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Milan-Lazio, le parole dei protagonisti

Milan-Lazio, le parole dei protagonisti

MILAN-LAZIO, PIOLI: “CHE ERRORI SUI GOL, MA VEDO UNA SQUADRA IN CRESCITA”

Rammaricato per il risultato ma soddisfatto per la prestazione dei suoi ragazzi. Stefano Pioli vede una squadra in crescita, al termine della sconfitta con la Lazio, ma i risultati continuano a latitare.

“Non mi sento in un labirinto, vedo una squadra in crescita – ha detto il tecnico rossonero -. Oggi un risultato positivo sarebbe stato importantissimo ma c’è stata la prestazione. Abbiamo cercato di ribattere colpo su colpo contro una squadra forte, prendendoci rischi ma facendoli anche correre alla Lazio. La strada è quella giusta, dobbiamo solo pensare ad alzare ancora il nostro livello di prestazioni”.

Analizzando la gara, Pioli prova a trovare una spiegazione sui gol subiti: “In entrambi i gol della Lazio siamo in superiorità numerica ma non leggiamo bene la situazione. Dobbiamo interpretare meglio le situazioni ed essere più veloci. A 10′ dalla fine una squadra che sta facendo quella prestazione non deve prendere quel gol. E’ vero che Theo Hernandez va sfruttato di più in fase di spinta ma bisogna essere anche bravi a coprire la sua posizione. Oggi nel secondo tempo eravamo a 3, Calabria era il terzo difensore e Rebic a centrocampo. Ma non è una questione di numeri. E’ grave il modo in cui prendiamo il secondo gol, ci è costato la partita. Ce la siamo giocata alla pari con una squadra molto forte, che deve arrivare tra le prime 4 se non vuole incorrere in una grande delusione”.

Molto deludente, invece, l’apporto dei calciatori subentrati, a cominciare da Rafael Leao. “Ma non voglio puntare il dito contro nessuno – ha spiegato Pioli -. Certo, da Leao mi aspettavo di più, doveva darci profondità, strappi ed uno contro uno. Deve far meglio, oggi il suo ingresso non è stato all’altezza delle sue potenzialità. Questa squadra non avrà grandissimi campioni ma ci sono ottimi giocatori, di gran qualità. Siamo una squadra giovane ma di giovani maturi che devono capire come si interpreta ed approccia una partita: e questo vale sia per i titolari che per chi entra in campo a partita in corsa”.

Ed a chi gli chiede se i problemi del Milan siano più tecnici o di testa dei calciatori, Pioli replica. “Si parla tanto della testa dei giocatori ma oggi la squadra ha battagliato per 90′, non si è arresa, ha giocato e lottato pur commettendo errori. Dobbiamo essere più precisi, a volte sbagliamo alcune scelte. Dobbiamo crescere ma non vedo una squadra impaurita. L’unico momento in cui forse ho visto una squadra impaurita è stato quando sono arrivato, ma adesso vedo giocatori convinti. Ieri ho parlato di squadra che ci crede, stasera abbiamo lottato contro una squadra molto forte. I ragazzi sono usciti dal campo ed avevano la testa bassa per la sconfitta ma erano convinti del proprio percorso di crescita”.

INZAGHI

Si gode il successo della Lazio dopo 29 anni di digiuno a San Siro in campionato, invece, il Simone Inzaghi.

“Volevamo sfatare questo tabù, avevo detto alla squadra che si poteva fare, anche perché qui avevamo vinto lo scorso anno in Coppa Italia. Abbiamo vinto meritatamente, il Milan ha fatto una buona gara ma noi abbiamo fatto di tutto per vincere, pur subendo un gol fortuito – ha esordito il tecnico biancoceleste -. I cambi ci hanno aiutato, nonostante li abbiamo fatti per alcuni problemini fisici. Quando comandiamo la partita, 9 volte su 10 la vinciamo. Vogliamo costruire, spesso riusciamo a farlo altre volte meno. Oggi non era facile, il Milan alzava Bennacer su Leiva e non era facile. Nel primo tempo potevamo far meglio, sapevamo che il Milan sarebbe calato nella ripresa avendo giocato giovedì”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Milan-Spal, le parole dei protagonisti

Milan-Spal, le parole dei protagonisti

MILAN-SPAL -, PIOLI: “ECCO LO SPIRITO CHE VOLEVO, SENTO CHE QUESTA SQUADRA PUO’ CRESCERE”

Niente scherzetto, ma un dolcetto che vale tre punti per Stefano Pioli, che al terzo tentativo trova finalmente il suo primo successo sulla panchina del Milan. 

 “Avevo chiesto alla squadra di mostrare lo spirito e lo spirito è stato quello giusto – ha esordito il tecnico rossonero  -. Stasera abbiamo rischiato poco, peccato aver tenuto il risultato in bilico fino alla fine ma vincere e soffrire ci può far bene. Se questa vittoria può rappresentare la svolta? La partita che può cambiare la stagione è sempre la prossima. Sono contento per i ragazzi, la società ed i tifosi che ci hanno sostenuto, ma dobbiamo già pensare alla Lazio, un avversario molto forte”.

A scacciare le streghe ci ha pensato Suso, che Pioli aveva tenuto inizialmente in panchina per la prima volta in questo campionato e dopo 17 consecutive da titolare. “Jesus è un giocatore di grande qualità, può fare di più per le sue capacità, sono contento di allenarlo – ha detto il mister -. Ma noi dobbiamo pensare da squadra e non ai singoli, non si vince e non si perde grazie ad un solo giocatore. Oggi abbiamo vinto tutti, contro un avversario che è venuto a pressarci molto alto. Avevo detto ai ragazzi che era difficile che la Spal tenesse i ritmi del primo tempo. Nei primi 45’ non abbiamo creato molto ma non abbiamo rischiato, nei secondi la Spal ci ha permesso di palleggiare di più ed arrivare più spesso vicino alla loro porta. C’era il rischio di innervosirci e perdere lucidità ma non ci siamo mai abbattuti”.

Nuovamente sollecitato sulla possibile coesistenza tra Piatek e Leao, Pioli si ripete: “E’ possibile vederli insieme, stavo pensando di inserire Leao quando non riusciamo a sbloccarla; se Suso non avesse segnato, lo avrei inserito largo a sinistra per farlo accentrare. Per il momento non posso farli giocare insieme almeno finché non avremo più equilibrio e più convinzione”.

Intanto, domenica sera con la Lazio il Milan è atteso dalla prima di un trittico durissimo che proseguirà con Juventus e Napoli. “Sento che la squadra può crescere, se siamo convinti tutto è possibile – ha chiosato il tecnico rossonero -. Le prossime sono gare difficilissime, dobbiamo affrontarle una alla volta ma essere preoccupati nel modo giusto. Dobbiamo sempre battagliare, come oggi. Se manteniamo questo spirito, abbiamo la qualità per far bene, m solo con la qualità non si vince, nel calcio di oggi non basta più. Adesso dobbiamo recuperare le energie fisiche e mentali in vista di domenica”. 

SEMPLICI

Ha le idee poco chiare e non mostra grande lucidità a fine gara, il tecnico della Spal Leonardo Semplici, che esordisce lamentandosi per la direzione di gara: “Sono arrabbiato – ha detto il tecnico spallino -, faccio i complimenti al Milan che ha meritato ma mi piacerebbe rivedere alcune situazioni, dalla posizione di Piatek nell’azione che ha portato al gol di Suso al secondo giallo su Bennacer che nessuno ha segnalato. So che la Spal interessa meno ed ha meno appeal, ma anche noi lavoriamo. La squadra ha disputato una buona gara, i ragazzi ci mettono l’anima. In tre anni non ho mai giudicato l’operato degli arbitri, ma stasera voglio capire il posizionamento di Piatek sul gol ed il mancato secondo giallo a Bennacer. Magari avremmo perso ugualmente, ma vorrei che ci venga dato ciò che si spetta”.

Subito dopo le telecamere di Sky gli mostrano la posizione (regolare) di Piatek da cui è nata la punizione di Suso e Semplici si ravvede: “mi sembra buona. Mi ha fatto dispiacere di più il mancato secondo giallo a Bennacer a dieci minuti dalla fine, in 11 contro 10 potevamo giocarla diversamente. Devo migliorare io e tanto, e far migliorare i ragazzi”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Milan-Lecce, le parole dei protagonisti

Milan-Lecce, le parole dei protagonisti

MILAN-LECCE, PIOLI: FESTA ROVINATA. LA GIOIA DI LIVERANI

Sperava di festeggiare diversamente il suo 54esimo compleanno Stefano Pioli, nel giorno del suo esordio sulla panchina del Milan. Invece proprio Marco Calderoni, che il 15 maggio 2009 quando allenava il Piacenza regalò agli emiliani la matematica salvezza con un gol contro il Pisa, gli ha negato la gioia della vittoria al debutto in rossonero.  

“Peccato, è chiaro mi aspettassi il regalo più bello da questa partita – ha esordito Pioli – ma questa sera avevo chiesto alla squadra spirito e la risposta c’è stata; purtroppo il risultato non da merito alla prestazione dei miei ragazzi. Questa sera non abbiamo ottenuto la vittoria per demeriti nostri, dovevamo chiuderla prima proprio per evitare che succedesse ciò che è successo, cioè di non vincere una partita che meritavamo di vincere.  Aspettavo questa gara con grande curiosità e sono convinto che ci servirà molto, sia per proseguire nelle cose positive che abbiamo fatto, sia per capire i nostri errori ed in cosa bisogna migliorare. Una squadra come il Milan queste partite deve chiuderle e portarle a casa. Se poi non riesci a chiuderla, puoi anche vincerla 2-1, soffrendo e stringendo i denti. Non so se è una questione mentale o di concentrazione, i giocatori del Milan sono ragazzi consapevoli delle loro qualità e della maglia importante che indossano” 

Pioli sembra comunque soddisfatto della prestazione dei suoi anche se gli errori commessi sono stati pagati a caro prezzo:  “Questa squadra deve attaccare la profondità, anche se le strategie possono cambiare di partita in partita. Oggi ad esempio abbiamo costruito con la difesa a 3, magari domenica a Roma sarà diverso. Mi sono piaciuti alcuni concetti di gioco ed alcune soluzioni, ma c’è ancora tanto lavoro da fare anche se abbiamo la qualità per migliorare. Sul gol di Calderoni, aldilà del bel gesto tecnico, ci è mancata attenzione e collaborazione, anche se quell’azione potevamo chiuderla prima. Sull’azione del rigore, invece, eravamo posizionati male, tutti spostati verso la palla”. 

Sollecitato sul possibile impiego contemporaneamente di Rafael Leao e Piatek, il tecnico rossonero spiega: “Potranno giocare insieme quando avremo più equilibrio ed io avrò capito meglio le loro caratteristiche e come farli coesistere. Oggi ho tolto Rafael perché aveva avuto una contrattura a fine primo tempo ed anche Paquetà mi sembrava meno brillante”.

LIVERANI

Ha lo sguardo sornione di chi ha rovinato sul più bello la festa del proprio collega, invece, Fabio Liverani. “Siamo felici – ha detto il tecnico dei salentini -, per noi questa sarà una stagione di sofferenza fino al 24 maggio. E’ vero che il Milan poteva avere difficoltà per il cambio di allenatore, ma hanno grandi giocatori ed una squadra molto più forte. Nel primo tempo la squadra non mi è piaciuta, non abbiamo fatto bene in alleggerimento in difesa ed in uscita col possesso palla, inevitabilmente il Milan ha preso il sopravvento. Nei 90 minuti ci sono più partite, momenti in cui si soffre ed altri in cui hai il pallino della partita e devi essere bravo a sfruttarlo. Dobbiamo essere più bravi nella lettura dei momenti della partita. Falco è stato il giocatore più utilizzato, lo scorso anno è cresciuto molto e ci ha trascinato. Oggi ha sofferto molto la fisicità di Theo Hernandez, deve essere bravo a trovare alternative al suo standard di gioco su questa fascia. Questa squadra mi piace perché lotta fino alla fine. Con questo spirito possiamo arrivare lontano”. 

 

Photo Credits: AcMilan.Com

Enrico Aiello

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Genoa-Milan 1-2, la parola ai protagonisti

Genoa-Milan 1-2, la parola ai protagonisti

GENOA-MILAN 1-2 – Parlare di un Giampaolo sereno, a fine gara, sarebbe un eufemismo. Ma i timidi sorrisi che ogni tanto mostra davanti alle telecamere hanno il sapore della panchina in salvo per il tecnico rossonero. “E’ una vittoria che serve per rispondere alle sentenze – dice scherzando il mister -. Avevo chiesto ai ragazzi di fare la partita della vita dal punto di vista temperamentale, del carattere. Non mi interessava il fioretto e la qualità, ma che non sanguinassimo davanti agli squali. Avevo detto che si poteva perdere il confronto tecnico, ma non la dignità. Nel primo tempo siamo andati sott’acqua, ma nella ripresa siamo stati bravi a reagire. C’era tanta pressione, siamo la squadra più giovane del campionato e non è facile gestire certe situazioni. Maldini in settimana mi ha confessato che anche lui, quando le cose andavano male, faceva fatica a giocare a San Siro. Oggi la squadra non ha mollato nulla, sono soddisfatto; abbiamo lottato e sofferto insieme, con quello spirito di sacrificio che avevo chiesto in settimana”.

Tante le domande sui singoli, da Piatek agli ingressi decisivi di Paquetà e Leao. Così Giampaolo: “Dire che chi è entrato ha cambiato la partita è ingeneroso verso gli 11 titolari. Piatek e Leao hanno caratteristiche diverse ma io sono attaccato ad entrambi, il Milan ha bisogno di entrambi. Non butto via nessuno, il mio compito è di tenerli sempre vivi. Questa partita dovevano giocarla i giocatori di responsabilità, quando siamo andati sott’acqua ho voluto inserire quelli più liberi; ho tanti giocatori di talento ma che devono migliorare nel saper giocare le partite. Paquetà è un ottimo giocatore, come tanti. E’ entrato bene, ci ha dato vigore, ma non condanno Hakan, preferisco parlare di collettivo. Bonaventura? Oggi avevamo bisogno di personalità, di saper gestire le difficoltà della partita. Ci occorreva Jack, mi è piaciuto molto, ha sensibilità, sa trattare la palla. Per noi è difficile giocare con tre attaccanti puri, lui ci ha dato equilibrio. Anche lo scorso anno non si giocava mai con tre attaccanti puri ma con Suso, Piatek ed un centrocampista, cioè Chalanoglu o Jack”.

Giampaolo ha poi raccontato le emozioni del rigore calciato nel recupero da Schone. “Per fortuna riesco ad essere lucido e freddo durante le partite. Ho anche dubbi che ci fosse il rigore ma Reina ha talmente tanta personalità che è in grado di recuperare dagli errori commessi; ho davvero tanta avuto fiducia in lui”.

E sul futuro, il mister conclude: “Oggi bisognava raschiare il fondo del barile, questa vittoria mi ha permesso di guadagnare del tempo. Adesso perderò alcuni giocatori per le nazionali ma nel complesso mi aspetto che questa squadra riesca a giocar meglio nel collettivo, con un po’ più di leggerezza. Lavorerò perché i ragazzi si avvicinino sempre più alle mie idee, alla mia visione; ci vuole pazienza ed un pizzico di fortuna. Nel frattempo, sento di poter dire che conosco sempre meglio questa squadra, i particolari e le sfaccettature tecniche e psicologiche dei miei uomini”.

ANDREAZZOLI

Non nasconde amarezza, a fine gara, il tecnico genoano Aurelio Andreazzoli. “A fine primo tempo ho fatto i complimenti ai ragazzi, abbiamo fatto la gara che mi aspettavo. Nella ripresa, in un paio di minuti abbiamo buttato tutto all’aria, commettendo delle ingenuità che in serie A non si possono vedere ed il Milan è stato bravo ad approfittarne. Dopo, siamo tornati a fare le cose per bene, come le avevo chieste in settimana. C’è rammarico, è fastidioso perdere una partita del genere ma il calcio è fatto di episodi”. Gli episodi cui si riferisce Andreazzoli non sono affatto quelli arbitrali che, anzi, l’ex tecnico empolese non contesta: “Il rosso a Biraschi? Non ho protestato, ho solo parlato con gli arbitri. Le decisioni sono loro e le accetto. Hanno rivisto l’azione ed avranno certezza di quello che hanno fatto. Il regolamento  è chiaro, c’era il fallo di mani come c’era il rigore per noi. Quando parlo di episodi non mi riferisco alle decisioni arbitrali ma agli errori che abbiamo commesso o a Reina che dopo un errore si è riscattato”. Chiosa finale sulle condizioni di Criscito: “Sta molto male, è un infortunio serio, muscolare” ha concluso Andreazzoli.

BONAVENTURA

Il suo ritorno in campo dal 1’ è coinciso con il ritorno alla vittoria del Milan; Jack Bonaventura è soddisfatto del risultato ma consapevole ci sia ancora tanto da migliorare. “E’ una vittoria importante perché venivamo da un brutto periodo, ma sappiamo tutti che possiamo e dobbiamo far meglio – ha detto il centrocampista rossonero -.  Fragilità mentale? E’ normale, siamo una squadra con tanti giovani, non è facile giocare con la pressione addosso ma ci dobbiamo abituare e tirare fuori il meglio da noi stessi. E’ stata dura star fuori, non vedevo l’ora di giocare, mi mancava il campo ed ho lavorato tanto; adesso sto bene, il ginocchio va molto meglio ed io potrò crescere giocando di più”. Ed a chi lo vede leader di questo Milan, Jack risponde: “E’ giusto che chi ha più esperienza ogni tanto si faccia sentire ma qui siamo tutti responsabili della situazione. Dobbiamo ancora migliorare tanto e lavoreremo per questo. Dopo questa vittoria, la sosta ci consentirà di lavorare di più. Avremo molti giocatori impegnati con le nazionali, ma chi rimarrà a Milanello si impegnerà per far rendere al meglio la squadra”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Milan-Fiorentina 1-3: la parola ai protagonisti

Milan-Fiorentina 1-3: la parola ai protagonisti

MILAN-FIORENTINA 1-3, LA PAROLA AI PROTAGONISTI  – GIAMPAOLO: “CI È PESATA LA PARTITA, IO PRIMO RESPONSABILE”

“Testa alta e giocare a calcio” era il suo mantra. Ma il Marco Giampaolo che si presenta davanti alle telecamere dopo la disfatta con i viola mostra testa bassa ed occhi parecchio lucidi.

“Tre giorni fa a Torino avevamo fatto una partita di personalità, avevo intravisto sprazzi di cose che a me piacciono – ha spiegato il tecnico rossonero -. Oggi invece abbiamo giocato male individualmente, con poco ordine collettivo. Ci sono giovani forti che interpretano le cose individualmente, mentre bisogna saper fare le cose da squadra. Abbiamo pagato tanta disorganizzazione nelle fasi di gioco. Dobbiamo aggrapparci all’essere squadra. Se pensiamo di risolverle individualmente, anneghiamo nei nostri problemi. Oggi pesava perché dovevamo vincerla. Avevo detto ai ragazzi di non giocare col braccino e non aspettare gli eventi. Ho cercato di rassicurare la squadra ma non eravamo brillanti ne reattivi, eravamo frenati, ci è pesata la partita”.

Sulla contestazione dei tifosi, il mister chiarisce: “Non ho nulla da dire, sono giustificati, sono abituati a ben altro. Il tifoso paga e tifa Milan, ci mancherebbe. Dovevamo essere all’altezza dello stadio in cui giocavamo, ma a tratti ci siamo un po’ bagnati”.

E sulle nubi che si addensano sul suo futuro, Giampaolo spiega: “con la dirigenza non ho parlato, non faccio riflessioni, sono il primo responsabile ma vado avanti, sono convinto delle mie idee. Stasera sembrava non avessimo mai fatto un allenamento assieme, questo mi infastidisce. Si può anche perdere ma con ordine. Io devo tirar fuori il massimo dai miei calciatori, devo rendere questa una squadra, anche evitando fronzoli e dando più concretezza. Se non riesco ad esprimere lo stile-Milan in qualità e bellezza, proverò a privilegiare la quantità e la concretezza”.

MONTELLA

Questa volta i suoi sorrisi sono più che giustificati. Vincenzo Montella si gode il meritato trionfo.

“È stata una gran bella vittoria, in un grande stadio e davanti a 50mila spettatori – ha dichiarato il tecnico campano -. Mi aspettavo la standing ovation per Ribery, l’ho tolto per questo. Non è più quello di cinque anni fa ma è ancora un calciatore con capacità sopra la media. San Siro ha visto tanti campioni, non ti regala niente. Lo so perché ero tifoso del Milan. Gli applausi sono meritati”.

Ed a chi parla di rivincita, Montella spiega: “La soddisfazione è aver vinto, è la terza volta che lo faccio con la Fiorentina in questo stadio. Non avevo alcun spirito di rivalsa, era un altro Milan ed un’altra dirigenza. Con la prima dirigenza avevo vinto una Supercoppa senza far mercato. Ringrazio Galliani e Fassone che mi hanno dato la possibilità di allenare il Milan. La contestazione? Per il Milan giocare in questa atmosfera è dura. Mi spiace per i tifosi e per i giocatori che ho allenato. Ma a rotazione tocca a tutti. È un momento transitorio”.

RIBERY

“Giocare in questo stadio, davanti a questi tifosi, è speciale – spiega l’uomo partita Franck Ribery, che ringrazia chi lo ha applaudito -. I tifosi del Milan sono straordinari, adesso è difficile per loro e mi spiace. Noi abbiamo fatto una grande partita, sono contento.
Dicevano fossi vecchio, ma so giocare a calcio. Il calcio mi piace, ho sempre fame ed in campo mi diverto.
Dobbiamo lavorare ogni giorno per giocare come questa sera. Chiesa? Federico è un grande giocatore, con grande mentalità, parlo spesso con lui e mi segue sempre”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Torino-Milan 2-1, la parola ai protagonisti

Torino-Milan 2-1, la parola ai protagonisti

TORINO-MILAN 2-1 – GIAMPAOLO: “DOVEVAMO CHIUDERLA PRIMA”. MAZZARRI: “CHE REAZIONE QUESTO TORO”.

È un Marco Giampaolo parecchio deluso quello che si presenta ai microfoni a fine partita. Non tanto per la prestazione dei suoi, che anzi è piaciuta al tecnico rossonero, quanto per la mancanza di cinismo e la scarsa capacità di controllo del risultato.

“È stata una partita in controllo ma non abbiamo avuto il cinismo per chiuderla – ha detto Giampaolo -. Non avevamo rischiato nulla fino al gol del pari, poi in 4 minuti è cambiato tutto. Dovevamo chiuderla e vincerla. È stata la nostra miglior partita finora, con qualche errore, ma a larghi tratti la squadra mi è piaciuta; la sconfitta non va bene e non ci sta”.

Sui problemi del Milan il mister chiarisce: “Mi spiace per i ragazzi e per i tifosi soprattutto perché la squadra lavora bene, mi segue e fa le cose per bene. Non è una squadra che recita uno spartito individuale, dovremmo avere il conforto del risultato per continuare a predicare il nostro verbo. Con questa sconfitta abbiamo rallentato crescita ed. autostima”.

Quanto si cambi, Giampaolo spiega: “Ho inserito Jack per Leao perché volevo tener viva la squadra davanti e non abbassarla. Volevo qualità con Bonaventura, che infatti ha messo una gran palla per Kessie alla fine. Leao è uno scattista, non ha resistenza nel lungo e non ha nelle corde un lavoro di contrapposizione. L’ho visto stanco, Jack mi garantiva qualità. Bennacer invece era ammonito, volevo un attaccante in più. Avevo chiesto alla squadra di controllare la partita e non sporcarla mai, perché il Toro ha gran fisicità. La chiave della partita era giocare a calcio con qualità. Dobbiamo migliorare nella precisione dei passaggi, spesso forziamo ma abbiamo qualità. Suso? Stasera mi è piaciuto, ha lavorato tanto, è stato collaborativo”.

E sul presunto fallo su Chalanoglu in occasione del pari del Toro, il tecnico abruzzese conclude: “Si poteva fischiare, ma sono episodi. È il controllo della partita che fa la differenza. Stasera abbiamo avuto buoni numeri a differenza delle altre volte ma ci é mancata la stoccata finale”.

MAZZARRI

Umore opposto in casa granata, dove festeggia Walter Mazzarri.
“Nel primo tempo siamo stati annichiliti, ci capita spesso in casa per via delle tante aspettative. Eravamo lenti e macchinosi come con il Lecce. Abbiamo saputo soffrire e non prendere il secondo gol. Ho dovuto cambiare modulo, abbiamo aggredito il Milan ed è stata la scelta giusta. Nella ripresa i ragazzi sono entrati in campo con un altro atteggiamento, eravamo un’altra squadra ed abbiamo meritato la vittoria. Alla fine eravamo distrutti, dovevamo chiuderla e stavamo per buttar via due punti incredibilmente. La classifica? Non si guarda mai – ha concluso Mazzarri – Il campionato è come il Giro d’Italia, un percorso a tappe. Alla fine si tireranno le somme”.

BELOTTI

Al settimo cielo il man oggi the match di giornata, Andrea Belotti.

“Non siamo partiti bene, gli abbiamo lasciato il pallino del gioco – ha detto il Gallo -. Nello spogliatoio ci siamo guardati in faccia e ci siamo sfogati. Rodeva il culo perdere, non volevamo farlo per la terza volta di fila ed in casa. Grazie ai tifosi per il sostegno, l’abbiamo ribaltata tutto insieme anche col loro aiuto.
Il primo gol è stata un’iniziativa personale su gran lancio di Rincon. Quella è stata la scossa.
La rovesciata è stato invece un gesto istintivo”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Hellas Verona-Milan 0-1, la parola ai protagonisti

Hellas Verona-Milan 0-1, la parola ai protagonisti

HELLAS VERONA-MILAN 0-1, LA PAROLA AI PROTAGONISTI – Vittoria sofferta ma importante per il Milan di Giampaolo in casa di un ottimo Verona.

JURIC a SKY

“Sono contento per i ragazzi, in 11 contro 11 siamo stati migliori nettamente, dopo abbiamo tenuto molto bene. Se c’era una squadra che oggi meritava di far punti, eravamo sicuramente noi”.
Gli episodi?Sono tutti al limite, oggi non era facile neanche per gli arbitri giudicare. Dico solo che il loro rigore era netto, per il resto episodi al limite”.
Continua, poi, il tecnico gialloblù: “Dobbiamo giocare con questo spirito, sempre al massimo, giocare a calcio ed essere così concentrati ed aggressivi. Verre oggi ha fatto bene ma è all’inizio del suo cammino, deve crescere ancora tanto”.
Abbiamo una difesa senza esperienza, ma stanno lavorando bene, hanno il giusto spirito e forza per reggere i contrasti. Devono continuare così”.

GIAMPAOLO a SKY

Quali sono le certezze in vista del derby? “Una squadra che lavora bene, devo renderla equilibrata. So quali sono pregi e difetti, lavoro per migliorare la filosofia e la tenuta di squadra. Nessuno è perfetto. Mi piace l’attaccamento dei giocatori nel fare le cose, poi tutti possono sbagliare, ma sono contento del loro attaccamento”.
Sulla prestazione: “La squadra ha giocato bene nel secondo tempo, abbiamo allargato il campo e tenuto bene le posizioni. Dietro avevamo due centrali e Biglia. Era difficile perchè loro erano chiusi“.
“Il Verona ha fatto la sua onesta partita difensiva, noi non siamo sicuramente stati perfetti. Possiamo migliorare, lo so, non scappo da queste considerazioni. La vittoria è positiva ma non nasconde la polvere sotto il tappeto. Non mi nascondo dietro il risultato positivo”.
Piatek? “Non mi è sembrato di vedere un’esultanza polemica, si è dato da fare, ha lavorato, è un ragazzo a posto, non uno che fa casino”.
4-3-3? “Bsogna lavorare sui sistemi di gioco, lo abbiamo fatto perchè dovevamo allargare il gioco. Non mi piace improvvisare, dobbiamo avere identità precisa. Finora abbiamo lavorato in un certo modo e continueremo a farlo, abbiamo bisogno di certezze. Abbiamo ottime individualità che devo mettere a posto in un contesto collettivo. E loro lavorano perchè io possa completare il mosaico nel migliore dei modi“.
Sul secondo tempo: “Nel secondo tempo ho chiesto di portare Rebic e Suso sulle linee e costruire coi due difensori. Ci siamo presi la metà campo; star lì 90′ per un avversario in 10 non è facile. Avevamo 7 giocatori sopra la linea della palla, siamo stati bravi. Dovevamo aggiustarci per abbassare la loro fase difensiva e lo abbiamo fatto”.
Le partite sono tutte difficili, non ci sono passeggiate di salute, gli avversari sono agguerriti, il Var ha giustamente tolto ogni dubbio o incertezza di una volta quando pesava il blasone della squadra più forte. La squadra crede in quello che facciamo ed il riscontro ce l’ho giornalmente. Se la squadra non mi seguisse, ve lo direi. Bisogna sempre essere onesti intellettualmente. I ragazzi fanno le cose per bene ed hanno tanti ampi margini di miglioramento. Sono un po’ abituati a giocare singolarmente, devo migliorarli nel collettivo. Dobbiamo imparare ad attaccare meglio”.

GIAMPAOLO in conferenza stampa

Squadra imbarazzante? “Mi sembra esagerato, abbiamo fatto gara intelligente dopo superiorità numerica. Abbiamo rischiato molto portando giocatori oltre la linea della palla. Abbiamo praticamente rischiato niente. C’è tanto da migliorare e ci mancherebbe altro. Non ci sono squadre perfette a metà settembre, figuriamoci la nostra. Il tempo ci giudicherà”.
Piatek? “Dopo la partita non parlo mai con i calciatori, è sereno, alla vigilia gli avevo detto che si era allenato bene, era molto più partecipe. Deve star sereno e tranquillo. Un gol cambia l’umore del calciatore ma non tutto. E’ importante quello che fa per la squadra. Se fa bene il collettivo, hai più possibilità di vincere la partita”.
Un solo cambio? “Non pensavo ci fosse bisogno di cambiare, eravamo uno in più, i centrocampisti lavoravano bene ed avevano preso le misure. Stavano bene, non c’era bisogno. Solitamente faccio tre cambi ma oggi non volevo alterare equilibri”.
Biglia al posto di Bennacer? “Biglia è un giocatore forte, un leader carismatico. Sono cose importanti per me. Voi vedete, io vedo e sento. Biglia ha un motivo, alzare il livello carismatico, dell’esperienza e del saper giocare le partite importanti. Bennacer è forte ma io devo costruire le fondamenta di questa squadra e lo faccio con gli uomini che ritengo più funzionali. Ha un ruolo particolare, sta bene, aveva fatto un precampionato straordinario, è un leader riconosciuto dal gruppo. Oggi c’era bisogno di lui, di non annegare nelle difficoltà.
Cori contro Kessie e Donnarumma? “Sono i soliti discorsi, non educo io la gente inqualificabile”.Su Suso: “Lui è bravo nella mattonella, nel dribbling e nei tempi di gioco, non è un giocatore di profondità ma di palla addosso. Contro squadre chiuse hai bisogno di quei calciatori, di sensibilità ed uno contro uno. Lui apre strade che gli altri non vedono“.
Sugli avversari: “Il Verona mi è piaciuto molto di più col Lecce, dove ha dominato e fatto la partita. Stasera ha pensato a non farci giocare e me lo aspettavo anche. Siamo stati bravi ad aver pazienza, nel stancarli e farli correre. Ai ragazzi ho detto che prima o poi avremmo trovato la giocata vincente”.

Enrico Aiello

Photo credits: acmilan.com

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MILAN-BRESCIA 1-0, LA PAROLA AI PROTAGONISTI

MILAN-BRESCIA 1-0, LA PAROLA AI PROTAGONISTI

MILAN-BRESCIA 1-0, LE PAROLE DEI PROTAGONISTI – Arriva in ritardo, ma per la prima volta sorridente, in mixed zone, mister Giampaolo.

GIAMPAOLO

Ho l’abitudine di farmi la doccia dopo la partita” scherza il tecnico abruzzese, subito interpellato sulla scelta di schiarare Andrè Silva al posto di Piatek dal primo minuto. “Per ogni partita mi riservo la possibilità di scegliere. Oggi ho scelto Silva, ma anche Bennacer e Kessie. Il Milan dispone di tanti calciatori forti e per ogni partita ho la possibilità di scegliere. Hanno caratteristiche diverse, ho reputato più consono Silva per le sue caratteristiche che ritenevo più adatte all’avversario di oggi; mi serviva un attaccante che legasse il gioco e non scappasse. Ma è una scelta di questa partita, ho grande fiducia in Piatek; può capitare di star fuori, magari l’ho visto più appesantito e meno brillante oppure ho visto Silva in miglior condizione. Non a caso dispongo di 23 calciatori. Andrè ha fatto bene, non so se andrà via, i calciatori sono professionisti e finchè li ho a disposizione li utilizzo; anche Kris è entrato bene senza patire l’esclusione. Per la prossima non so. Se possono giocare insieme? Può anche capitare in qualche partita”.
Una vittoria di misura, quella col Brescia, in cui Giampaolo ha intravisto cose positive. “Stasera a tratti abbiamo fatto buone cose ma in alcuni momenti ci siamo sfilacciati ed abbiamo perso il controllo della partita, anche se non abbiamo rischiato quasi niente. Ho visto cose positive, non voglio ripetermi ma c’è bisogno di lavorare assieme. C’è la volontà dei calciatori di fare le cose per bene e per me è la cosa più importante. C’è tanto da migliorare ma dobbiamo avere il tempo di lavorare assieme. La squadra ci prova, è attaccata al lavoro, sono fiducioso”.
Ancora sui singoli e sulle scelte iniziali: “Stasera rispetto ad Udine ho solo invertito Suso con Castillejo. Suso aveva i compiti dell’attaccante ed è andato in quella zolla che più gli piace. Calha si esprime meglio da mezzala ma domenica ad Udine non avevo il play e Bennacer aveva pochi allenamenti nelle gambe. Non mi piace snaturare le caratteristiche dei giocatori, voglio sempre farli giocare nei loro ruoli. Paquetá per me può essere una grandissima mezz’ala, deve essere meno brasiliano e più concreto, deve fare meno giochi ad effetto. Ha la tecnica per fare la mezzala ordinata come piace a me. Alla fine l’ho dirottato sulla trequarti perché avevamo bisogno di tenere palla e di più forza, può ricapitare ma in linea di massima come trequartista preferisco un attaccante, col fiuto dell’attaccante”.
Ed a chi gli chiede di quanto tempo abbia bisogno per vedere finalmente il “suo” Milan, Giampaolo risponde: “Ne ho bisogno, questa settimana allenerò solo 7 giocatori. È come se stessimo guidando per la prima volta la macchina, non facciamo ancora le cose in automatico e ci pensiamo. Quando le faremo in automatico andrà meglio. La squadra è seria e mi segue, lavora bene. La strada è lunga ma ho fiducia. Stasera c’era un pubblico meraviglioso, sogno di poterlo mettere nelle condizioni di spingerci fino all’ultimo attraverso un calcio propositivo, che guardi in avanti e non indietro. Ho chiesto pazienza, speriamo ne abbiano”.
Inevitabile, infine, la chiosa sul mercato: “Correa non convocato? Non lo so, di mercato parlate col club. Non posso dire niente, parlate con Maldini, Boban o Massara. Non manco mai di rispetto ai miei calciatori, alleno chi ho a disposizione, il resto non è compito mio perché non dispongo io del denaro del club”.

MALDINI

Parole sibilline che fanno il paio con quelle di Maldini nel prepartita: “Il mercato è particolare, ci sono esigenze sportive e societarie, noi ci troviamo nel mezzo e faremo il possibile per farle conciliare. Correa? Vedremo, manca ancora un giorno e mezzo alla chiusura”.

BENNACER

Bada al sodo, a fine gara, Ismael Bennacer, al suo esordio stagionale dal 1’. “La cosa più importante era vincere ma sappiamo che possiamo fare molto meglio. Dopo Udine, abbiamo lavorato e sfruttato le indicazioni dell’allenatore. A questa squadra piace giocare il pallone, il mio ruolo è delicato e devo imparare ancora tanto. Dobbiamo essere più cattivi, il risultato poteva essere più ampio. Dobbiamo lavorare di più in allenamento e migliorarci. Arriviamo alla sosta più sereni, ora ci concentriamo sulle nazionali, poi penseremo alla prossima partita”.

CORINI

Ha l’amaro in bocca per il risultato ma è soddisfatto della prestazione dei suoi, il tecnico del Brescia Eugenio Corini: “Faccio i complimenti ai miei ragazzi per la partita di personalità, abbiamo sempre provato a giocare palla a terra. Il loro gol arriva sugli sviluppi di un fallo laterale con Martella che aveva appena segnalato l’infortunio. Nel secondo tempo ci abbiamo provato ed a parte gli ultimi minuti, in cui il Milan ha sfiorato il raddoppio, c’è sempre stata la sensazione che potessimo pareggiare. Il nostro percorso sarà difficile e tortuoso, ma abbiamo approcciato bene questo inizio di campionato e partite come quella di oggi o di Cagliari ci aiutano a capire che possiamo farcela. Anche quando si perde, bisogna uscire dal campo consapevoli di aver fatto tanto. L’unico rammarico di stasera è quello di non portare a casa punti, ma sono contento della prestazione dei ragazzi”.

 

Enrico Aiello

Photo credits: acmilan.com

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Udinese-Milan 1-0, le parole dei protagonisti

Udinese-Milan 1-0, le parole dei protagonisti

UDINESE-MILAN 1-0, LE PAROLE DEI PROTAGONISTI – È un Marco Giampaolo che non si nasconde quello che nel post gara commenta la sconfitta all’esordio alla Dacia Arena di Udine. Senza giri di parole, il tecnico abruzzese boccia sonoramente la proposta offensiva offerta dal Milan, a cominciare dal tridente d’attacco.

GIAMPAOLO

Se ti chiami Milan perdere non va mai bene, ma voglio andare oltre il risultato perché la partita di oggi mi ha dato molte indicazioni – spiega Giampaolo -. A cominciare dai tre davanti che hanno avuto difficoltà nell’interpretare cose che non sono nelle loro corde. Suso, Castillejo e Piatek hanno caratteristiche diverse rispetto a quello che voglio e bisogna farli giocare nel loro habitat naturale. Rischio di snaturarli e non devo farlo, la colpa non è loro”.  Ed a chi gli fa notare che le sue parole lasciano presagire ad un ritorno al 4-3-3, Giampaolo risponde con un laconico “bisogna lavorare”.

Ancora sulla gara: “Cosa ho da rimproverarmi? Il possesso palla deve avere uno sviluppo offensivo migliore.
Finora non avevo avuto avvisaglie di queste difficoltà. Credevo il problema fosse Suso, nel senso che lo reputavo il meno adatto in questo ruolo, ma non è così. Anche Piatek forse preferisce giocare da solo e paradossalmente Castillejo è l’unico a far meglio quello che gli chiedo. Bisogna mettere tutti nelle condizioni di fare di più, bisogna riorganizzare i tre davanti. Questo lo avrei detto anche se avessimo vinto la partita. Siamo sterili davanti, non mi piacciono queste soluzioni offensive ma non c’è niente da buttare del lavoro fatto finora; i principi su cui abbiamo lavorato sono buoni, bisogna solo cambiare qualcosa” prosegue Giampaolo, che sul mercato glissa: “Non mi interessa. Abbiamo appena perso una partita, parlarne sarebbe una mancanza di rispetto verso i miei giocatori”.

Sul rigore il tecnico rossonero parla di “un dettaglio”, che poteva comunque spostare l’esito della partita. “Stando alle nuove disposizioni, dovrebbe essere rigore. Sul fallo di mani in area penso comunque che bisogna lasciare libertà all’interpretazione dell’arbitro. Vanno valutate le dinamiche di come avviene, possono esserci movimenti congrui o meno. Dovrebbe dipendere dalla sensibilità dell’arbitro, anche attraverso il Var”.

ROMAGNOLI

Parla di “prestazione non all’altezza” anche il capitano del Milan, Alessio Romagnoli, che aggiunge: “dobbiamo guardare avanti e lavorare. Eravamo sterili in fase di possesso, facevamo poco movimento e molta fatica a trovare gli attaccanti. I nuovi acquisti ci possono dare tanto, confidiamo anche nel mister. Ci serve tempo, miglioreremo allenandoci. Il rigore? Penso che l’arbitro potesse far meglio, le immagini erano chiare, non poteva non vederlo. Piatek deve essere paziente e lavorare, col lavoro il gol arriverà. Ha dimostrato di saper segnare tanto”. Chiosa finale sul ritorno in panchina di Mihajlovic: “Lo ringrazio per quello che mi ha dato, sappiamo che è un guerriero, si riprenderà e ne uscirà”.

SORRISO UDINESE

Si sorride, e non poco, in casa friulana.

Siamo contenti, è stata un’ottima prestazione di squadra – spiega Kevin Lasagna -. Abbiamo preparato bene la partita, siamo felici dei 3 punti conquistati. Abbiamo messo intensità per tutta la gara anche se il caldo si faceva sentire. Il Milan? L’avevamo visto in settimana e studiato, abbiamo capito che il centrocampista davanti alla difesa è il fulcro del loro gioco, io e Pussetto abbiamo sempre cercato di coprirlo”.
Gli fa eco il tecnico Igor Tudor: “Milan ancora tra le grandi? Assolutamente si, farà una grande stagione, ha un grande allenatore e gente capace in società. È normale che alla prima partita con un nuovo allenatore ci siano difficoltà, ma farà bene”.

Enrico Aiello

Photo Credits: AcMilan.com

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