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Napoli-Milan 2-2, the day after! Tra luci ed ombre Donnarumma, la prestazione di Bennacer ed i prossimi impegni

Napoli-Milan 2-2, the day after! Tra luci ed ombre Donnarumma, la prestazione di Bennacer ed i prossimi impegni

NAPOLI-MILAN – Il Milan scende in campo dopo l’ottima prestazione contro la Juventus in cerca di conferme sia dal punto di vista del risultato che del gioco. Di fronte la squadra di Rino Gattuso, squadra più in forma del campionato unitamente ai rossoneri e all’Atalanta. Parte bene il Napoli con un paio di occasioni in cui Donnarumma è abile a farsi trovare pronto e a salvare il risultato. Il Milan, dopo un buon inizio della squadra partenopea, riesce con il passare dei minuti a prendere le misure e soffrire di meno la pressione avversaria. Bennacer in mezzo al campo detta i tempi di gioco e i due esterni difensivi alti, quasi al ridosso degli attaccanti in fase offensiva, danno non pochi problemi al Napoli. La squadra rossonera dopo un’ottima azione corale si porta in vantaggio con il solito, inesauribile, T. Hernandez, che difensivamente non sarà un fenomeno, ma quando si proietta in fase offensiva mostra tutte le sue qualità e lascia sempre il segno. Al 35′ arriva il pareggio del Napoli con Di Lorenzo che sfrutta un’indecisione su calcio piazzato della difesa rossonera e di Donnarumma.
Nella ripresa il Napoli trova il vantaggio con Mertens. La difesa rossonera in questa occasione sembra avere parecchie colpe. Callejon sguscia in fascia e serve Mertens che riesce a smarcarsi facilmente in area e realizza il 2-1.
La squadra rossonera a differenza di molte altre volte non si disunisce e rimane in partita. Entrano Bonaventura e Leao per dare un po’ di freschezza alla squadra ed escono Calhanoglu e Ibrahimovic.
Proprio il neo-entrato Bonaventura si inserisce in area avversaria e si conquista il calcio di rigore che Kessie trasforma. La partita finisce con un pareggio che non accontenta entrambe le squadre.

Un passo indietro per quanto riguarda il gioco. La squadra ha risentito sicuramente degli impegni ravvicinati e gravosi dell’ultimo periodo. Ora sarà necessario recuperare le energie al più presto in vista della prossima imminente partita contro il Parma.

DONNARUMMA– Serata tra alti e bassi per lui, parte benissimo salvando due volte il risultato prima su Mertens e poi su Callejon. Ha qualche colpa su entrambe i goal partenopei. Sul primo goal vede arrivare il pallone all’ultimo secondo e si lascia sorprendere, mentre sul secondo goal la deviazione di Romagnoli lo ha leggermente ingannato. Dopo gli errori ha perso qualche certezza ed è apparso molto insicuro anche sulle uscite.

Il ragazzo deve ancora crescere, ha solo 21 anni ed ha ancora ampi margini di miglioramento.
Inutile fare il processo a Donnarumma e sarebbe da ipocriti viste le innumerevoli volte che ha salvato il risultato in altre occasioni. In Europa è già considerato uno dei primi 5 portieri al mondo, una partita sbagliata non può certo far cambiare idea.

BENNACER– Partita di alto livello per il talento algerino ed ultimamente ce ne sta regalando tante. Le sue prestazioni stanno facendo ricredere molti scettici. Ogni partita riesce sempre a dare quel qualcosa in più e prende sempre più confidenza rischiando anche giocate che ad inizio campionato non avrebbe mai fatto. Prova spesso ad uscire palla al piede dal pressing avversario e ci riesce, permettendo al Milan di avere superiorità numerica in fase offensiva.

Dopo che Pioli ha messo Kessie al suo fianco passando al centrocampo a 2, Bennacer sembra essere definitivamente sbocciato. Difensivamente ha meno campo da coprire e questo lo aiuta anche dal punto di vista disciplinare. Ha trovato la continuità all’interno della partita che tutti si aspettavano da lui e si dimostra importantissimo per le dinamiche della squadra.

LE PROSSIME PARTITE– Mancano sei partite al termine della stagione e la squadra rossonera dovrà vedersela in ordine con Parma, Bologna, Sassuolo, Atalanta, Sampdoria e Cagliari. Partite nella quale il Milan dovrà riuscire a confermare quanto di buono fatto vedere dopo la ripresa del campionato per rosicchiare 4 punti alla Roma e permettere alla squadra rossonera di accedere direttamente alla fase a gironi della prossima Europa League.

La Roma non avrà un cammino facile, tra le altre dovrà vedersela con Inter, Fiorentina e Juventus.

Possibilità per un sorpasso ci sono, il Milan dovrà essere abile a sfruttarle.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Roma 2-0, the day after! Le prestazioni di Kjaer, T. Hernandez e Rebic

Milan-Roma 2-0, the day after! Le prestazioni di Kjaer, T. Hernandez e Rebic

MILAN-ROMA – Pioli torna in campo con gli stessi undici di Lecce, recuperando all’ultimo secondo Kjaer. Nel primo tempo poche le azioni degne di nota, l’orario del match ed il caldo hanno sicuramente inciso sull’inizio sottotono della partita. Sembra avere poche idee la squadra rossonera nel primo tempo, cerca molto il lancio lungo che, in assenza di un attaccante di peso come Ibrahimovic, finisce spesso in mano alla difesa della Roma con Smalling e Mancini sempre attenti. Per il Milan solo una bella azione che porta al tiro Bonaventura e un’occasione per Calhanoglu che di testa, non il suo forte, spreca un ottimo assist di Theo Hernandez. Anche la Roma dal canto suo ha l’occasione per sbloccare il match con Dzeko che spreca malamente un’ottima occasione di testa da distanza ravvicinata.

Nel secondo tempo il Milan sembra riuscire a prendere minuto dopo minuto le redini del gioco e sfiora due volte il vantaggio. Prima Calhanoglu, ben servito da un ottimo Saelemaeker, si fa ipnotizzare da Mirante. Poi Paquetà impensierisce ancora il portiere della Roma dopo una bella percussione tra la difesa giallorossa.

La Roma sembra in difficoltà e il Milan cerca di alzare il ritmo. Al 76’ la squadra rossonera passa meritatamente in vantaggio. Mirante respinge per due volte, prima su Kessie e poi su Rebic con l’aiuto del palo, ma la palla torna al bomber croato che scaraventa la palla in rete.

Fonseca prova ad inserire forze fresche con Diawara e Pastore, ma la Roma non riesce ad essere pericolosa merito anche dell’ottima fase difensiva della squadra rossonera. All’88’ Theo Hernandez ha ancora la forza di spingere e si procura il rigore, trasformato da Calhanoglu, che chiude il match.

La squadra di Pioli riesce finalmente a vincere una partita contro una grande della serie A e porta a casa tre punti fondamentali per la rincorsa all’Europa League.

KJAER– Una menzione speciale oggi va al giocatore danese. Scende il campo stringendo i denti dopo l’infortunio di Lecce e disputa una grande partita. Neanche una sbavatura, riesce a reggere bene Dzeko quando l’attaccante si trova dalle sua parte e anche in fase di impostazione si fa notare per un paio di aperture preziose. Qualche lancio di troppo nel primo tempo, dovuti forse ad indicazioni ben precise di mister Pioli.

Il suo recupero è stato fondamentale per la partita di ieri. Visto le defezioni di Musacchio, stagione finita, e di Duarte, ennesimo infortunio, Kjaer rimane l’unico centrale affidabile al fianco di Romagnoli. Mancano ancora molte partite fino al termine della stagione e la sua integrità fisica sarà essenziale per le sorti rossonere.

T. HERNANDEZ– Siamo ancora lontani dalle prestazioni alle quali siamo abituati, ma la sua presenza in campo si fa sentire e anche tanto. Nel primo tempo sforna un grande assist per la testa di Calhanoglu che spreca malamente. Nella ripresa, complice anche il calo fisico della Roma, riesce a crescere e impensierire la difesa giallorossa. Si conquista il rigore che chiude il match con uno dei suoi inserimenti.

La sua condizione fisica non è ottimale e si vede. Nelle prossime partite deve cercare di ritrovare la sua miglior condizione per dare al Milan la spinta che serve per rimanere in scia alla Roma e tentare il sorpasso evitando così i preliminari di Europa League.

REBIC – Ancora lui. Ben 8 goal nelle ultime 9 partite di campionato. Dopo un girone di andata con molte ombre, un girone di ritorno da protagonista assoluto. Dopo l’infortunio di Ibrahimovic, che lo ha costretto a saltare le prime partite dopo la ripresa, in molti si sono chiesti se l’attaccante croato fosse in grado di reggere l’intero peso dell’attacco rossonero. La risposta Rebic l’ha data sul campo, subito due goal in due partite e 6 punti preziosi per la squadra rossonera.

Con il rientro di Zlatan, Ante potrebbe aumentare ancora di più la sua pericolosità in zona goal agendo alle spalle dello svedese. Tutti si augurano che il suo momento magico possa continuare a lungo. La dirigenza deve riuscire a riscattare Rebic il prima possibile dopo le ottime prestazioni che lo hanno reso una pedina fondamentale nello scacchiere rossonero.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Genoa 1-2, the day after! T.Hernandez, Ibra e la prestazione della squadra…

Milan-Genoa 1-2, the day after! T.Hernandez, Ibra e la prestazione della squadra…

MILAN-GENOA – La partita di ieri per le note vicende extracalcistiche si è svolta in un clima quasi surreale e la squadra di Pioli praticamente sembra non essere scesa in campo. Il Genoa parte subito bene e trova il vantaggio con Pandev che sfrutta un assist di Sanabria sgusciato via da un’irriconoscibile T. Hernandez. Il Milan tenta di reagire, ma prima Ibra e poi Calhanoglu soli contro Perin sprecano malamente. La partita sembra ormai segnata quando sul finire del primo tempo il Genoa raddoppia con Cassata in una azione quasi fotocopia del primo goal. Nel secondo tempo Pioli tenta la carta Leao, ma la storia non cambia. Ibra accorcia le distanze ma serve a poco, il Milan non riesce più ad essere pericoloso e arriva la seconda sconfitta in questo 2020.

Brutta prestazione della squadra rossonera che perde malamente e sembra fare un enorme passo indietro rispetto alle ultime uscite.

LA PRESTAZIONE– Il Milan sembra aver perso quella grinta e aggressività che avevano caratterizzato le ultime uscite. Lasciando spazio ad un palleggio abbastanza sterile, poca attenzione in fase difensiva, poca incisività nel recupero palla e poca precisione in fase offensiva.

Irriconoscibile la squadra scesa in campo nel pomeriggio di ieri. Ora la necessità è quella di ritrovare la testa e la mentalità giusta per affrontare le prossime partite.

T. HERNANDEZ– Lo abbiamo tanto elogiato nelle scorse settimane, ma ora è anche venuto il tempo delle critiche. Si è sempre intuito che la sua fase difensiva avesse delle lacune e nella partita di ieri le ha mostrate praticamente tutte.
Perde palla malamente sul primo goal e non riesce a recuperare il suo errore facensosi saltare da Sanabria con estrema facilità. Sul secondo goal arriva in ritardo sull’esterno e permette a Biraschi di mettere una palla pericolosa in mezzo che dopo il colpo di tacco di Shöne permette a Cassata di raddoppiare.

Anche la sua fase offensiva ieri ha lasciato a desiderare, troppo impreciso nelle sue giocate.
Partita da dimenticare per lui come per molti altri, deve imparare dai suoi errori e cercare di crescere anche in fase difensiva.

IBRAHIMOVIC– Anche nella partita di ieri ha dimostrato che il Milan non può fare a meno di lui. Talvolta risulta impreciso sottoporta ma tutte le azioni offensive pericolose del Milan partono da lui.
Pesa, e non poco, sul risultato il suo errore davanti a Perin nel primo tempo.

La sua presenza in campo si sente sempre, molti della rosa dovrebbero prendere esempio dalla sua voglia di vincere e cercare di svegliarsi da questo lungo letargo.

 

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

 

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Milan-Udinese 3-2, the day after! Le prestazioni di Rebic, Donnarumma e T. Hernandez

Milan-Udinese 3-2, the day after! Le prestazioni di Rebic, Donnarumma e T. Hernandez

MILAN-UDINESE 3-2 – Partita all’ora di pranzo per la squadra rossonera. Mister Pioli conferma il 4-4-2 e conferma la coppia d’attacco Ibra-Leao, con Ibrahimovic alla prima da titolare davanti al suo pubblico. Il Milan non parte bene, e per i primi 30 minuti praticamente non scende in campo. Donnarumma con un’uscita spericolata regala all’Udinese il vantaggio, al 6′ Lasagna scatta in profondità sull’esterno eludendo la difesa rossonera, l’azione sembra comunque poco pericolosa, ma Gigio decide di provare ad anticipare l’attaccante non calcolando bene i tempi, la palla dopo lo scontro fra i due finisce a Larsen che è abile da posizione defilata ad infilare la porta sguarnita. La reazione del Milan stenta ad arrivare, gioco lento e prevedibile, con poca aggressività e voglia di ribaltare il match. Nel secondo tempo, tutta un’altra storia. Il Milan ci mette voglia di vincere e grinta. Rebic entra per uno spento Bonaventura e pareggia subito sfruttando un assist di Conti. La squadra però sembra avere poco equilibrio e spesso rischia di subire contropiedi pericolosi, Donnarumma si riscatta e salva il Milan in almeno tre occasioni. A sbloccare la partita ci pensa il solito, inesauribile, T. Hernandez, che sugli sviluppi di un calcio d’angolo, fa partire un bolide da fuori area che si infila nell’angolino. Il Milan cerca di chiudere la partita, ma non fa i conti con l’Udinese, messa egregiamente in campo, che all’ 85′ trova il pareggio con Lasagna che sfrutta una disattenzione difensiva di Conti, non fa la diagonale, e di testa realizza il pareggio. La delusione compare sul volto di tutti i tifosi allo stadio e non solo, ma al 93′ Rebic prende palla al limite dell’area, salta due avversari e appena dentro l’area scaglia in rete di sinistro il goal vittoria… e S. Siro esplode!! Tre punti sofferti portati a casa.

Una vittoria così era quello che serviva per dare un’ulteriore scossa a tutto l’ambiente, vittoria in rimonta, cercata, voluta ed ottenuta. Ci sono tante note negative anche in questa partita, ma la vittoria ed i 3 punti dopo una prestazione non del tutto convincente devono essere solo uno stimolo per la squadra rossonera.

REBIC – Proprio lui, l’oggetto misterioso del mercato estivo rossonero, l’uomo che non ti aspetti.. cambia il match e permette al Milan di portare a casa i tre punti. Entra ad inizio secondo tempo al posto di Bonaventura, e subito sembra in palla. Accelerazioni, dribbling, scatti in velocità, oltre ai due goal fa vedere le giocate che ha nel repertorio… e sono un bel vedere. Dopo pochi minuti dal suo ingresso trova la rete del pareggio, corre, lotta ed è sempre al centro del gioco. All’ultimo secondo regala la gioia ai tifosi rossoneri realizzando una grande rete, tanto insperata quanto bella.

Potrebbe essere il ragazzo croato l’arma in più per il girone di ritorno rossonero. Risulta ancora difficile inquadrarlo dal punto di vista tattico, ma ora che è.. “on fire” .. bisogna sfruttare al massimo le sue potenzialità e dargli più continuità.

DONNARUMMA – La sua prestazione dai due volti è l’emblema della partita. Primo tempo da dimenticare per lui e per tutta la squadra e secondo tempo con voglia di rivincita e riscatto. Non pesa nella testa di Gigio la sua disavventura del primo tempo e nel secondo tempo sfodera almeno tre parate decisiva. Una su tutte quella su Mandragora neutralizzando un tiro ravvicinato sfoderando un grande riflesso.

Una cosa è da ricordare, il sig. Gianluigi Donnarumma è nato il 25/02/1999, ha solo vent’anni, un errore così può capitare e può solo aiutarlo a crescere. Il futuro è tutto suo..

T. HERNANDEZ – Non abbiamo più aggettivi per lui. Arriva il sesto goal stagionale in 17 presenze tra coppa italia e campionato. I tifosi rossoneri ogni volta che la palla è nei suoi piedi sanno che può nascere qualcosa di importante, ed è una sensazione che mancava da parecchio tempo. Difensivamente ha ancora molto da imparare ed è impossibile negarlo, ma la sua fase offensiva lo rende sicuramente il miglior terzino della serie A e non solo.

Non è mia intenzione fare paragoni, anzi è solo una considerazione pura e semplice. Il terzino francese potrebbe nei prossimi anni seguire il percorso fatto da Gareth Bale ai tempi del Totthenam. Partito da terzino sinistro e poi spostato, vista la sua grande dote offensiva, 30-40 metri più avanti diventando uno dei migliori esterni offensivi della nostra epoca. Potrebbe seguire Theo la stessa strada?…

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

 

 

Posted by Redazione Rossonera on

Roma – Milan, the day after! La partita di Hernandez, gli errori e la classifica

Roma – Milan, the day after! La partita di Hernandez, gli errori e la classifica

ROMA MILAN – Mister Pioli riconferma in blocco la squadra vista contro il Lecce e il Milan parte cercando di pressare alto e recuperare palloni nella metà campo avversaria, ma raramente ci riesce. La squadra sembra affidarsi a T. Hernandez che spinge come un forsennato e fa capire che può far male da un momento all’altro. La Roma è viva e in contropiede ha le sue palle goal. Dzeko porta in vantaggio i giallorossi con un colpo di testa da calcio d’angolo, il Milan sembra risentirne, ma entra in campo bene nel secondo tempo e trova il pareggio di T. Hernandez con un grande inserimento in mezzo alla difesa avversaria. La partita viene decisa dai tanti, troppi, errori della squadra rossonera che in fase di impostazione difensiva sbagliano l’impossibile. Da uno di questi errori scaturisce il goal di Zaniolo che decide il match e mette la squadra di Pioli in ginocchio.

T. HERNANDEZ – Dai tempi di Serginho il Milan non aveva un terzino sinistro in grado di fare quello che riesce a fare il ragazzo francese. Velocità, inserimento, dribbling.. ogni volta che tocca il pallone si capisce che può nascere qualcosa di pericoloso. Realizza la rete del pareggio che riaccende, anche se per poco, le speranze della squadra rossonera con un grande inserimento che coglie impreparata la difesa della Roma.

Il migliore in campo del Milan è lui, finalmente un terzino degno di indossare la maglia rossonera e con un gran futuro davanti a sé.

GLI ERRORI – Forse sarebbe meglio dire orrori. Per tutta la partita la squadra dà una sensazione di impotenza. Conti prima e Calabria poi commettono un disastro dopo l’altro, Biglia è un lontano parente di quello visto con la maglia biancoceleste, Suso sparisce dal campo e non entra mai in partita.

Con una Roma rimaneggiata pesano e anche tanto i vari errori individuali di tutta la squadra, segno che il problema attuale del Milan non è fisico ma mentale, anche chi sostituisce i titolari commette sempre gli stessi errori. Una debolezza su cui mister Pioli dovrà lavorare molto duramente per cercare di rimettere in sesto una squadra ormai in ginocchio.

LA CLASSIFICA – Dopo la mancata vittoria contro il Lecce, ma soprattutto dopo la sconfitta di ieri, la stagione della squadra rossonera è sempre più compromessa. Solo 3 punti separano il Milan dalla zona retrocessione e la zona europea dista soltanto 5 punti. Calendario alla mano, senza un rapido cambiamento di rotta, si rischia di veder affondare la squadra rossonera sempre più in basso in classifica nelle prossime settimane.

Servono scelte drastiche e decise, serve una svolta per cercare di ridare senso a questa stagione. Chi non è degno di vestire la maglia rossonera e ad ogni partita non dà il massimo deve sedersi in panchina o in tribuna. Mister Pioli deve trovare un equilibrio sia in campo che fuori e lavorare soprattutto sulla testa dei giocatori perché al primo problema la squadra scompare dal campo e non riappare più.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com 

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Milan, infortunio Theo Hernandez: facciamo chiarezza

Milan, infortunio Theo Hernandez: facciamo chiarezza

MILAN, INFORTUNIO THEO HERNANDEZ – “Il difensore di AC Milan Theo Hernández ha sostenuto oggi una risonanza magnetica alla caviglia destra a seguito dell’infortunio subito nel corso del recente incontro del torneo ICC contro il Bayern Monaco. L’esame ha evidenziato una lesione capsulo-legamentosa, per la quale verrà effettuata una ulteriore valutazione clinica e strumentale fra due settimane.”

Così, in una nota ufficiale apparsa il 27 luglio 2019 sul sito ufficiale, il Milan ha rilasciato un aggiornamento sulle condizioni fisiche del neo acquisto rossonero.

Riavvolgiamo il nastro: durante la sfida contro il Bayern Monaco, il 24 luglio, Theo Hernandez ha subito un infortunio alla caviglia destra; riguardando le immagini si nota come ci sia stato un duplice meccanismo traumatico: un importante inversione, con rotazione interna del piede ed una rotazione verso l’esterno della caviglia.
È verosimile che ciò abbia determinato un interessamento non solo della parte laterale, ma anche della porzione anteriore della caviglia, con il coinvolgimento di una struttura “nobile”: la sindesmosi tra tibia e perone ed in particolare il legamento tibio-fibulare anteroinferiore.

In infortuni di questo tipo, è fondamentale gestire nel modo giusto le prime settimane successive al trauma, immobilizzando la caviglia ed utilizzando le stampelle, per non rischiare un’instabilità residua che sarebbe fastidiosa per tutta la stagione. È inoltre richiesta una rivalutazione strumentale con risonanza magnetica dopo 1-2 settimane dall’evento traumatico, per poter monitorare la lesione e guidare il processo di riabilitazione del calciatore.

È con queste premesse che appare più chiaro il motivo per il quale il 31 luglio, ad una settimana esatta dall’infortunio, Theo Hernandez sia entrato alla Clinica “La Madonnina” sorretto dalle stampelle, senza appoggiare il peso del corpo sulla caviglia infortunata. All’uscita dal controllo, il calciatore ha iniziato un carico parziale sull’arto: è molto probabile, dunque, che la valutazione clinica abbia avuto esito positivo e che, verificato il miglioramento del dolore e del gonfiore della caviglia, i medici abbiano dato il via libera al calciatore per procedere nella riabilitazione.

La risonanza magnetica che verrà effettuata a circa 14 giorni dall’infortunio, fornirà una stima più precisa della prognosi e delle tempistiche di recupero. Ad oggi possiamo dire che è verosimile pensare che il calciatore possa tornare disponibile in circa 6 settimane, è chiaro però che c’è una variabilità intrinseca al processo di riabilitazione e alla risposta dell’articolazione nel corso delle settimane. Inutile parlare di una giornata di campionato specifica; di certo lo staff medico del Milan si prenderà tutto il tempo necessario per far tornare in campo il calciatore senza alcun rischio. Dunque, non ci resta che aspettare, lo faremo con impazienza, con le sue prime “sgroppate” sulla fascia sinistra negli occhi.

Si ringrazia il Dott. Marco Marano per la collaborazione

Alessandro Molinaro

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Milan, Theo Hernández: tra derby in famiglia e talento, i sogni del nuovo terzino rossonero

Milan, Theo Hernández: tra derby in famiglia e talento, i sogni del nuovo terzino rossonero

MILAN, THEO HERNÁNDEZ – Tanti sono i bambini che sperano di diventare calciatori, è sempre stato così e sempre lo sarà, ma ci sono alcune storie in cui il destino ha decisamente un ruolo importante…

La storia di Theo Hernández, appena approdato a Milano, sponda rossonera, ha sicuramente qualcosa da raccontare. 3 Hernandez, 3 difensori, potremmo descrivere così la storia della sua famiglia: Papà Jean-François, classe ’69, di origine francese, si è diviso tra Ligue1 e Liga, arrivando persino a giocare una stagione nell’Atletico Madrid; ma di questo i piccoli Theo e Lucas non hanno saputo niente per tanti anni, un triste scenario, confessato proprio dal fratello maggiore a Le Parisien: “Non abbiamo avuto notizie di nostro padre per 12-13 anni, nemmeno dopo aver vinto il Mondiale“. Non si può dire quindi che il papà sia stato un eroe o un esempio da seguire, in compenso ci ha pensato la mamma a diventare la prima tifosa dei sui figli.

Come ci ha raccontato Aleix Genero, giornalista di Defensa Central, mezzo di comunicazione molto vicino al Real Madrid, la madre Py Laurence è stata fondamentale in questo percorso: “Quando Theo è stato presentato come nuovo giocatore del Real Madrid, ha dichiarato di aver realizzato un sogno, ma non solo, da grande amante dello sport quale è ha vissuto con grande tensione i derby tra Real Madrid e Atletico nel periodo in cui Lucas giocava nei Colchoneros e Theo nei Blancos“.

Del resto Lucas, come di consueto, essendo il fratello maggiore è sempre stato il motivatore di Theo, ma nonostante questo la rivalità tra i due non è mai mancata. Non hanno mai fatto a meno di stuzzicarsi sui trofei mancati e vinti, insomma un vero e proprio derby di famiglia, anche se inizialmente entrambi militarono nelle giovanili dell’Atletico.
Quello che subito mi colpì di Theo fu la sua potenza fisica – ci ha rivelato Aleix – ricordo ancora il suo gol nella finale di Coppa del Re con la maglia dell’Alavés, giocava contro il Barcellona e in quel momento pensai di essere davanti all’erede di Roberto Carlos“.

Paragone non facile da indossare, anche se sicuramente un giocatore che ha calcato il prato del Bernabeu sa benissimo quale sia il livello di pretese e aspettative da parte di addetti ai lavori e tifoseria, non a caso è il più giovane tra i difensori con almeno 50 presenze in Liga. Nonostante le sue origini francesi quindi la Spagna è stata una tappa fondamentale nella sua carriera, non per niente il suo idolo d’infanzia fu un giocatore che nella Liga ha segnato ben 106 gol con la maglia del Villareal e 134 con quella dell’Atletico. Stiamo parlando di Diego Forlan, che vestiva la maglia dei Colchoneros proprio quando Theo a 10 anni iniziava la sua avventura nella stessa squadra del suo idolo.

Ora per lui inizierà una delle sfide più difficili della sua carriera: scendere in campo a San Siro e cercare di farsi valere in quella stessa zona di campo che fu di Paolo Maldini, proprio quel Maldini che l’ha fortemente voluto in rossonero.

Beatrice Sarti

Photo Credits: AcMilan.com

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