto probabilmente è una mossa per fare pressione e la palla viene ributtata nel campo di Li, ma il tempo stringe, la situazione non è bella e serve una soluzione per il bene del Milan. Ecco, forse questo è quello che in troppi si stanno dimenticando completamente: il bene del MILAN!

PBP

Posted by Redazione Rossonera on

Calciomercato Milan, il sogno Morata e non solo: le mosse di Mirabelli in attesa dell’UEFA

Calciomercato Milan, il sogno Morata e non solo: le mosse di Mirabelli in attesa dell’UEFA

CALCIOMERCATO MILAN, IL SOGNO MORATA E NON SOLO – Nell’attesa del verdetto Uefa il Milan lavora assiduamente alle sue strategie di mercato. Bisogna farsi trovare pronti e preparati nonostante le notizie che arriveranno da Nyon, per questo il telefonino di Massimiliano Mirabelli è un continuo susseguirsi di messaggi e telefonate, ma non solo perché il ds rossonero è andato a visionare da vicino giocatori (Depay in Italia-Olanda) e proprio a Torino in quei giorni ha fatto incontri (tra poco ve ne parliamo).

2022 VOLTE ROMAGNOLI

Nonostante il fuggi-fuggi tanto atteso, il Milan mette il primo tassello per il futuro: Alessio Romagnoli rinnova fino al 2022. L’annuncio arriva a sorpresa, con una diretta Facebook che trasmette il museo Mondo Milan fino all’arrivo del 13 rossonero, accompagnato da Mirabelli e Fassone e proprio quest’ultimo prende parola con un messaggio chiaro: “In un momento difficile come questo siamo qui per annunciare che Alessio rimarrà con noi per 4 anni“. Pietra tombale sulle (già remote) possibilità della Juventus di portare via Romagnoli da Milano e messaggio per tutti: qui nessuno smobilita, con o senza Europa.

LA PUNTA

Il Milan punta al colpo grosso per l’attacco, la sensazione è che l’investimento importante possa essere proprio quello per il centravanti: in questo momento a quanto ci risulta Mirabelli (dopo l’ennesimo meeting con Gattuso e una cena a Corigliano Calabro, un paio di settimane fa…) ha messo nel mirino una vecchia fiamma, Alvaro Morata. È lo spagnolo il primo della lista per il ruolo di attaccante rossonero. Sai che novità direte voi e allora facciamo qualcosa di più, vi raccontiamo un episodio: il mio braccio destro per quanto riguarda il mercato Fausto Marziano mi chiama e quando lo fa è sempre perché ha una bomba in caldo. “Pietro, Morata è il vero obiettivo per l’attacco” chiosa Fausto, premessa: l’ultima volta che mi aveva parlato di una trattativa con questa sicurezza, era quando – appena nominato dalla Sino Europe Massimiliano Mirabelli, con il Closing non ancora avvenuto – mi disse che l’obiettivo sarebbe stato Pierre Aubameyang, si ok non è andata bene alla fine, ma tutti sappiamo che il Milan ha provato a chiudere per il gabonese fino all’ultimo.

Torniamo ad oggi, anzi a qualche giorno fa, Quello che ancora non sapete e che vi raccontiamo in esclusiva è che ci sarebbe stato un incontro a Torino, in grandissimo segreto, tra Mirabelli e  Alvaro Morata. Il direttore sportivo ha voluto parlare direttamente col ragazzo per capire l’eventuale volontà, il ragazzo gli ha comunicato il gradimento per la maglia rossonera (e anche che forse avrebbe dovuto accettare già lo scorso anno..) con o senza Europa League. Tutto facile? Per nulla, i problemi sono economici: il Chelsea è un osso duro, ha pagato lo spagnolo 80 milioni di euro, non noccioline e non è chiaro ancora quanto sia disposto a scendere di prezzo, il Milan ovviamente non ha budget illimitato ma Mirabelli è intenzionato a provare a portare Alvaro a Milano, operazione non facile ma al momento tutt’altro che impossibile. Se non dovesse essere lui, attenzione ancora alla situazione Dzeko, in calo le quotazioni di Belotti e Immobile al momento, ma occhio al jolly Falcao: anzi, secondo qualche voce non confermata al momento, nella giornata di ieri sarebbe stato avvistato nei pressi di Casa Milan. Allucinazioni o realtà? 

DEPAY

L’olandese piace tanto a Gattuso e a Mirabelli, ma al momento il focus dei rossoneri è sulla grande punta da portare a Milano. Nonostante questo, i colloqui con l’entourage dell’olandese e col ragazzo ci sono stati, non è complicato convincere lui quanto trattare con il Lione, da sempre bottega cara che al momento non sembra disposto a discostarsi da una richiesta di circa 40 milioni di euro, fuori portata in caso di grande spesa per l’attaccante (precedenza al momento).

La volontà è comunque quella di rinforzare il Milan nella giusta maniera, con i 3 acquisti promessi, una mezz’ala, un esterno e una punta. Magari per giocare l’Europa League, guadagnata sul campo, perché anche da quella dipenderà il peso degli acquisti del Milan. E questa volta, non bisogna illudere i tifosi, perché la differenza tra un grande nome e un attaccante funzionale, ti può costare più di quanto risparmi.

PBP

Posted by Redazione Rossonera on

Milan-Uefa: la memoria difensiva, la strategia e il bilancio a -65

Milan-Uefa: la memoria difensiva, la strategia e il bilancio a -65

MILAN-UEFA: BILANCIO A – 65 MILIONI E AFFAIRE “MILAN CHINA”

Come abbiamo anticipato ieri, trapelano altre interessanti novità sulla vicenda Milan/UEFA/Europa League. Innanzitutto, l’udienza avanti la “Camera Giudicante” è fissata per il 19 giugno, non più per il 7, e la sentenza dovrebbe quindi essere emessa qualche giorno dopo. Ciò per poter valutare al meglio sia la memoria difensiva presentata dalla società (e redatta dall’Avvocato Roberto Cappelli (GOP) e da uno dei padri del FFP, il professor Umberto Lago), sia quanto sarà spiegato in occasione dell’udienza del 19 ad eventuale integrazione di essa e in risposta alle eventuali richieste di chiarimento della Corte.

Parliamo di un fascicolo di circa una trentina di pagine, un dossier che la società ritiene “forte e completo. Anche i difensori si dicono fiduciosi, perché fondato sull’evidente miglioramento (non solo prospettico, ma già in parte verificatosi) dei conti del Milan, che prevede di chiudere il bilancio 2017/2018 con un passivo di 65 milioni di euro, e non a – 85 come era stato invece previsto dal budget illustrato dall’AD rossonero Marco Fassone sin dall’Assemblea del novembre 2017. Il dato appare particolarmente positivo anche in considerazione del fatto che tra i ricavi figura solo una piccola parte di quei 35 milioni di Euro che il Milan contava di realizzare in questo esercizio grazie all’attività di Milan China, ma la partenza dell’iniziativa – in grave ritardo per mal valutate difficoltà burocratiche – ha depresso oltre ogni misura questa fonte di fatturato. Un problema? Certamente. Ma anche la controprova che – come spiegano Cappelli e Lago nella loro memoria – l’apporto di Milan China non è al momento decisivo per il miglioramento dei conti rossoneri.

L’ UEFA aveva infatti negato il Settlement Agreement, sostenendo che la previsione per Milan China era eccessivamente ottimistica (quantomeno nei tempi di realizzazione dei benefici attesi). Ma il Milan aveva presentato sin da allora una c.d. “sensitivity analysis” (e cioè un’analisi di scenari comparati) che dimostrava come anche abbattendo del 75% i ricavi sperati, i conti sociali poteva registrare una evidente inversione di tendenza al c.d. “margine operativo lordo” (e cioè il risultato dovuto all’attività caratteristica di una società e non influenzato, ad esempio, dagli ammortamenti su un parco giocatori molto accresciuto, che appesantisce il deficit del Milan), annullando o riducendo significativamente l’apporto di nuova “cassa”. Ma l’UEFA aveva bellamente ignorato questo stress test, ora confermato anche da quanto effettivamente accaduto.

Lo stesso era accaduto quanto ai dubbi sulla continuità aziendale: il provvedimento di diniego del S.A. citava sì le osservazioni di sindaci e revisori, ma “censurava” inspiegabilmente le valutazioni finali degli organi di controllo che superavano ogni dubbio al riguardo, anche in considerazione delle dichiarazioni fatte in proposito da Elliot, principale creditore. Come già detto nel pezzo scritto su queste pagine (e su quelle di Tuttosport), queste sono solo alcune delle stranezze contenute nel famoso dispositivo consegnato dall’UEFA, tra cui ricordiamo il particolare suggerimento di escludere il Milan dall’Europa, dato dalla camera di investigazione a quella giudicante.

STABILITÀ DELL’ASSETTO PROPRIETARIO

Ovviamente nella memoria si è trattato anche il tema dell’assetto della proprietà, e della sua stabilità. Il Milan, a questo riguardo, ricorda come all’Inter sia stato correttamente concesso il Seattlement Agreement, senza richiedere alcuna garanzia al riguardo, tanto che dopo soli 6 mesi la società ha cambiato padrone, senza che ciò – giustamente – abbia causato alcuna rimostranza da parte dell’UEFA. Peraltro, come gli esperti di economia aziendale sanno, la stabilità di tale assetto non è affatto un valore assoluto (basti pensare ai vantaggi per gli azionisti della cosiddetta “contendibilità) e, in ogni caso, è ovvio che esso non dice un bel nulla sulla bontà dei conti di una società. E sono essi a dover contare nelle valutazioni dell’UEFA, non le caratteristiche “giuridico-antropologiche” della proprietà, ovvero la sua (più o meno dichiarata) intenzione di mantenere il controllo almeno per un lungo periodo di tempo. Insomma: il Milan ha lavorato con cura a questo ricorso, e i suoi difensori sono fiduciosi, se la decisione sarà presa conformemente alle regole.

Ma vi è anche qualche preoccupazione: si temono scelte “politiche” più che giuridico-economiche; si teme in particolare che il trattamento riservato alla società rossonera sia utilizzato come monito da indirizzare, ed esempio, al PSG, per dimostrare che la Federazione Europea non esita a punire pesantemente una società con un blasone importante come quello milanista. Inoltre, altra curiosità interessante, non tutti forse sanno che nella camera giudicante c’è un ex dirigente OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), organo da sempre in prima linea nella lotta contro i paradisi fiscali e fondi offshore. E potrebbe quindi esserci anche il tema di una professionale diffidenza verso una proprietà che ha fatto arrivare ingenti somme da Hong Kong e da giurisdizioni caraibiche in modo spesse poco trasparente (anche se ciò è pratica diffusissima nelle transazioni con società finanziarie e non solo dell’estremo oriente).

Per concludere: la memoria difensiva consegnata ha firme importanti e di peso (Cappelli-Lago).
La palla è ora nel campo dell’UEFA, della quale si teme il desiderio di prendere “provvedimenti esemplari”, anche se di taglio assai diverso da quello usato fin qui, in casi simili e talvolta anche meno virtuosi. Ovviamente, da qui a immaginare il Milan già nell’urna ne passa; diciamo che in casa Milan sono fiduciosi di avere fatto tutto il possibile ma in ogni caso “molto cauti”. Nel caso, comunque, sarà #RoadToLosanne.

NEWS PROPRIETARIE

Nel mentre, da una parte c’è il fondo Elliott che viene definito “caldo”, dall’altra c’è la parte cinese che dopo una missione in gran segreto in Italia (appuntamenti per Holding, Uefa e partners), sembra giocare una sorta di partita a scacchi con  Li Yonghong che fa di tutto per non mollare il colpo e restare in pista.

Resta viva l’idea di un socio di minoranza: si tratta di una possibilità concreta e sul tavolo di Li ci sono diverse opzioniIntanto i soldi dell’ ultima tranche del penultimo aumento di capitale, quella da 10 milioni di euro per capirci, sono arrivati lunedì (e disponibili da martedì, per ragioni collegate al sistema swift di trasferimento fondi tra banche non corrispondenti) e ora tocca attendere fine mese per gli altri 30 milioni dell’ ultimo aumento di capitale che è stato “tirato” qualche giorno faSe dovessero arrivare anche questi ultimi quattrini si tratterebbe di un importante prova di forza del presidente Lidiversamente il fondo americano sarebbe pronto ad entrare in gioco, come si paventa dall’inizio di questa storia infinita. MilanElliott?

PBP

Posted by Redazione Rossonera on

Milan, scontro FIFA-UEFA dietro il no sul FFP

Milan, scontro FIFA-UEFA dietro il no sul FFP

MILAN, SCONTRO FIFA-UEFA DIETRO IL NO SUL FFP
Dietro il possibile no alla partecipazione alla prossima Europa League ci sarebbe un grande gioco di potere. I rossoneri vittima predestinata?

Sono le 19 circa, sul display del mio telefonino compare il prefisso 041, è Svizzero, Zurigo: la telefonata che aspettavo.
La persona all’altro capo del telefono è un fiume in piena e io prendo diligentemente appunti: “E’ uno scontro FIFA-UEFA e il Milan è la vittima ideale per mandare un messaggio agli altri club che strizzano l’occhio alla FIFA..” e pensare che tutto era partito da un approfondimento sul nuovo mondiale per club ed invece siamo finiti a parlare di questa battaglia che sta coinvolgendo di riflesso anche il Milan e le sue grane di FFP ed europee.
Ecco, proprio quell’Europa che il club di Via Aldo Rossi rischia di vedere sfumare a metà giugno, ma cerchiamo di andare per step.

LA MEMORIA DIFENSIVA DEL MILAN e IL DISPOSITIVO UEFA
Al Milan – nonostante il poco tempo a disposizione, circa una decina di giorni – si lavora giorno e notte alla memoria difensiva da presentare all’Uefa entro il 31 con un team di esperti di FFP e professionisti stranieri di diritto sportivo coordinato dall’ Avv. Cappelli.
L’udienza sarà il 7 giugno e poi – probabilmente dopo qualche giorno – arriverà la decisione, ma quello che molti non sanno è che la richiesta (o il suggerimento..) fatta dalla camera di investigazione (quella che ha rinviato il Milan a giudizio, negando il settlement) a quella giudicante è ben precisa: escludere il Milan dall’Europa. Questa è una prima anomalia, essendoci già un regolamento sulle sanzioni, la camera investigativa non dovrebbe dare questo tipo di “suggerimenti”, ma tant’è.
Specifichiamo però che “storicamente”  la camera giudicante è organo che vanta una certa indipendenza, restio a farsi dettare la linea da tenere e quindi potrebbe tranquillamente rovesciare la raccomandazione della camera d’investigazione ammettendo i rossoneri in Europa.
Il Milan è pronto a giocarsi le sue carte, fiducioso di poter ottener quantomeno un ascolto imparziale e senza pregiudizi. (“A meno che Ceferin non abbia imposto il suo potere anche li..” aggiunge la mia fonte)
Dalla mia lunga telefonata emerge che il dispositivo Uefa (molto più approfondito ed esplicativo, rispetto allo scarno comunicato uscito sul sito) ricevuto dal Milan è un provvedimento scritto in modo assolutamente parziale, che rappresenta la situazione dei rossoneri in termini decisamente e oggettivamente travisati.

“Si coglie in maniera esplicita la volontà di andare oltre il FFP, di punire il Milan oltre misura, sarebbe stato giusto accordare il Settlement Agreement, una multa sarebbe stata comprensibile, al massimo una limitazione della rosa come all’Inter, l’esclusione dalle coppe è solo un provvedimento punitivo…”  mi confidano al telefono.

La seconda anomalia è che nel documento redatto dalla camera investigativa vengono riportarti solo stralci di relazioni di amministratori, sindaci, società di revisione che accennano al rischio del venire meno della (famosa) continuità aziendale, salvo poi omettere tutte le considerazioni che escludono questo tipo di rischio e le sensitivity che provano che il piano del club reggeva.
Il Milan quindi non si arrende, continua a lavorarci e in caso di eventuale decisione di esclusione dalle coppe è pronto ad impugnare il provvedimento al Tas a Losanna.

Quindi ancora con questa teoria che il Milan è vittima perché è brutto e cattivo?
No, innanzitutto Li Yonghong deve assolutamente decidere cosa fare da grande, se accelerare per il rifinanziamento (ed il management attuale sta facendo pressione sulla parte cinese) o valutare il passaggio di mano del club.
Il tempo però inizia a stringere, entro fine giugno potremmo avere un quadro più chiaro della situazione, visto che il presidente Li è chiamato a versare l’ultima parte di aumento di capitale (30 milioni) e nel caso venisse meno interverrebbe Elliott, causando l’ennesimo (e forse decisivo..) scossone.

UEFA VS FIFA  (Ceferin vs Infantino)
Qui la voce del mio interlocutore si fa leggermente “alterata”: “E’ una guerra tra due realtà, la UEFA vuole il controllo del calcio europeo e di tutte le competizioni…”
Non è facile, ma provo a spiegarvi nella maniera più chiara possibile.
Siamo davanti ad un vero e proprio conflitto che vede la FIFA promuovere il mondiale per club e l’UEFA prendere questa competizione come un’iniziativa volta a mettere in secondo piano le proprie.
Ceferin non è assolutamente entusiasta dell’attivismo della FIFA su questo fronte e con sponda del presidente dell’Eca e della Juventus Andrea Agnelli (le sue parole “Infantino dovrebbe chiedersi quale è il ruolo della Fifa” non sono un caso) sta spingendo “contro” il mondiale per club, cercando di imporre la propria giurisdizione sul calcio europeo senza tollerare alcuna invasione di campo altrui.
E quale miglior occasione per l’UEFA per mandare un messaggio ai grandi club che strizzano l’occhio alla FIFA , se non quella di sfruttare la debolezza politica del Milan, dimostrando di poterlo “tritare” nonostante nome e blasone? (proprio quel blasone che gli consente di entrare nel mondiale per club..).
Doppia funzionalità: capro espiatorio di un certo livello e messaggio intimidatorio ad altri club, qualcosa del tipo: “Fai i tornei con la FIFA? E io ti sanziono..”

IL FUTURO E UNO SGUARDO A STELLE E STRISCE
La lotta è politica, lo abbiamo capito, detto e ripetuto, ma ciò che preoccupa i supporter rossoneri è il futuro del club.
Come detto poco sopra, più il tempo passa e più il gong rischia di suonare per la proprietà cinese, con Elliott pronto a escutere il pegno e a prendere possesso del club.
Cosa farà poi il fondo di Paul Singer?
Negli ultimi giorni abbiamo letto di un potenziale interesse di Stephen Ross (amico tra l’altro di Sal Galatioto, le cui ultime mete sono state California, Irlanda e rientro a New York e non Italia come era trapelato), numero uno dei Miami Dolphin con un patrimonio di circa 7,6 miliardi di dollari, da nostre verifiche un’interesse c’è stato ma risale a qualche mese addietro, al momento gli imprenditori americani interessati (più di uno…) stanno alla finestra, monitorano la situazione e attendono l’evoluzione e l’eventuale passaggio a Elliott per poi palesarsi.

Are you ready?

PBP

 

 

en_USEnglish
it_ITItalian en_USEnglish