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Milan-Lecce, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Milan-Lecce, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

MILAN LECCE – In attesa della ripartenza della Serie A andiamo a scoprire meglio i nostri prossimi avversari.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente tra Milan e Lecce risale all’undici marzo 2012, e terminò 2 a 0 per i rossoneri con gol di Nocerino e Ibrahimovic.

Precedenti famosi

Forse il precedente più clamoroso fu quello del 1997/1998, quando il Milan di Capello, Costacurta, Savicevic, Albertini, Donadoni, Boban e Weah venne sconfitto 2 a 1 dai pugliesi allenati allora da Cesare Prandelli.

Ultime gare del Lecce

Il Lecce attualmente ha tre punti in meno del Milan frutto di cinque sconfitte intervallate però da due vittorie di peso, a Torino contro il Toro e a Ferrara contro la Spal.

Ultime gare del Milan

Il Milan arriva alla gara dopo il cambio di allenatore e la stentata e per nulla convincente vittoria esterna sul Genoa, che seguiva le dolorose sconfitte con Inter, Torino e Fiorentina.

Occhio a…

Marco Mancosu, che ha già segnato 4 gol dall’inizio del campionato.

Curiosità sugli avversari

Il Lecce è stato fondato il 15 marzo del 1908 e inizialmente si chiamava Sporting Club Lecce perché inglobava diverse discipline sportive. Nel 1927 il club decise di lasciar perdere gli altri sport in cui era impegnato, atletica e ciclismo, e di concentrarsi solo sul calcio cambiando il nome in Unione Sportiva Lecce. Un anno dopo ci sarà anche il cambio di divisa: da quella originale a striscia bianconere, a quella attuale giallorossa.

Allenatore avversario

Fabio Liverani non ha nessun precedente né con il Milan né con Stefano Pioli.

Figlio un italiano e una somala, è un noto tifoso della Roma, tanto che nel 2001 scese in piazza con i tifosi per festeggiare lo scudetto, cosa che qualcuno non gli perdonò quando poco tempo dopo venne tesserato dalla Lazio.

Storico arbitro con le due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Fabrizio Pasqua. Il fischietto della sezione di Tivoli ha diretto 5 volte il Milan con quattro vittorie dei rossoneri e una sola, ma scottante, sconfitta: quella con l’Udinese alla prima giornata di questo campionato. Nessun precedente incontro, invece, con il Lecce. A coadiuvare Pasqua ci saranno gli assistenti Santoro e Colarossi, il quarto uomo Serra, il Var Pairetto e l’assistente Var Vivenzi.

Ex e doppi ex

Tra gli ex che con molta probabilità saranno della partita da segnalare Gianluca Lapadula, al Milan nel 2016/2017 e trasferitosi quest’estate al Lecce e Gabriel, ingaggiato come portiere dal Milan dal 2016 al 2018 con in mezzo un prestito al Cagliari e da quest’estate tesserato con il Lecce.

Tra gli ex che non saranno della partita ricordiamo invece il difensore Mesbah, al Lecce dal 2009 al 2012 e al Milan l’anno successivo e Fabrizio Miccoli, che fece parte delle giovanili del Milan dal 1992 al 1994 ma non arrivò mai in prima squadra mentre con il Lecce giocò dal 2013 al 2015.

Giulia Galliano Sacchetto

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Genoa-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Genoa-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

GENOA-MILAN – Con l’avvicinarsi della prossima, decisiva, sfida di campionato andiamo a scoprire meglio i nostri avversari.

Ultimo precedente

L’ultimo incontro tra le due squadre risale al 21 gennaio scorso e terminò 2 a 0 per il Milan con reti di Borini e Suso.

Precedenti famosi

Tra i precedenti storici ricordiamo Genoa Milan del 5 maggio 1901, finita 3 a 0 per i rossoneri che si aggiudicarono così il primo scudetto della loro storia.

Ultime gare Genoa

Il Genoa arriva alla sfida con un punto in meno del Milan e reduce dal 4 a 0 contro la Lazio e dallo 0 a 0 interno con il Bologna.

Ultime gare Milan

Il Milan arriva alla sfida dopo il disastroso 3 a 1 interno contro la Fiorentina e la sconfitta 2 a 1 a Torino.

Occhio a…

Cristian Zapata, ex non rimpianto dai milanisti, ma che farà di tutto per rovinare la serata al diavolo.

Curiosità sugli avversari

Nato nel 1893, il Genoa è il più antico club ancora in attività. Non a caso fa parte del Club of Pioneers, un’associazione che raggruppa i club più antichi del mondo.

Intorno alla società del grifone c’è una leggenda che racconta di una maledizione lanciata, agli inizi del ‘900, da una contadina che si era vista espropriare del suo terreno per la costruzione dello stadio Ferraris. Secondo il racconto la donna maledì il club affermando che non avrebbe vinto nulla per i successivi cent’anni. Profezia che, fortunatamente per il Genoa, non si avverò.

Nel 2011 il Genoa è stato inserito nell'”International Bureau of Cultural Capitals” (una sorta di patrimonio sportivo storico dell’umanità, in linea con quello dell’Unesco).

Allenatore avversario

Aurelio Andreazzoli ha incontrato due volte il Milan, ottenendo due pareggi, mentre contro Giampaolo vanta un solo precedente, conclusosi con una vittoria.

Il tecnico si è diplomato a Coverciano nel 1998 con una tesi sulla difesa a zona.

Storico arbitro con le due squadre

L’arbitro della sfida sarà Maurizio Mariani. Il fischietto di Aprilia ha diretto sia il diavolo che il Grifone 7 volte: per i rossoneri bilancio tutto sommato buono con tre vittorie, due sconfitte e il clamoroso pareggio per 2 a 2 del 2017 con il Benevento. Meno fortunati i rossoblù che con Mariani contano una sola vittoria, due pareggi e ben quattro sconfitte.

A coadiuvare Mariani ci saranno gli assistenti Paganessi e Cecconi, il quarto uomo la Penna , il var Mazzoleni e l’assistente var Preti.

Ex e doppi ex

Sono circa un trentina i giocatori che si sono mossi sull’asse Milano Genova. Tra questi ricordiamo: Alberto Paloschi (al Milan dal 2002 al 2008 e al Genoa dal Gennaio al Giugno 2011), Alexander Merkel (al Milan dal 2008 al 2010 e poi al Genoa dal 2010 al gennaio 2013), Christian Panucci (al Genoa dal 1991 al 1993 e poi al Milan dal 1993 al 1996), Kakhaber Kaladze (al Milan dal 2000 al 2010 e poi al Genoa dal 2010 al 2012) , passando dai più recenti Niang (al Milan dal 2012 al 2018 con in mezzo vari prestiti tra cui uno al Genoa nel 2015 e attualmente tesserato con il Rennes) e Bertolacci (rientrato quest0estate dal prestito ai rossoblù e ora svincolato), fino ad arrivare ad un ex che con molte probabilità sarà della partita ovvero Suso, che ha trascorso sei mesi a Genova nel 2016 prima di rientrare alla base.

Giulia Galliano Sacchetto

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Milan – Fiorentina: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Milan – Fiorentina: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

MILAN-FIORENTINA – In attesa della partita di domenica sera andiamo conoscere meglio la squadra avversaria.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente tra Milan e Fiorentina risale al 22 dicembre 2018 con la Fiorentina che sbancò il Meazza con un gol di Federico Chiesa.

Precedenti famosi

Tra i precedenti rimasti nella memoria, c’è sicuramente quello del 1996 che sancì la vittoria del quindicesimo scudetto rossonero. Finì 3-1 con i gol di Savićević, Baggio e Simone in rimonta alla rete di Rui Costa: i toscani avevano lasciato a riposo Batistuta per preservarlo in vista della finale di Coppa Italia vinta poi in gare di andata e ritorno contro l’Atalanta.

Ultime gare Fiorentina

La Viola arriva allo scontro confortata dalla prima vittoria, ottenuta contro la Sampdoria che segue i due ottimi pareggi con Atalanta e Juventus.

Ultime gare Milan

Il Milan arriva allo scontro dopo le due sconfitte di fila con l’Inter in casa e con il Toro nel turno infrasettimanel. I rossoneri sono obbligati a vincere o perlomeno a fornire una prestazione convincente.

Occhio a…

Federico Chiesa e Franck Ribery, i due novelli gemelli del gol daranno filo da torcere alla difesa rossonera.

Allenatore avversario

Vincenzo Montella, ha allenato il Milan nel 2016/2017 chiudendo al sesto posto in classifica. Da avversario ha affrontato il Milan 13 volte, vincendo tre volte, pareggiando 4 volte e perdendo 6 volte. Contro Giampaolo ha vinto 2 volte, perso altrettanto e pareggiato una volta.

Nel 200 Montella è stato testimonial del videogioco Fifa, apparendo in copertina con la maglia della nazionale e nel 2002 è comparso con Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara nel film di Vincenzo Salemme “Volesse il cielo!”. I tre calciatori napoletani sono presenti nella scena della partita di calcio tra detenuti e poliziotti.

Curiosità sugli avversari

Il colore viola caratteristico della divisa della squadra viene spesso erroneamente associato anche a Firenze, i cui colori invece sono il bianco e il rosso. Colori che vennero utilizzati dalla squadra agli inizi, poi nel 1929 in un’amichevole contro la Roma i toscani indossarono per la prima volta la maglia viola. Tradizione vuole che questa scelta sarebbe il risultato di un lavaggio errato delle maglie bianco rosse in un fiume. In realtà il viola era stato scelto direttamente dall’allora patron Luigi Ridolfi, in seguito ad un’amichevole con una squadra ungherese.

Storico arbitro con e due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Piero Giacomelli, che ha diretto il Milan 14 volte, con il diavolo che ha vinto 9 volte, pareggiato 3 e perso 2. L’episodio forse più dubbio è un rosso non dato a de Sciglio nel 2015 in uno 0 a 0 con l’Atalanta. Meno fortunato il bilancio dei viola con il fischietto triestino che li ha diretti 15 volte, con il bilancio dei toscani in perfetto equilibrio: 5 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte. Con i viola si ricorda l’espulsione dell’allora allenatore Paulo Sousa in uno 0 a 0 del 2016 contro il Genoa.

A coadiuvare Giacomelli ci saranno gli assistenti Preti e Longo, il quarto uomo Abbattista, il var Maresca e l’assistente Var Vivenzi.

Ex e doppi ex

Oltre al già citato Vincenzo Montella sull’asse Milano Firenze si sono mossi molti giocatori. Da quelli storici come Pierino Prati, al Milan dal 1967 al 1973 e poi alla Fiorentina nel 1977/78, Roberto Baggio, alla Fiorentina dal 1985 al 1990 e poi in rossonero dal 1995 al 1997, Manuel Rui Costa, alla Fiorentina dal 1994 al 2001 e poi al Milan dal 2001 al 2006 e Daniele Massaro, alla Fiorentina dal 1981 al 1986 e poi al Milan dal 1986 al 1988 e ancora dal 1989 al 1995, all’attuale allenatore del Milan femminile Maurizio Ganz, al Milan dal gennaio 1998 al 1999 e poi alla Fiorentina nel 2001/2002 fino al compianto Stefano Borgonovo, alla Fiorentina in due periodi differenti: nella stagione 1988/89 e poi dal 1990 al 1992. Al Milan nel campionato 1989/1990 e deceduto nel 2013 a causa della Sla. Tra i trasferimenti meno felici ricordiamo Riccardo Montolivo, alla Fiorentina dal 2005 al 2012 anno in cui passa al Milan dove non riuscirà mai ad imporsi su alti livelli. E infine non dimentichiamo Ante Rebic, ex viola che potrebbe scendere in campo domenica.

Giulia Galliano Sacchetto

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Torino-Milan: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Torino-Milan: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

TORINO-MILAN – In attesa della partita andiamo a scoprire meglio gli avversari del Milan nel turno infrasettimanale.

Ultimo precedente

L’ultimo scontro tra Milan e Torino risale al 28 aprile 2019 e ha visto i granata trionfare per 2 a 0 con gol di Belotti su rigore e Berenguer.

Precedenti famosi

Tra i precedenti rimasti nella memoria ricordiamo quello del 4 novembre 2001, con il Torino che si impose 1 a 0 grazie al gol di Cristiano Lucarelli e soprattutto all’errore dal dischetto di Pippo Inzaghi. Errore che condannò il tecnico rossonero Fatih Terim all’esonero. Al suo posto arriverà Carlo Ancelotti.

Ultime gare Torino

Il Torino arriva allo scontro reduce da due ko di fila: contro la Sampdoria per 1 a 0 e in casa contro il Lecce per 2 a 1. Non dimentichiamo però la vittoria per 3 a 2 sul campo dell’Atalanta e il 2 a 1 interno sul Sassuolo al debutto.

Ultime gare Milan

Il Milan arriva allo scontro reduce dal ko interno per 2 a 0 nel derby con l’Inter e dalla soffertissime vittorie contro Hellas Verona e Brescia, seguite al ko nella prima giornata con l’Udinese.

Occhio a…

Andrea Belotti, a lungo desiderio di mercato dei rossoneri a cui ha già segnato tre volte.

Curiosità sugli avversari

In origine il Torino non giocava in maglia granata ma con una divisa a righe verticali nere e giallo oro, la stessa del “vecchio” Football Club Torinese, con cui, poco prima, un gruppo di dissidenti juventini capeggiati da Alfredo Dick si era accordato per dar vita alla nuova realtà sportiva della città della Mole.

Sul cambio di divisa circolano tante teorie, una delle più accreditate è quella che attribuisce tale decisione ad un dirigente del Torino di origine svizzera, che avrebbe optato per la medesima tinta che caratterizzava la divisa del Servette, una squadra del suo Paese.

Ma c’è anche chi sostiene che la decisione fu politica: il nero ed il giallo oro avrebbero infastidito più di qualcuno, poiché evocatori della dinastia degli Asburgo, nemica di quella Saubada, e quindi si decise di sostituirli con il colore della cravatta indossata dai soldati della Brigata Savoia, che 200 anni prima circa, aveva partecipato, contribuendo enormemente alla causa, alla battaglia per la liberazione di Torino dall’assedio franco-spagnolo. Cravatta che era, appunto rosso granata.

Allenatore avversario

Walter Mazzarri, famoso per le scuse strampalate inventate per giustificare le sconfitte, dal compleanno di Cavani alla pioggia, ha perso 10 delle 23 sfide giocate in serie A contro il Milan, ma solo una nelle ultime  otto. Contro Giampaolo Mazzarri vanta un palmares molto positivo, con 6 vittorie, 5 pareggi e nessuna sconfitta.

Storico arbitro con le due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà il campano Marco Guida. Il fischietto di Torre Annunziata ha diretto il Milan 25 volte, con i rossoneri che hanno vinto 10 volte, pareggiato 8 volte e perso 7 volte. 17 sono invece gli incroci tra Guida e il Torino con i granata che hanno ottenuto 7 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte. Curiosamente l’ultimo precedente di Guida con le due squadre risale a Torino Milan dello scorso 29 aprile, vinta 2 a 0 dai granata. Gara in cui Guida non concesse un rigore al Toro per un intervento su Belotti e soprattutto non espulse il già ammonito Suso dopo un fallo tattico. Episodio che mandò su tutte le furie Mazzarri che, poco dopo, venne allontanato dal campo.

A coadiuvare Guida saranno gli assistenti Carbone e Peretti , il quarto uomo Valeri, il Var Orsato e l’assistente Var Del Giovane.

Ex e doppi ex

Facendo una panoramica degli ex protagonisti di questa sfida ne viene fuori quasi una squadra assemblata in un 4 2 4 di venturiana memoria.

In porta senza dubbio Christian Abbiati, al Milan dal 1998 al 2005 e dal 2008 al 2016 e al Torino nel 2006-2007 è ora dirigente sportivo.

Sulla linea difensiva troviamo poi come terzino destra Matteo Darmian, cresciuto nelle giovanili del Milan e aggregato in prima squadra dal 2006 al 2009 per poi passare al Torino nel 2011. Attualmente è tesserato con il Parma.

La coppia centrale è formata da Giuseppe Pancaro, al Toro dal 1989 al 1991 e dal 2006 al 2007 e al Milan dal 2003 al 2005 e ora tecnico della Pistoiese, e Roberto Rosato, cresciuto nelle giovanili del Toro e aggregato alla prima squadra dal 1960 al 1966 anno in cui passò al Milan dove rimase fino al 1973, è scomparso nel 2010.

Chiude la linea a 4 il compianto Cesare Maldini, al Milan dal 1954 al 1966,a non in cui si trasferì al Toro dove un anno dopo concluse la carriera da calciatore.

Ad occupare le due posizioni di centrocampo sono invece: Diego Fuser, al Toro dal 1986 al 1989, ano in cui passò al Milan dove però rimase una sola stagione, e Antonio Nocerino, al Milan dal 2011 al 2014 e al Torino dal 2014 al 2015, oggi svincolato.

Infine, i quattro in attacco: Simone Verdi, cresciuto nelle giovanili del Milan, esordì in serie A nel 2011 quando era in comproprietà con il Toro, dove milita attualmente in prestito dal Napoli.

Poi Aldo Serena, al Toro dal 1984 al 1985 e al Milan più volte dal 1982 al 1983 e dal 1991 al 1993, ora commentatore sportivo.

E ancora Gianluigi Lentini al Toro dal 1979 al 1987, passò, tra le proteste dei tifosi granata, al Milan nel 1992 e vi rimase per quattro anni, oggi si dedica all’apicoltura.

Chiude la formazione Alessio Cerci, al Toro dal 2012 al 2014 e al Milan dal 2015 al 2016, oggi attaccante della Salernitana.

Giulia Galliano Sacchetto

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Hellas Verona-Milan 0-1, la parola ai protagonisti

Hellas Verona-Milan 0-1, la parola ai protagonisti

HELLAS VERONA-MILAN 0-1, LA PAROLA AI PROTAGONISTI – Vittoria sofferta ma importante per il Milan di Giampaolo in casa di un ottimo Verona.

JURIC a SKY

“Sono contento per i ragazzi, in 11 contro 11 siamo stati migliori nettamente, dopo abbiamo tenuto molto bene. Se c’era una squadra che oggi meritava di far punti, eravamo sicuramente noi”.
Gli episodi?Sono tutti al limite, oggi non era facile neanche per gli arbitri giudicare. Dico solo che il loro rigore era netto, per il resto episodi al limite”.
Continua, poi, il tecnico gialloblù: “Dobbiamo giocare con questo spirito, sempre al massimo, giocare a calcio ed essere così concentrati ed aggressivi. Verre oggi ha fatto bene ma è all’inizio del suo cammino, deve crescere ancora tanto”.
Abbiamo una difesa senza esperienza, ma stanno lavorando bene, hanno il giusto spirito e forza per reggere i contrasti. Devono continuare così”.

GIAMPAOLO a SKY

Quali sono le certezze in vista del derby? “Una squadra che lavora bene, devo renderla equilibrata. So quali sono pregi e difetti, lavoro per migliorare la filosofia e la tenuta di squadra. Nessuno è perfetto. Mi piace l’attaccamento dei giocatori nel fare le cose, poi tutti possono sbagliare, ma sono contento del loro attaccamento”.
Sulla prestazione: “La squadra ha giocato bene nel secondo tempo, abbiamo allargato il campo e tenuto bene le posizioni. Dietro avevamo due centrali e Biglia. Era difficile perchè loro erano chiusi“.
“Il Verona ha fatto la sua onesta partita difensiva, noi non siamo sicuramente stati perfetti. Possiamo migliorare, lo so, non scappo da queste considerazioni. La vittoria è positiva ma non nasconde la polvere sotto il tappeto. Non mi nascondo dietro il risultato positivo”.
Piatek? “Non mi è sembrato di vedere un’esultanza polemica, si è dato da fare, ha lavorato, è un ragazzo a posto, non uno che fa casino”.
4-3-3? “Bsogna lavorare sui sistemi di gioco, lo abbiamo fatto perchè dovevamo allargare il gioco. Non mi piace improvvisare, dobbiamo avere identità precisa. Finora abbiamo lavorato in un certo modo e continueremo a farlo, abbiamo bisogno di certezze. Abbiamo ottime individualità che devo mettere a posto in un contesto collettivo. E loro lavorano perchè io possa completare il mosaico nel migliore dei modi“.
Sul secondo tempo: “Nel secondo tempo ho chiesto di portare Rebic e Suso sulle linee e costruire coi due difensori. Ci siamo presi la metà campo; star lì 90′ per un avversario in 10 non è facile. Avevamo 7 giocatori sopra la linea della palla, siamo stati bravi. Dovevamo aggiustarci per abbassare la loro fase difensiva e lo abbiamo fatto”.
Le partite sono tutte difficili, non ci sono passeggiate di salute, gli avversari sono agguerriti, il Var ha giustamente tolto ogni dubbio o incertezza di una volta quando pesava il blasone della squadra più forte. La squadra crede in quello che facciamo ed il riscontro ce l’ho giornalmente. Se la squadra non mi seguisse, ve lo direi. Bisogna sempre essere onesti intellettualmente. I ragazzi fanno le cose per bene ed hanno tanti ampi margini di miglioramento. Sono un po’ abituati a giocare singolarmente, devo migliorarli nel collettivo. Dobbiamo imparare ad attaccare meglio”.

GIAMPAOLO in conferenza stampa

Squadra imbarazzante? “Mi sembra esagerato, abbiamo fatto gara intelligente dopo superiorità numerica. Abbiamo rischiato molto portando giocatori oltre la linea della palla. Abbiamo praticamente rischiato niente. C’è tanto da migliorare e ci mancherebbe altro. Non ci sono squadre perfette a metà settembre, figuriamoci la nostra. Il tempo ci giudicherà”.
Piatek? “Dopo la partita non parlo mai con i calciatori, è sereno, alla vigilia gli avevo detto che si era allenato bene, era molto più partecipe. Deve star sereno e tranquillo. Un gol cambia l’umore del calciatore ma non tutto. E’ importante quello che fa per la squadra. Se fa bene il collettivo, hai più possibilità di vincere la partita”.
Un solo cambio? “Non pensavo ci fosse bisogno di cambiare, eravamo uno in più, i centrocampisti lavoravano bene ed avevano preso le misure. Stavano bene, non c’era bisogno. Solitamente faccio tre cambi ma oggi non volevo alterare equilibri”.
Biglia al posto di Bennacer? “Biglia è un giocatore forte, un leader carismatico. Sono cose importanti per me. Voi vedete, io vedo e sento. Biglia ha un motivo, alzare il livello carismatico, dell’esperienza e del saper giocare le partite importanti. Bennacer è forte ma io devo costruire le fondamenta di questa squadra e lo faccio con gli uomini che ritengo più funzionali. Ha un ruolo particolare, sta bene, aveva fatto un precampionato straordinario, è un leader riconosciuto dal gruppo. Oggi c’era bisogno di lui, di non annegare nelle difficoltà.
Cori contro Kessie e Donnarumma? “Sono i soliti discorsi, non educo io la gente inqualificabile”.Su Suso: “Lui è bravo nella mattonella, nel dribbling e nei tempi di gioco, non è un giocatore di profondità ma di palla addosso. Contro squadre chiuse hai bisogno di quei calciatori, di sensibilità ed uno contro uno. Lui apre strade che gli altri non vedono“.
Sugli avversari: “Il Verona mi è piaciuto molto di più col Lecce, dove ha dominato e fatto la partita. Stasera ha pensato a non farci giocare e me lo aspettavo anche. Siamo stati bravi ad aver pazienza, nel stancarli e farli correre. Ai ragazzi ho detto che prima o poi avremmo trovato la giocata vincente”.

Enrico Aiello

Photo credits: acmilan.com

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Alberto Fabbri (Dir. Hellaslive.it) a Radio Rossonera: “L’amalgama del nostro gruppo è già a buon punto. Domenica bellissima sfida polacca tra Piatek e Stepinski”

Alberto Fabbri (Dir. Hellaslive.it) a Radio Rossonera: “L’amalgama del nostro gruppo è già a buon punto. Domenica bellissima sfida polacca tra Piatek e Stepinski”

ALBERTO FABBRI, VERONA-MILAN – A due giorni dalla gara tra Hellas Verona-Milan, sfida valevole per la terza giornata di serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore di Hellaslive.it, Alberto Fabbri, per affrontare alcuni temi relativi al match che si giocherà domenica sera alle 20:45. Qui di seguito, l’intervista completa.

Dopo il buon avvio di campionato del Verona, le speranze sono per una salvezza tranquilla o magari qualcosina in più?

Assolutamente l’obiettivo dell’Hellas Verona deve restare semplicemente la salvezza, non può sicuramente ambire ad altro ad ora. L’avvio di stagione è stato a dir poco positivo, perché 4 punti dopo soli 180 minuti sono un bottino che nemmeno il più ottimista poteva sperare ad avvio di stagione, indi per cui questo non deve far fare troppi voli pindarici ai tifosi gialloblu. L’obiettivo stagionale deve essere solo quello di mantenere la categoria”.

Come giudichi la squadra a disposizione di mister Juric? Quali sono i punti di forza e di debolezza?

Secondo me la società, grazie all’operato del presidente Maurizio Setti e del direttore sportivo Tony D’Amico, ha operato bene in sede di mercato con una logica rispetto alle precedenti sessioni, perché quest’anno si è comprato, si è speso e soprattutto si sono presi dei giocatori di comune accordo con l’allenatore Ivan Juric. Questo sicuramente avvalla molto di più quanto di buono ha fatto in sede di mercato la società, poi l’ardua sentenza spetta solo al campo, però è chiaro che questo avvio di stagione è stato molto positivo. Punti di forza la voglia di tanti di fare vedere le loro potenzialità, su tutti direi Miguel Veloso, un giocatore che qui a Verona vuole recitare una parte da protagonista e anche il suo avvio è stato molto importante; poi ci sono giocatori come Amrabat e Rrahmani, due giocatori sconosciuti per il panorama italiano ma che si sono dimostrati subito all’altezza del compito chiesto dal club gialloblu. Punti deboli sono i tanti giovani e il fatto che la squadra è stata cambiata tanto, ma l’amalgama del gruppo pare sia già a buon punto, quindi questo aspetto qui che ad ora può essere visto come negativo, in realtà può trasformarsi in un altro aspetto positivo e questo è l’augurio di tutto il popolo scaligero”.

Domenica Hellas Verona-Milan: che partita ti aspetti, a cosa e a chi deve stare attento il Milan e qual è il giocatore rossonero che temi di più?

“La Fatal Verona per voi del Milan è risaputa, ci avete lasciato due scudetti qua a Verona indi per cui è un campo molto difficile. Voi come noi avete cambiato tanto, con il nuovo tecnico Giampaolo non è stato un avvio di stagione molto importante per voi e non sarà una passeggiata giocare sul nostro campo domenica sera. Ci sarà una bellissima sfida tra gli attaccanti polacchi Piatek e Stepinski, saranno sicuramente loro due dei protagonisti in campo. Mi attendo quindi una partita anche equilibrata, soprattutto perché noi giochiamo davanti al pubblico amico, si contano già più di 20000 presenze per domenica quando mancano più di 48 ore alla chiusura della prevendita, ci sarà quindi il pubblico delle grandi occasioni. Questo può fare gioco alla squadra di Juric che nel suo carisma e nella sua voglia di trasmettere la sua passione di emergere, può essere una chiave di volta importante per una partita che ad ora è difficile fare un pronostico, vista anche la situazione del Milan. Se il Milan schiaccia sull’acceleratore può fare male a tantissime squadre, però ad ora prevedo una bella partita e anche mi aspetto qualche gol. Non mi sento di dire che finirà a reti inviolate la sfida di domenica sera”

 Andrea Propato

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MILAN-BRESCIA 1-0, LA PAROLA AI PROTAGONISTI

MILAN-BRESCIA 1-0, LA PAROLA AI PROTAGONISTI

MILAN-BRESCIA 1-0, LE PAROLE DEI PROTAGONISTI – Arriva in ritardo, ma per la prima volta sorridente, in mixed zone, mister Giampaolo.

GIAMPAOLO

Ho l’abitudine di farmi la doccia dopo la partita” scherza il tecnico abruzzese, subito interpellato sulla scelta di schiarare Andrè Silva al posto di Piatek dal primo minuto. “Per ogni partita mi riservo la possibilità di scegliere. Oggi ho scelto Silva, ma anche Bennacer e Kessie. Il Milan dispone di tanti calciatori forti e per ogni partita ho la possibilità di scegliere. Hanno caratteristiche diverse, ho reputato più consono Silva per le sue caratteristiche che ritenevo più adatte all’avversario di oggi; mi serviva un attaccante che legasse il gioco e non scappasse. Ma è una scelta di questa partita, ho grande fiducia in Piatek; può capitare di star fuori, magari l’ho visto più appesantito e meno brillante oppure ho visto Silva in miglior condizione. Non a caso dispongo di 23 calciatori. Andrè ha fatto bene, non so se andrà via, i calciatori sono professionisti e finchè li ho a disposizione li utilizzo; anche Kris è entrato bene senza patire l’esclusione. Per la prossima non so. Se possono giocare insieme? Può anche capitare in qualche partita”.
Una vittoria di misura, quella col Brescia, in cui Giampaolo ha intravisto cose positive. “Stasera a tratti abbiamo fatto buone cose ma in alcuni momenti ci siamo sfilacciati ed abbiamo perso il controllo della partita, anche se non abbiamo rischiato quasi niente. Ho visto cose positive, non voglio ripetermi ma c’è bisogno di lavorare assieme. C’è la volontà dei calciatori di fare le cose per bene e per me è la cosa più importante. C’è tanto da migliorare ma dobbiamo avere il tempo di lavorare assieme. La squadra ci prova, è attaccata al lavoro, sono fiducioso”.
Ancora sui singoli e sulle scelte iniziali: “Stasera rispetto ad Udine ho solo invertito Suso con Castillejo. Suso aveva i compiti dell’attaccante ed è andato in quella zolla che più gli piace. Calha si esprime meglio da mezzala ma domenica ad Udine non avevo il play e Bennacer aveva pochi allenamenti nelle gambe. Non mi piace snaturare le caratteristiche dei giocatori, voglio sempre farli giocare nei loro ruoli. Paquetá per me può essere una grandissima mezz’ala, deve essere meno brasiliano e più concreto, deve fare meno giochi ad effetto. Ha la tecnica per fare la mezzala ordinata come piace a me. Alla fine l’ho dirottato sulla trequarti perché avevamo bisogno di tenere palla e di più forza, può ricapitare ma in linea di massima come trequartista preferisco un attaccante, col fiuto dell’attaccante”.
Ed a chi gli chiede di quanto tempo abbia bisogno per vedere finalmente il “suo” Milan, Giampaolo risponde: “Ne ho bisogno, questa settimana allenerò solo 7 giocatori. È come se stessimo guidando per la prima volta la macchina, non facciamo ancora le cose in automatico e ci pensiamo. Quando le faremo in automatico andrà meglio. La squadra è seria e mi segue, lavora bene. La strada è lunga ma ho fiducia. Stasera c’era un pubblico meraviglioso, sogno di poterlo mettere nelle condizioni di spingerci fino all’ultimo attraverso un calcio propositivo, che guardi in avanti e non indietro. Ho chiesto pazienza, speriamo ne abbiano”.
Inevitabile, infine, la chiosa sul mercato: “Correa non convocato? Non lo so, di mercato parlate col club. Non posso dire niente, parlate con Maldini, Boban o Massara. Non manco mai di rispetto ai miei calciatori, alleno chi ho a disposizione, il resto non è compito mio perché non dispongo io del denaro del club”.

MALDINI

Parole sibilline che fanno il paio con quelle di Maldini nel prepartita: “Il mercato è particolare, ci sono esigenze sportive e societarie, noi ci troviamo nel mezzo e faremo il possibile per farle conciliare. Correa? Vedremo, manca ancora un giorno e mezzo alla chiusura”.

BENNACER

Bada al sodo, a fine gara, Ismael Bennacer, al suo esordio stagionale dal 1’. “La cosa più importante era vincere ma sappiamo che possiamo fare molto meglio. Dopo Udine, abbiamo lavorato e sfruttato le indicazioni dell’allenatore. A questa squadra piace giocare il pallone, il mio ruolo è delicato e devo imparare ancora tanto. Dobbiamo essere più cattivi, il risultato poteva essere più ampio. Dobbiamo lavorare di più in allenamento e migliorarci. Arriviamo alla sosta più sereni, ora ci concentriamo sulle nazionali, poi penseremo alla prossima partita”.

CORINI

Ha l’amaro in bocca per il risultato ma è soddisfatto della prestazione dei suoi, il tecnico del Brescia Eugenio Corini: “Faccio i complimenti ai miei ragazzi per la partita di personalità, abbiamo sempre provato a giocare palla a terra. Il loro gol arriva sugli sviluppi di un fallo laterale con Martella che aveva appena segnalato l’infortunio. Nel secondo tempo ci abbiamo provato ed a parte gli ultimi minuti, in cui il Milan ha sfiorato il raddoppio, c’è sempre stata la sensazione che potessimo pareggiare. Il nostro percorso sarà difficile e tortuoso, ma abbiamo approcciato bene questo inizio di campionato e partite come quella di oggi o di Cagliari ci aiutano a capire che possiamo farcela. Anche quando si perde, bisogna uscire dal campo consapevoli di aver fatto tanto. L’unico rammarico di stasera è quello di non portare a casa punti, ma sono contento della prestazione dei ragazzi”.

 

Enrico Aiello

Photo credits: acmilan.com

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Fabrizio Zanolini (Dir. BresciaInGol.com) a Radio Rossonera: “Milan più forte ma occhio alle qualità del Brescia. Balotelli ha aumentato l’entusiasmo”

Fabrizio Zanolini (Dir. BresciaInGol.com) a Radio Rossonera: “Milan più forte ma occhio alle qualità del Brescia. Balotelli ha aumentato l’entusiasmo”

FABRIZIO ZANOLINI, MILAN-BRESCIA – Alla vigilia di Milan-Brescia, sfida valevole per la seconda giornata di Serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore di BresciaInGol.com, Fabrizio Zanolini, per affrontare alcune tematiche relative proprio al match che si giocherà alle ore 18 di domani a San Siro. Qui di seguito, l’intervista completa.

Come sta vivendo questo ritorno in Serie A il pubblico bresciano? L’obiettivo e le speranze per questa stagione sono per una salvezza tranquilla o magari qualcosina in più visto l’ottimo esordio in casa del Cagliari?

È un ritorno che il pubblico bresciano sta veramente vivendo molto bene: la massima serie mancava dalla stagione 2010/11 e dunque erano 8 anni che il Brescia non riassaporava la Serie A. Una promozione vissuta con grande attesa perché, tralasciando i problemi degli ultimi 3 anni, il Brescia è sempre stato una candidata autorevole per raggiungerla. Brescia che tra l’altro, dopo l’opera di ammodernamento del Rigamonti, sta lavorando anche sul centro sportivo che dovrebbe essere terminato entro la fine dell’anno. Una Serie A conquistata con merito nella scorsa stagione grazie al bel gioco creato da Corini che tra l’altro è un bresciano. L’obiettivo per questa stagione credo sia una salvezza realisticamente possibile ma la Serie A non è la Serie B: è un campionato difficilissimo. Cellino è ambizioso, non escludo che magari, dovesse andar bene quest’anno, per la prossima stagione possa fare qualche pensierino verso qualcosa di più. Inoltre, l’entusiasmo attorno alla squadra è sicuramente aumentato con l’acquisto di Mario Balotelli: ho visto 1500 persone pronte ad accoglierlo al campo di allenamento. Considerate che gli ultimi 70 metri prima di arrivare al centro sportivo, Balotelli era costretto a percorrerli in macchina visti i tanti tifosi presenti. Io un entusiasmo così non lo ricordavo dai tempi di Baggio“.

Mario Balotelli: un grandissimo aiuto per questo Brescia o un accentratore che magari rischia di far venire meno il gioco di squadra?

Difficile al momento avere tutte le risposte. Balotelli si porta appresso una squalifica di 4 giornate e tornerà in campo in occasione di Brescia-Juventus alla quinta giornata. Da un lato è un peccato non poterlo schierare prima di quella partita ma dall’altro forse è un bene perché fisicamente è arrivato tirato a lucido ma è chiaro che gli manca ancora qualcosa nella preparazione atletica ed aerobica. Per quel che si vede durante gli allenamenti, non diventerà un problema bensì sarà una risorsa preziosissima: per una squadra che deve salvarsi è importante avere a disposizione un giocatore che sa benissimo come buttar dentro i palloni. Balotelli è un bresciano e durante la conferenza di presentazione l’ho visto veramente convinto di questa scelta, anzi ha lasciato intendere di non aver mai avuto così tanta consapevolezza nella propria scelta come in questo caso“.

Domani Milan-Brescia: che partita si aspetta? A cosa e a chi deve stare attento il Milan e viceversa?

Spero possa essere una partita aperta anche se il Milan è più forte, i risultati della prima giornata non cambiano certo i valori in campo domani. Il Brescia è una squadra abituata a giocare a viso aperto e credo sia giusto così perché anche chiudendosi il rischio di prendere gol c’è sempre. I rossoneri dovranno stare attenti alla personalità dei giocatori di un Brescia che tra l’altro, nella prima giornata era privo di giocatori importanti e con 9/13 al debutto assoluto nella massima serie. Oltre alla personalità ed all’entusiasmo poi ci sono le qualità di singoli giocatori come Bisoli, Tonali, Torregrossa e Donnarumma giusto per fare qualche nome. Il Brescia invece dovrà stare attento alle giocate di chi la Serie A la conosce bene, lo stesso Corini ha parlato di Suso, Piatek e Calhanoglu come giocatori capaci di riuscire a trovare la giocata in ogni momento. In fondo, se pensiamo ad Inter-Lecce, il Lecce ha disputato una buona partita nel complesso, poi è stata punita dalle giocate dei vari Brozovic, Sensi e Candreva. In generale il Brescia deve stare attento a tutto il Milan e anche a non farsi tremare le gambe perché la cornice di San Siro desta sempre una certa impressione“.

Donato Boccadifuoco

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Pagelle Udinese-Milan 1-0: Rodrigo Becao condanna i rossoneri alla sconfitta

Pagelle Udinese-Milan 1-0: Rodrigo Becao condanna i rossoneri alla sconfitta

UDINESE-MILAN 1-0 – Inizia come peggio non potrebbe il campionato del Milan, con una sconfitta esterna per 1-0 sul campo dell’Udinese. A decidere il match, l’inzuccata di testa di Rodrigo Becao al minuto 72′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da De Paul. Tra le fila rossonere sono in pochi a salvarsi: sicuramente Donnarumma e probabilmente Castillejo per le numerose iniziative offensive delle quali si è reso protagonista. Prestazione ben al di sotto della sufficienza per i terzini Calabria e Rodriguez.

UDINESE-MILAN 1-0 – Le pagelle della nostra redazione:

Donnarumma 7-: incolpevole sul goal subito. La sua è una prestazione di ordinaria amministrazione impreziosita da un bellissimo colpo di reni su conclusione ravvicinata di Lasagna. Il “-” è un per un’uscita di testa fuori area molto avventata. #MiFidoDiTe

Calabria 4: partita in totale sofferenza per il terzino destro rossonero. Una serie di appoggi imprecisi e sovrapposizioni mancate dal primo all’ultimo minuto di gioco. #CorpoEstraneo

Musacchio 6+: la sua prestazione sale notevolmente di livello nella ripresa. Il centrale argentino è infatti uno dei pochi in campo a suonare la carica alzando il baricentro della squadra. Qualche imprecisione di troppo invece ad inizio gara #Diesel

Romagnoli 6: fornisce la prestazione opposta in relazione al proprio compagno di reparto. Nei primi 45′ si dimostra solido ed affidabile, così non è invece nella ripresa dove appare spesso in affanno davanti al pressing offensivo degli avversari. #CapitaCapitano

Rodriguez 4+: pronti via si rende subito protagonista di una sfilza di errori che per fortuna non costano caro alla retroguardia rossonera. Nella ripresa appare più sul pezzo (ma di pochissimo), ma ha il grande demerito di non accompagnare mai le azioni offensive dei propri compagni. #RimandatoASettembre

Calhanoglu 5,5: difficile analizzare la prestazione del nazionale turco. Qualcosa di buono in regime di impostazione è stato fatto ma Hakan mostra di avere gli stessi limiti dell’anno scorso: difetta sempre nella scelta dell’ultimo passaggio e nel passaggio stesso a prescindere dal ruolo nel quale viene impiegato. #Adattato 

Paquetà 6: stupisce il fatto che la sua prestazione dal punto di vista difensivo sia stata nettamente sopra la sufficienza, lo stesso però non si può assolutamente dire per i compiti offensivi che avrebbe dovuto svolgere il nazionale verdeoro. #QuantitàENonQualità (dal 70′ Bennacer 6: entra con personalità facendosi consegnare subito un pallone complicato a ridosso della propria area di rigore, la sua partita fondamentalmente inizia e finisce lì). #Personlità

Borini 5: è uno dei pochi a tentare la conclusione verso la porta avversaria ma ovviamente non basta: soliti limiti tecnici al quale si aggiungono (stranamente) anche quelli fisici col passare dei minuti. #Sfiatato (dal 6o’ Kessié 5: perde la marcatura su Rodrigo Becao in occasione del goal che decide la partita. Troppo confusionario in entrambe le fasi di gioco. #Disattento

Suso 5,5: rispetta le consegne tattiche, tranne durante l’assalto finale nel quale lo schema del Milan ritorna ad essere “Palla a te e pensaci tu“. Crea poco per sé e per i propri compagni ma in campo c’è sicuramente chi ha fatto peggio. #VorreiMaNonPosso

Castillejo 6,5: a sorpresa, come dichiarato da Mister Giampaolo a fine gara, dei 3 giocatori offensivi è quello che sembra essersi calato meglio all’interno delle dinamiche del 4-3-1-2. Per lui un paio di spunti degni di nota e un movimento continuo lungo tutto il fronte offensivo. #Funzionale (dal 75′ Leao s.v.)

Piatek 4,5: A garantirgli un’insufficienza meno pesante sono un paio di palloni addomesticati a centrocampo che permettono alla squadra di alzare ritmo e baricentro. A condannarlo, una gara incolore sotto ogni punto di vista. La scusa del “Non gli arrivano i palloni” inizia a stufare. #FuoriContesto

Giampaolo 4,5: squadra imballata, priva di fiato e senza alcuna idea propositiva. Cambi abbondantemente ritardati e dichiarazioni post gara che potrebbero creare qualche problema all’interno dello spogliatoio. Di positivo nel suo esordio ufficiale sulla panchina rossonera, non c’è nulla. Passerà al 4-3-3? #Amleto

Donato Boccadifuoco

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Udinese-Milan 1-0, le parole dei protagonisti

Udinese-Milan 1-0, le parole dei protagonisti

UDINESE-MILAN 1-0, LE PAROLE DEI PROTAGONISTI – È un Marco Giampaolo che non si nasconde quello che nel post gara commenta la sconfitta all’esordio alla Dacia Arena di Udine. Senza giri di parole, il tecnico abruzzese boccia sonoramente la proposta offensiva offerta dal Milan, a cominciare dal tridente d’attacco.

GIAMPAOLO

Se ti chiami Milan perdere non va mai bene, ma voglio andare oltre il risultato perché la partita di oggi mi ha dato molte indicazioni – spiega Giampaolo -. A cominciare dai tre davanti che hanno avuto difficoltà nell’interpretare cose che non sono nelle loro corde. Suso, Castillejo e Piatek hanno caratteristiche diverse rispetto a quello che voglio e bisogna farli giocare nel loro habitat naturale. Rischio di snaturarli e non devo farlo, la colpa non è loro”.  Ed a chi gli fa notare che le sue parole lasciano presagire ad un ritorno al 4-3-3, Giampaolo risponde con un laconico “bisogna lavorare”.

Ancora sulla gara: “Cosa ho da rimproverarmi? Il possesso palla deve avere uno sviluppo offensivo migliore.
Finora non avevo avuto avvisaglie di queste difficoltà. Credevo il problema fosse Suso, nel senso che lo reputavo il meno adatto in questo ruolo, ma non è così. Anche Piatek forse preferisce giocare da solo e paradossalmente Castillejo è l’unico a far meglio quello che gli chiedo. Bisogna mettere tutti nelle condizioni di fare di più, bisogna riorganizzare i tre davanti. Questo lo avrei detto anche se avessimo vinto la partita. Siamo sterili davanti, non mi piacciono queste soluzioni offensive ma non c’è niente da buttare del lavoro fatto finora; i principi su cui abbiamo lavorato sono buoni, bisogna solo cambiare qualcosa” prosegue Giampaolo, che sul mercato glissa: “Non mi interessa. Abbiamo appena perso una partita, parlarne sarebbe una mancanza di rispetto verso i miei giocatori”.

Sul rigore il tecnico rossonero parla di “un dettaglio”, che poteva comunque spostare l’esito della partita. “Stando alle nuove disposizioni, dovrebbe essere rigore. Sul fallo di mani in area penso comunque che bisogna lasciare libertà all’interpretazione dell’arbitro. Vanno valutate le dinamiche di come avviene, possono esserci movimenti congrui o meno. Dovrebbe dipendere dalla sensibilità dell’arbitro, anche attraverso il Var”.

ROMAGNOLI

Parla di “prestazione non all’altezza” anche il capitano del Milan, Alessio Romagnoli, che aggiunge: “dobbiamo guardare avanti e lavorare. Eravamo sterili in fase di possesso, facevamo poco movimento e molta fatica a trovare gli attaccanti. I nuovi acquisti ci possono dare tanto, confidiamo anche nel mister. Ci serve tempo, miglioreremo allenandoci. Il rigore? Penso che l’arbitro potesse far meglio, le immagini erano chiare, non poteva non vederlo. Piatek deve essere paziente e lavorare, col lavoro il gol arriverà. Ha dimostrato di saper segnare tanto”. Chiosa finale sul ritorno in panchina di Mihajlovic: “Lo ringrazio per quello che mi ha dato, sappiamo che è un guerriero, si riprenderà e ne uscirà”.

SORRISO UDINESE

Si sorride, e non poco, in casa friulana.

Siamo contenti, è stata un’ottima prestazione di squadra – spiega Kevin Lasagna -. Abbiamo preparato bene la partita, siamo felici dei 3 punti conquistati. Abbiamo messo intensità per tutta la gara anche se il caldo si faceva sentire. Il Milan? L’avevamo visto in settimana e studiato, abbiamo capito che il centrocampista davanti alla difesa è il fulcro del loro gioco, io e Pussetto abbiamo sempre cercato di coprirlo”.
Gli fa eco il tecnico Igor Tudor: “Milan ancora tra le grandi? Assolutamente si, farà una grande stagione, ha un grande allenatore e gente capace in società. È normale che alla prima partita con un nuovo allenatore ci siano difficoltà, ma farà bene”.

Enrico Aiello

Photo Credits: AcMilan.com

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