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Milan, sentenza Tas. Il commento del Prof. Umberto Lago. Esclusiva Radio Rossonera

Milan, sentenza Tas. Il commento del Prof. Umberto Lago. Esclusiva Radio Rossonera

MILAN, SENTENZA TAS. IL COMMENTO DEL PROF. UMBERTO LAGO – Questa mattina il Tas di Losanna ha ufficialmente riammesso il Milan alla prossima Europa League. Questo il commento rilasciato dal Prof. Umberto Lago ai microfoni di Radio Rossonera.

Quanto è stato determinante il cambio di proprietà  del Milan ai fini della sentenza emessa dal Tas questa mattina?

Sicuramente un certo peso lo ha avuto perché, non ci nascondiamo, magari senza cambio di proprietà le cose sarebbero andate diversamente. Vorrei però pensare che il cambio di proprietà sia stato utile ma non determinante. Nella sentenza infatti si parla di elementi che non erano presenti al momento della decisione presa dalla Camera Giudicante; inoltre il Tas fa riferimento alla sproporzione della pena“.

È stata importante la presenza fisica di Frank Tuil?

Certo, molto importante anche per far capire quali saranno i programmi futuri di Elliott“.

Il problema per la Uefa era veramente la vecchia proprietà cinese?

Abbiamo sempre saputo che il problema fosse quello: i numeri del business plan andavamo bene ed Elliott aveva comunque garantito la continuità aziendale“.

Perché la Uefa si è occupata della proprietà?

La Uefa ne ha fatto una questione di credibilità, come a dire: con un proprietario non credibile io non firmo nulla“.

La Uefa potrà pretendere da Elliott un impegno pluriennale?

No, non può farlo anche se Elliott ha comunque manifestato un interesse triennale. Nessuno può firmare impegni a non vendere perché può sempre arrivarti la classica offerta della vita. Anche l’Inter dopo il SA passò di mano da Tohir a Suning“.

È vero che la Uefa non vede di buon occhio i fondi di investimento?

È una voce che circola da un po’ ma onestamente non saprei; magari qualcuno la pensa così ma credo che la Uefa non possa entrare in questi tipo di decisioni perché non riguardano aspetti di calcio giocato o regolamentazioni relative al Fair Play Finanziario“.

Ci sono i tempi tecnici per un immediato SA?

C’è un po’ d’incertezza in merito a questo scenario. Il Milan e la Uefa si siederanno attorno ad un tavolo e decideranno cosa fare. La cosa più logica è la definizione di un SA entro pochi giorni: non è una cosa difficile da fare in quanto il SA rientra in paletti già predefiniti. Magari si potrebbe giungere ad un accordo entro la prossima settimana“.

In regime di SA, la proprietà può fare acquisti oppure è obbligata al “saldo zero”?

Dipende da come sarà il SA, in alcuni casi sì, in altri magari saldo zero ad eccezione ad esempio di un giocatore“.

A quanto potrebbe ammontare la sanzione economica da comminare al Milan, sempre che ci sia?

Per tipologia, il caso più vicino da prendere come riferimento potrebbe essere quello dell’Inter. Probabile dunque 20 milioni di euro così suddivisi: 6 mln da pagare in 3 anni (non una multa ma una trattenuta sugli incassi), più 7+7 condizionati al raggiungimento di determinati obiettivi. Il tutto sempre ammesso che la Uefa adotterà uno schema di questo tipo“.

Si aspettava questa sentenza del Tas?

Ci speravo. Ci speravo anche in caso di non cambio di proprietà. Naturalmente però, con Elliott la credibilità con cui si è presentato il Milan è stata ben diversa. Cambio di proprietà determinante ma non esclusivo“.

Dopo la sentenza ha parlato con qualcuno del Milan per commentarla?

Sì, mi ha chiamato Fassone questa mattina per comunicarmi l’esito positivo. C’è grande soddisfazione da parte di tutti; il processo è stato lungo ma siamo sempre stati convinti dall’inizio di avere ragione“.

Il caso Milan farà scuola all’interno delle dinamiche del Fair Play Finanziario?

Più che altro credo che questo dimostri come un club non contento delle decisioni prese dall’Uefa può ottenere ragione al Tas“.

Si sarebbe mai immaginato un Milan coinvolto nel Fair Play Finanziario?

Guardando i bilanci degli ultimi anni, francamente sì (sorride n.d.r.). Il blasone in questi casi conta poco perché si guardano i dati“.

Il Milan ha bisogno di 50 milioni di euro circa di plusvalenze?

No, non mi risulta. In caso di accordo con la Uefa si partirà dalla prossima stagione ed il prossimo bilancio che si guarderà sarà quello che si chiuderà il prossimo 30 giugno“.

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Milan-Uefa: la memoria difensiva, la strategia e il bilancio a -65

Milan-Uefa: la memoria difensiva, la strategia e il bilancio a -65

MILAN-UEFA: BILANCIO A – 65 MILIONI E AFFAIRE “MILAN CHINA”

Come abbiamo anticipato ieri, trapelano altre interessanti novità sulla vicenda Milan/UEFA/Europa League. Innanzitutto, l’udienza avanti la “Camera Giudicante” è fissata per il 19 giugno, non più per il 7, e la sentenza dovrebbe quindi essere emessa qualche giorno dopo. Ciò per poter valutare al meglio sia la memoria difensiva presentata dalla società (e redatta dall’Avvocato Roberto Cappelli (GOP) e da uno dei padri del FFP, il professor Umberto Lago), sia quanto sarà spiegato in occasione dell’udienza del 19 ad eventuale integrazione di essa e in risposta alle eventuali richieste di chiarimento della Corte.

Parliamo di un fascicolo di circa una trentina di pagine, un dossier che la società ritiene “forte e completo. Anche i difensori si dicono fiduciosi, perché fondato sull’evidente miglioramento (non solo prospettico, ma già in parte verificatosi) dei conti del Milan, che prevede di chiudere il bilancio 2017/2018 con un passivo di 65 milioni di euro, e non a – 85 come era stato invece previsto dal budget illustrato dall’AD rossonero Marco Fassone sin dall’Assemblea del novembre 2017. Il dato appare particolarmente positivo anche in considerazione del fatto che tra i ricavi figura solo una piccola parte di quei 35 milioni di Euro che il Milan contava di realizzare in questo esercizio grazie all’attività di Milan China, ma la partenza dell’iniziativa – in grave ritardo per mal valutate difficoltà burocratiche – ha depresso oltre ogni misura questa fonte di fatturato. Un problema? Certamente. Ma anche la controprova che – come spiegano Cappelli e Lago nella loro memoria – l’apporto di Milan China non è al momento decisivo per il miglioramento dei conti rossoneri.

L’ UEFA aveva infatti negato il Settlement Agreement, sostenendo che la previsione per Milan China era eccessivamente ottimistica (quantomeno nei tempi di realizzazione dei benefici attesi). Ma il Milan aveva presentato sin da allora una c.d. “sensitivity analysis” (e cioè un’analisi di scenari comparati) che dimostrava come anche abbattendo del 75% i ricavi sperati, i conti sociali poteva registrare una evidente inversione di tendenza al c.d. “margine operativo lordo” (e cioè il risultato dovuto all’attività caratteristica di una società e non influenzato, ad esempio, dagli ammortamenti su un parco giocatori molto accresciuto, che appesantisce il deficit del Milan), annullando o riducendo significativamente l’apporto di nuova “cassa”. Ma l’UEFA aveva bellamente ignorato questo stress test, ora confermato anche da quanto effettivamente accaduto.

Lo stesso era accaduto quanto ai dubbi sulla continuità aziendale: il provvedimento di diniego del S.A. citava sì le osservazioni di sindaci e revisori, ma “censurava” inspiegabilmente le valutazioni finali degli organi di controllo che superavano ogni dubbio al riguardo, anche in considerazione delle dichiarazioni fatte in proposito da Elliot, principale creditore. Come già detto nel pezzo scritto su queste pagine (e su quelle di Tuttosport), queste sono solo alcune delle stranezze contenute nel famoso dispositivo consegnato dall’UEFA, tra cui ricordiamo il particolare suggerimento di escludere il Milan dall’Europa, dato dalla camera di investigazione a quella giudicante.

STABILITÀ DELL’ASSETTO PROPRIETARIO

Ovviamente nella memoria si è trattato anche il tema dell’assetto della proprietà, e della sua stabilità. Il Milan, a questo riguardo, ricorda come all’Inter sia stato correttamente concesso il Seattlement Agreement, senza richiedere alcuna garanzia al riguardo, tanto che dopo soli 6 mesi la società ha cambiato padrone, senza che ciò – giustamente – abbia causato alcuna rimostranza da parte dell’UEFA. Peraltro, come gli esperti di economia aziendale sanno, la stabilità di tale assetto non è affatto un valore assoluto (basti pensare ai vantaggi per gli azionisti della cosiddetta “contendibilità) e, in ogni caso, è ovvio che esso non dice un bel nulla sulla bontà dei conti di una società. E sono essi a dover contare nelle valutazioni dell’UEFA, non le caratteristiche “giuridico-antropologiche” della proprietà, ovvero la sua (più o meno dichiarata) intenzione di mantenere il controllo almeno per un lungo periodo di tempo. Insomma: il Milan ha lavorato con cura a questo ricorso, e i suoi difensori sono fiduciosi, se la decisione sarà presa conformemente alle regole.

Ma vi è anche qualche preoccupazione: si temono scelte “politiche” più che giuridico-economiche; si teme in particolare che il trattamento riservato alla società rossonera sia utilizzato come monito da indirizzare, ed esempio, al PSG, per dimostrare che la Federazione Europea non esita a punire pesantemente una società con un blasone importante come quello milanista. Inoltre, altra curiosità interessante, non tutti forse sanno che nella camera giudicante c’è un ex dirigente OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), organo da sempre in prima linea nella lotta contro i paradisi fiscali e fondi offshore. E potrebbe quindi esserci anche il tema di una professionale diffidenza verso una proprietà che ha fatto arrivare ingenti somme da Hong Kong e da giurisdizioni caraibiche in modo spesse poco trasparente (anche se ciò è pratica diffusissima nelle transazioni con società finanziarie e non solo dell’estremo oriente).

Per concludere: la memoria difensiva consegnata ha firme importanti e di peso (Cappelli-Lago).
La palla è ora nel campo dell’UEFA, della quale si teme il desiderio di prendere “provvedimenti esemplari”, anche se di taglio assai diverso da quello usato fin qui, in casi simili e talvolta anche meno virtuosi. Ovviamente, da qui a immaginare il Milan già nell’urna ne passa; diciamo che in casa Milan sono fiduciosi di avere fatto tutto il possibile ma in ogni caso “molto cauti”. Nel caso, comunque, sarà #RoadToLosanne.

NEWS PROPRIETARIE

Nel mentre, da una parte c’è il fondo Elliott che viene definito “caldo”, dall’altra c’è la parte cinese che dopo una missione in gran segreto in Italia (appuntamenti per Holding, Uefa e partners), sembra giocare una sorta di partita a scacchi con  Li Yonghong che fa di tutto per non mollare il colpo e restare in pista.

Resta viva l’idea di un socio di minoranza: si tratta di una possibilità concreta e sul tavolo di Li ci sono diverse opzioniIntanto i soldi dell’ ultima tranche del penultimo aumento di capitale, quella da 10 milioni di euro per capirci, sono arrivati lunedì (e disponibili da martedì, per ragioni collegate al sistema swift di trasferimento fondi tra banche non corrispondenti) e ora tocca attendere fine mese per gli altri 30 milioni dell’ ultimo aumento di capitale che è stato “tirato” qualche giorno faSe dovessero arrivare anche questi ultimi quattrini si tratterebbe di un importante prova di forza del presidente Lidiversamente il fondo americano sarebbe pronto ad entrare in gioco, come si paventa dall’inizio di questa storia infinita. MilanElliott?

PBP

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